Un castello di carte al Piccolo Teatro degli Instabili

 
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Un castello di carte al Piccolo Teatro degli Instabili

Un castello di carte al Piccolo Teatro degli Instabili

Dopo una lunga attesa dovuta all’emergenza sanitaria, al Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi torna finalmente il Teatro Ragazzi organizzato in collaborazione con “Birba”.


Fonte Ufficio Stampa
Teatro Instabili


“Un castello di carte” inaugurerà una programmazione di spettacoli per tutta la famiglia che si svilupperà durante la prossima Stagione Teatrale; un’”anteprima” imperdibile con una pièce ormai storica interpretata e diretta da Danilo Conti (TCP Tanti Cosi Progetti – Accademia Perduta Romagna Teatri).

L’idea di portare in scena uno spettacolo realizzato con delle figure di carta tratte da due mazzi di Tarocchi, quello Visconteo e quello più popolare di Marsiglia, nasce dalla lettura de “Il Castello dei destini incrociati” di Italo Calvino.

Due sono le storie rappresentate che, tratte dalla raccolta Fiabe Italiane dell’autore citato, trovano nei simboli e nelle figure dei tarocchi i loro personaggi, e in comune hanno il protagonista: il Fante di Bastoni. Nella prima, “L’Orco con le penne”, un Re sta male e necessita di una penna dell’Orco per guarire.

NobilFante di Bastoni, suo fedele Consigliere, si incarica di procurargliela e intraprende un viaggio ricco di incontri e avventure. Nella seconda, “I due compari mulattieri”, CompareMatto e CompareFante di Bastoni sono soci e un giorno decidono di fare una scommessa: “…aiuta di più Dio o il Diavolo?…” e come si può ben capire, da quel momento, cominciano i loro guai.

Perché proprio il Fante di Bastoni come personaggio centrale? Perché, come citano i manuali di interpretazione dei Tarocchi, è un arcano di movimento, consiglia di agire tempestivamente, di non rimandare una decisione, rappresenta un amico leale, un innamorato, un domestico fidato, uno straniero, ha a che fare con i viaggi e con qualcosa che viene da lontano. E poi perché ha il bastone, che non è la spada del cavaliere, che lo accomuna agli eroi del teatro popolare dei burattini.

I personaggi e gli ambienti delle due storie prendono forma e corpo attraverso le immagini e i simboli degli Arcani Maggiori e Minori: un “teatro da camera” che si svolge tra un tavolinetto coperto da un broccato, una sedia rovesciata e una filastrocca canticchiata da Elisenda, misteriosa chiromante che apre e chiude lo spettacolo.
Al termine dello spettacolo i bambini e le bambine potranno porre delle domande all’attore.

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