Assisi, il nuovo PRG recepisce tutti i vincoli ambientali e amplia la tutela

piano ambiantale(assisioggi.it) ASSISI – Il nuovo piano regolatore generale (PRG), come “doveroso anche per il rispetto normativo”, recepisce (ovviamente) tutti i vincoli di tutela ambientale “imposti” nel territorio (dalle norme nazionali, regionali e provinciali) e ci sono “così tante limitazioni” che metterle in una cartografia é opera non facile.
Appare quindi “inappropriato” (come citato nella recente interpellanza parlamentare del Movimento 5 Stelle) invocare il “rispetto dei vincoli” tutti già presenti. Come “inopportuno” é il monito sulle “eccessive cubature”: l’interpellanza (forse per mancato approfondimento) non cita che, allo stato attuale istruttorio, le volumetrie aggiuntive rientrano nei parametri normativi e riguardano sostanzialmente “piccole ricuciture” nelle frazioni, e zone, comunque distanti dalle aree a maggiore tutela. Per il resto é un piano fondato esclusivamente su “restauro e riqualificazione” urbana di ciò che esiste, maggiore flessibilità e adattabilità alle esigenze di famiglie e attività nonché minori tempi di rilascio delle autorizzazioni.
Veniamo alla tutela UNESCO e alla citata legge 77/2006 che, probabilmente, gli interpellanti non sanno essere stata scritta proprio ad Assisi che, in questo momento, ricopre la presidenza nazionale dei 49 Siti. Il Piano di Gestione, come scritto nella interpellanza in maniera errata, non é stato “reso obbligatorio” dalla Legge 77/2006 (che aveva tutte altre finalità) ma é divenuto obbligatorio dal 2000/2001 per i Siti che si vogliono candidare a Patrimonio Mondiale UNESCO (o che già lo sono) ma il Piano di Gestione (contrariamente a quanto detto dagli interpellanti) “non produce vincoli normativi di nessun genere”: il mancato rispetto crea solo il rischio di uscire dalla Lista UNESCO.
Da questo punto di vista il Piano Regolatore Generale di Assisi é già un modello internazionale in quanto “fa diventare normativo” il Piano di Gestione UNESCO inserendolo (primo caso in Italia) nelle norme tecniche di attuazione del PRG. Anche il richiamo (degli interpellanti) a “linee di sviluppo compatibili” é fuori luogo infatti, se avessero approfondito i documenti, avrebbero visto che il nuovo PRG include “linee guida di restauro del paesaggio” (primo caso in Italia) e, anche, “coni di vista a protezione” (aggiuntivi rispetto ai vincoli normativi già presenti).
Conclusione: gli interpellanti forse dovrebbero utilizzare “consulenti tecnici più informati” e, comunque, il Sindaco Claudio Ricci, l’Assessore all’Urbanistica Moreno Fortini, gli amministratori, gli uffici tecnici comunali e i progettisti consulenti, del PRG e del Piano di Gestione del Sito UNESCO (di rilievo italiano e internazionale) sono a disposizione per “dare agli onorevoli interpellanti” tutte le informazioni tecniche reali e utili.
Informeremo, comunque, di tali “palesi inesattezze strumentali” il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero dell’Ambiente e anche (gli interpellanti si sono dimenticati di chi soprintende alla materia UNESCO: consigliamo un approfondimento) il Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO di Parigi e la Commissione Nazionale Italiana UNESCO (Foto, Ferrara, Museo Nazionale: Salone delle Carte Geografiche).

 

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