I ‘dimenticati’ sono tornati in piazza ad Assisi, per la sesta volta

 
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I ‘dimenticati’ sono tornati in piazza ad Assisi, per la sesta volta

I ‘dimenticati’ sono tornati in piazza per non farsi dimenticare. I commercianti di Assisi, soprattutto quelli delle attività legate al turismo, hanno fatto sentire la loro voce, per la sesta volta rivendicando i ristori per la drammatica situazione che stanno vivendo a causa delle restrizioni imposte per contenere il covid-19. L’economia locale legata al turismo messa in ginocchio. Mesi durissimi e ancora non è finita.

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«Per il nostro diritto alla vita e al lavoro», hanno evidenziato i promotori dell’iniziativa che poco prima delle 11 di oggi si sono ritrovati nella piazza inferiore di San Francesco. Le loro richieste sono rimaste lettera morta, nonostante le promesse.

All’iniziativa, tra gli altri, ha partecipato anche Confcommercio, il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, il presidente dell’assemblea legislativa, Marco Squarta, il consigliere regionale, Stefano Pastorelli e deputato umbro di Fratelli d’Italia, Emanuele Prisco.

“È trascorso ormai un anno dall’esplosione della pandemia da COVID in Italia – ha dichiarato Prisco -. Usare bene le risorse per difendere le attività. Le imprese italiane hanno da subito dato grande prova di responsabilità accettando le chiusure prima e mettendo in atto poi tutte le misure di sicurezza imposte dal Governo per garantire la sicurezza dei loro avventori, spendendo, nonostante la difficoltà, denaro nella formazione degli addetti, nella sanificazione degli spazi, nonché nell’acquisto dei dispositivi di protezione individuale. Ma la pandemia non si è arrestata e pare purtroppo ancora lontano il momento in cui potremo dirci completamente fuori dal pericolo. Il piano vaccinale va avanti ancora troppo lentamente e le nostre imprese sono ormai al collasso: stanno continuando ad arrancare, attingendo ai pochi risparmi personali rimasti. Non c’è più tempo, occorre dare nell’immediato nuovo ossigeno alle nostre imprese. Chiediamo un tavolo di crisi per il sistema turistico che comprenda tutti gli attori di questa importantissima categoria per la nostra nazione. Oggi sono disponibili 5 miliardi per la misura fallimentare del “cashback”, la nostra proposta è quella di utilizzare queste risorse per dare immediato ossigeno alle nostre imprese”.



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