Ospitalità religiosa messa in crisi ad Assisi anno da dimenticare per il settore turismo

Per chi è rimasto aperto, questo anno di sostanziale pausa è servito per adeguarsi

 
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Ospitalità religiosa messa in crisi ad Assisi anno da dimenticare per il settore

Ospitalità religiosa messa in crisi ad Assisi anno da dimenticare per il settore turismo

Dopo Merkel e Juan Manuel Santos arriva il presidente Antonio TajaniRASSEGNA STAMPA – Anno da dimenticare anche per il settore delle strutture ricettive religiose: lo conferma l’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, pubblicando i dati del Rapporto 2021. «L’assenza di ospiti e i pesanti costi fissi hanno costretto congregazioni, diocesi e associazioni a chiudere i battenti di centinaia di strutture per destinarle ad altri usi, se non addirittura a liberarsene», dice Fabio Rocchi, del Consiglio Pastorale Nazionale della CEI Turismo e presidente Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, che riunisce strutture per soggiorni per gruppi, singoli e famiglie in strutture religiose e laiche come conventi, monasteri, eremi, santuari, case di accoglienza, istituti e case religiose, foresterie, case parrocchiali, case per ferie, alberghi, campeggi, casali, ostelli, case alpine, B&B, case Scout, studentati, terreni per tende. Conta in Italia oltre 92.396 posti letto, 3.148 strutture censite, 1327 quelle aderenti.

In Umbria censisce una settantina di strutture, 26 delle quali nel territorio di Assisi. «Per chi è rimasto aperto, questo anno di sostanziale pausa è servito per adeguarsi – aggiunge Rocchi all’accessibilità per le persone con disabilità motorie, ambito in cui spicca l’Umbria con un incremento del 13% rispetto alla rilevazione del 2019».

«Condivido le difficoltà che il turismo in generale sta attraversando e in particolare, ad Assisi, quello religioso e di gruppi» dice Giuseppe Stirone, direttore dell’hotel Domus Pacis, di Assisi, struttura con 175 camere e spazi per congressi nelle immediate vicinanze della Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli; dà lavoro, in tempi normali, a 28 dipendenti oltre al personale interinale. In un territorio, quello assisano, in cui l’ospitalità religiosa conta su un’ampia offerta; molte le strutture che ancora non hanno riaperto, in attesa della ripartenza del movimento turistico con tutti i problemi connessi, a cominciare da quelli occupazionali e dell’indotto. «In questo momento siamo chiusi e proveremo a riaprire per il 14 maggio – aggiunge il direttore Stirone -.

Stiamo lavorando von l’idea di occupare la struttura con gruppi principalmente nazionali e incentivare promozioni territoriali rivolte a esperienze e visite guidate». Ci saranno novità nella vostra struttura? «Useremo gli spazi esterni per garantire maggior sicurezza e relax – aggiunge -. Inoltre proporremo sempre l’occasione di visitare la città e scoprire le sue ricchezze spirituali artistiche. Avevamo già fatto una forte riqualificazione a livello strutturale; quest’anno abbiamo ottimizzato gli impianti di climatizzazione e fatto degli interventi in giardino». Maurizio Baglioni

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