Una Città di Ginevra Angeli, provocazione e ricordi, per Assisi

 
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Fondo lavoratori, Frati Assisi, Papa e Francesco vicino a chi è in difficoltà

Una Città di Ginevra Angeli, provocazione e ricordi, per Assisi

Noi cittadini di Assisi siamo “una razza”in via di estinzione, chiusi nella riserva; quanti nativi rimasti dentro le mura urbiche? 500, 600? Siamo anche vecchi, pieni di nostalgia e di rimpianti: la nostra infanzia in Assisi, la vita cittadina era con ancora delle caratteristiche , oserei dire, medievali. Per le strade c’erano tanti carretti tirati dai somari e dai muli, tanti poveri scalzi. I contadini a mezzadria mietevano il grano con la falce. Noi li conoscevamo bene e li vedevamo dopo la mietitura magri e sfiniti portare “gli obblighi” al padrone.

  • C’era un lato umano nella miseria… I turisti erano di due tipi

C’era un lato umano nella miseria… I turisti erano di due tipi quelli che venivano per devozione ed erano piccoli , tutti neri, almeno così ci sembravano. Avevano affrontato un lungo viaggio per andare dal Santo, l’unico che li capiva, e i bambini che portavano con sé anche se piccolissimi spesso erano vestiti, quali ex voto, da fratini o da monachelle. E’ vero, ci facevano impressione e tanta pena.

  • grandi pittori e il primo impressionante

Gli intellettuali invece venivano a san Francesco per ammirare l’arte, i grandi pittori e il primo impressionante passaggio nella stessa chiesa dal romanico al gotico. Era proprio avvenuto qui , ma molti di noi non lo sapevano . Li guardavamo con ammirazione perché erano diversi, alcuni ben vestiti avevano anche l’automobile, parlavano in modo elegante, si vedeva che erano di un’altra “razza”, sembravano tutti ricchi. Loro ci scrutavano con una indiscreta curiosità. Però prima o poi se ne andavano mentre San Francesco rimaneva nostro, una santa proprietà privata vissuta nell’animo di ognuno in silenzio nella normalità proprio come lui, il nostro santo concittadino , avrebbe voluto.

  • rapidamente la modernità è esplosa

Poi così come una catastrofe, rapidamente la modernità è esplosa e ha cancellato tutto . E’ arrivata la televisione . Gli smartphone, i tablet, il lusso, le automobili! Tante e insopportabili, in una città fatta per i carretti, i somari e i muli. Nel frattempo noi eravamo cresciuti e Assisi tutta imbellettata aveva perso il suo bel mistico decadimento e i mercanti si erano impossessati del tempio. Di San Francesco ne avevano fatto una macchina per far soldi .

  • il vino di san Francesco

Nelle botteghe, aumentate a dismisura si trova: “il vino di san Francesco” con la sua effige raffigurata , il pane di… i biscotti di…ecc. ecc. Per non parlare della cementificazione selvaggia che ha devastato il paesaggio “e per non dir del cane”, una popolazione nascosta quasi invisibile ( ma noi sappiamo chi sono) di furbi e subdoli con tanti soldi ha comperato quasi tutto , negozi e immobili. Gli assisani, quelli veri se ne sono andati via tutti,non reggevano di fronte ai nuovi ricchi colonizzatori.

  • la situazione socio-economica e i progetti per il futuro

Siamo stati invitati ad una riunione dai consiglieri comunali e dal sindaco per discutere il consuntivo e la situazione socio-economica e i progetti per il futuro. Noi assisani di Assisi, quattro gatti spauriti e un po’ contadinelli, di fronte a tante cifre e a tanti soldi abbiamo capito di dover accogliere e accettare con felicità questi cinque milioni di visitatori che abbiamo avuto . Il prossimo anno saranno sette e in più una troupe cinematografica che girerà una fiction(?),” Che Dio ci aiuti” Appunto!

  • una città fantasma piena di “Sogni e ricordi”

Assisi d’inverno è vuota, una città fantasma piena di “Sogni e ricordi”. Poi improvvisamente si riempie di tutti questi poveri cinque milioni, manipolati come pacchi postali e convogliati come negli autogrill per i tragitti designati dalle botteghe. Vagano, consumano, divorano Assisi. Tornano a casa col salame di San Francesco e i biscotti di Santa Chiara e non hanno visto niente. Ci sorge allora un sentimento orribile di disprezzo e di odio verso i misteriosi nuovi padroni di Assisi e di rabbia e di pietà verso il gregge dei visitatori giornalieri, trattati con disumanità, come una merce , che tornano a casa la sera stanchi e delusi…

  • Un velo non pietoso quando Assisi si trasforma in evento

E poi gli eventi… Un velo non pietoso quando Assisi si trasforma in un parco dei divertimenti per i cinque e poi sette milioni di visitatori, cui questi eventi( che sono costati tanti soldi) non piacciono affatto… e a noi di Assisi men che meno…
Assisi non ne ha bisogno. Assisi è di per se stessa un evento . ASSISI E’ L’EVENTO.

  • buttate via tutto questo ciarpame

Allora buttate via tutto questo ciarpame , i tavoli dei bar che occupano tutta la piazza e anche i bei vicoli .Tutti ‘stì negozi uno vicino all’altro , i cinghiali imbalsamati esposti per terra vicino ai salami … Assisi non ha bisogno di tutto questo chiasso. Ridategli il suo mistico silenzio, la sua pace …Ma si ha, voi che avete studiato, il benché minimo concetto di urbanistica, del rapporto tra la capacità di accogliere della città e le persone che la frequentano? Una città dove mancano i marciapiedi, come vive con i cinque milioni di persone che la percorrono a piedi? Quando hanno rifatto tutto il fondo stradale , delle “cime tempestose” hanno dimenticato come sono i marciapiedi…

  • volte finiscono al pronto soccorso dopo una estenuante ginkana

Ai lati delle strade, i marciapiedi sono solo delineati per terra al livello del fondo stradale, mentre a ridosso delle case sono più alti così che risultano in discesa e i cinque milioni di visitatori che vi dovrebbero trovare rifugio dallo sfrecciare delle macchine che ovviamente transitano sopra sopra i marciapiedi, a volte finiscono al pronto soccorso dopo una estenuante ginkana. I marciapiedi più larghi sono tutti, ma proprio tutti occupati dalle macchine in sosta .Gli amministratori devono, DEVONO, ( dato che vengono sempre in macchina), andare loro a piedi . Si suggerisce via Cristofani o via San Gabriele …. E capiranno la punizione di essere pedoni in Assisi.

  • un reperto “archeologico” di marciapiede

C’è in Assisi un reperto “archeologico” di marciapiede , in via Ancajani davanti al convento delle suore Stimatine e all’albergo Ancajani. E’ un vero marciapiede . Andate a vedere come erano più razionali e a misura umana quei marciapiedi bellissimi . In tempi non tanto remoti erano in Assisi tutti così e noi bambini nel nostro felice “medio evo”ci sedevamo a giocare .
E allora “santo subito” San Bernardone.

Ginevra Angeli

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