La Basilica pubblica il brano per l’ostensione delle spoglie
Assisi, 5 marzo 2026 – San Francesco torna a parlare attraverso il linguaggio universale della musica in occasione di un evento che sta richiamando migliaia di fedeli da ogni continente. La comunità del Sacro Convento ha ufficialmente rilasciato il video musicale dell’inno “Su questo colle”, brano composto per accompagnare l’ostensione delle spoglie mortali del Poverello, in corso ad Assisi fino al prossimo 22 marzo. L’opera nasce dalla collaborazione artistica tra il Custode, fra Marco Moroni, autore del testo, e il direttore della Cappella Musicale della Basilica, fra Peter Hrdy, che ne ha curato la partitura per quattro voci miste, organo e orchestra d’archi.
Secondo quanto dichiarato da fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento, la pubblicazione digitale mira a sostenere spiritualmente il percorso di chi giunge in Umbria per rendere omaggio ai resti del Santo. La musica, storicamente centrale nel carisma francescano fin dai tempi del Cantico delle Creature, diventa oggi un ponte tecnologico grazie alla diffusione su piattaforme come YouTube e Spotify. Per facilitare la meditazione e la partecipazione attiva durante le lunghe attese, è stata prodotta anche una versione con sottotitoli che viene proiettata incessantemente nella tenda dell’accoglienza situata sulla Piazza inferiore. Qui, i pellegrini sostano in raccoglimento prima di accedere finalmente alla cripta della Basilica per il momento culminante della visita.
Il contenuto poetico dell’inno ripercorre la straordinaria trasformazione del sito che ospita la tomba monumentale. Quello che nel XIII secolo era considerato un luogo infame destinato alle esecuzioni capitali, noto come “Colle dell’Inferno”, si è tramutato per la santità di San Francesco in un centro mondiale di spiritualità e bellezza, oggi celebrato come “Colle del Paradiso”. I versi dell’inno sono densi di richiami teologici, evocando l’immagine della casa edificata sulla roccia come simbolo di solidità interiore. Emerge inoltre il concetto di “pietre vive”, ovvero i fedeli chiamati a formare una fraternità universale fondata sul rispetto e sull’amore, principi cardine dell’eredità francescana.
L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni del grande centenario francescano un periodo di profondo rinnovamento che sta spingendo la comunità religiosa verso forme di comunicazione sempre più creative e attuali. L’impatto mediatico dell’ostensione, definita “storica” da osservatori internazionali, ha spinto i frati a utilizzare ogni canale disponibile per diffondere il messaggio di pace. Il successo di fede e devozione registrato nei primi dieci giorni della venerazione ha confermato l’esigenza di offrire strumenti di accompagnamento che, come questo inno solenne, possano restare nel cuore dei credenti anche una volta rientrati alle proprie abitazioni al termine dell’esperienza spirituale.
L’esecuzione magistrale affidata alla Cappella Musicale della Basilica è parte integrante dell’esperienza religiosa proposta dal Sacro Convento, come riporta il comunicato stampa della Basilica San Francesco – Sala Stampa. L’uso sapiente dell’orchestra d’archi e dell’organo serve a sottolineare la solennità dell’ostensione delle spoglie, rendendo tangibile la continuità tra la tradizione secolare e la sensibilità moderna. Questo connubio artistico permette ai pellegrini di immergersi totalmente nell’atmosfera sacra del luogo, facilitando quel dialogo interiore che Francesco cercava costantemente attraverso il creato e le lodi.
Il testo è stato composto nel 2023 e si è naturalmente “imposto” come l’inno della venerazione delle spoglie mortali di San Francesco. Il canto viene pubblicato oggi, 5 marzo 2026, come un video musicale sul canale YouTube @SanFrancescoAssisi e su Spotify. Contestualmente è stata rilasciata anche una versione con i lyrics (testo) sottotitolati, per favorire la comprensione del testo. Proprio essa sarà proiettata nella tenda dell’accoglienza nella Piazza inferiore di San Francesco, dove i pellegrini sostano in attesa dell’ingresso in Basilica per la venerazione.
L’inno evoca la trasformazione radicale della collina su cui sorge la Basilica: conosciuta al tempo di Francesco come il “colle dell’inferno”, grazie all’accoglienza delle sue spoglie mortali, è divenuta – per la santità del Santo e per la bellezza del tempio a lui dedicato – il “colle del paradiso,” come è noto oggi.
Numerose sono le reminiscenze bibliche: la casa stabile e sicura perché costruita sulla roccia (cfr Mt 7,24-25), simbolo di Cristo e – per partecipazione – di Francesco. C’è poi il riferimento alla casa di cui Dio è artefice e costruttore, come nella profezia rivolta al re Davide (cfr 2Sam 7). Emerge inoltre il tema ecclesiale per eccellenza: i credenti sono le pietre vive di un edificio spirituale (cfr 1Pt 2,5), uno spazio di relazioni fondate sul rispetto e sull’amore che ha la propria origine in Dio stesso: è proprio ciò che san Francesco intendeva con il termine “fraternità”. Infine l’inno richiama il cuore interpretativo dell’evento dell’ostensione: l’esistenza di Francesco, consumata – come testimoniano i suoi resti – nel dono totale di sé a Dio e al prossimo è chiamata a diventare lo stile di vita dei credenti e dei francescani.
IL TESTO
Su questo colle ha posto la dimora
l’altissimo potente, buon Signore;
a lui veniamo cantando con gioia: san Francesco suo servo qui riposa.
Questa è la roccia su cui restiamo saldi,
la città santa fondata sul monte,
memoria di una vita consumata nel servizio al Padre ed ai fratelli.
Il Signore ha edificato la sua casa,
non invano han faticato i costruttori;
l’ha resa bella, splendente come sposa, piena di gemme preziose dei suoi santi.
Sulle tue spalle, o povero di Assisi
continua a sostenere questa tua casa;
siamo tuoi figli, famiglia della pace siam pietre vive, che credono all’amore.
E noi, fratelli, di Dio tempio vivente,
cantiamo gloria al Padre ch’è nei cieli,
al Figlio ch’è venuto sulla terra, allo Spirito che abita nei cuori.
Solisti: il tenore fra Nicola Zanin, OFMConv, uno dei frati della comunità del Sacro Convento, e il soprano Laura Cannelli; altri interpreti: Alessandra Frascarelli, soprano; Simonetta Pelacchi e Monica Pietrella, contralti, Carlo Montanari, Giuseppe Papaleo e Tiziano Ragni, tenori; Pedro Bomba, Francesco Brunozzi e Luigi Pontillo, bassi; Alessia Monacelli (spalla), Silvia Alessio ed Elena Casagrande, primi violini; Beata Bukor, Stefano Franca ed Elisa Maria Mannucci, secondi violini; Elga Ciancaleoni e Filippo Sodi, viole; Umberto Aleandri, violoncello; Leonardo Tabarrini, Contrabbasso; Alessia Cecchetti, organo. Violino solista e direttore, p. Peter Hrdy
La realizzazione del video è stata curata da FP Service S.r.l.; regia e montaggio di Leonardo Giuli, riprese di Giovanni Barchi e Leonardo Giuli, regia audio di Gianluca Kaja.

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