Amministrazione condivisa trionfa nel grande evento ad Assisi

Amministrazione condivisa trionfa nel grande evento ad Assisi

Il premio nazionale celebra le eccellenze locali e il sociale

L’integrazione profonda tra istituzioni pubbliche e cittadinanza attiva ha trovato la sua massima espressione in Umbria, dove si è appena concluso il secondo appuntamento del Festival dell’Amministrazione condivisa dei beni comuni. Per tre giornate consecutive, dal 26 al 28 marzo 2026, la città di Assisi si è trasformata in un laboratorio a cielo aperto, accogliendo oltre 350 delegati provenienti da ogni parte d’Italia. Il confronto ha visto protagonisti sindaci, accademici, esponenti del terzo settore e semplici cittadini, tutti uniti dall’obiettivo di definire nuovi modelli di gestione per gli spazi e i servizi pubblici attraverso la sussidiarietà circolare.

Il valore della cooperazione tra enti e territorio

L’iniziativa è stata sostenuta con vigore dal Comune di Assisi in stretta sinergia con Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà – e il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Perugia. Il patrocinio della Regione Umbria e dell’Anci ha ulteriormente blindato l’importanza istituzionale di un percorso che mira a rendere strutturale il dialogo tra chi governa e chi vive il territorio. Durante le sessioni plenarie e i tavoli tecnici, è emersa con forza la necessità di superare la logica dell’appalto tradizionale per abbracciare quella della co-progettazione, strumento capace di generare risposte più aderenti ai bisogni reali delle comunità e di favorire una coesione sociale senza precedenti.

I vincitori del premio nazionale Patti x Collaborare

Il momento culminante della manifestazione si è tenuto nella storica Sala della Conciliazione, dove sono stati assegnati i riconoscimenti del premio nazionale “Patti x Collaborare”. Questo bando è nato per dare visibilità e supporto concreto alle realtà che si distinguono nella cura del patrimonio materiale e immateriale. Per la categoria dedicata alle “Idee”, il trionfo è andato al Comune di Narni, premiato per la capacità di rigenerare il patrimonio naturalistico e industriale attraverso processi di welfare sociale innovativi, con particolare riferimento al centro visite di Stifone.

Nella sezione rivolta agli “Enti locali”, il riconoscimento è stato attribuito al Comune di Vicenza. La giuria ha voluto premiare la capillarità e la diffusione del metodo di co-progettazione adottato dall’amministrazione veneta, capace di rendere il coinvolgimento dei cittadini una prassi consolidata e non un evento isolato. Per quanto riguarda la sezione “Patti”, il primo posto è stato conquistato dall’Associazione Terme del Corallo di Livorno, distintasi per un progetto di recupero di un bene culturale di pregio che include attivamente percorsi di inserimento lavorativo e una partecipazione popolare massiccia.

Menzioni d’onore e prospettive per il futuro

Oltre ai primi premi, l’edizione 2026 ha voluto accendere i riflettori su altre esperienze significative attraverso specifiche menzioni speciali. Tra queste spicca l’esperienza di Roma con il progetto “La piazza siamo noi”, che ha saputo trasformare aree degradate in centri di aggregazione pulsante. Anche Bucine ha ricevuto un plauso per l’approccio pionieristico alla salute intesa come bene comune, mentre Caserta è stata lodata per la straordinaria longevità e strutturazione del patto relativo a Villa Giaquinto, esempio di resilienza e continuità nella gestione partecipata.

Il sipario cala su questa edizione con lo sguardo già rivolto al domani. Gli organizzatori hanno infatti ufficializzato che il terzo appuntamento nazionale si terrà nuovamente ad Assisi nella primavera del 2027. La città serafica si conferma dunque il baricentro di un movimento che sta riscrivendo le regole del vivere civile, dimostrando che la tutela dei beni comuni è la chiave per costruire società più solidali e amministrazioni pubbliche realmente vicine alle persone.

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