Tante promesse, ci vorrebbe un ministero del buon senso, se ne sente la mancanza

“Il Rosatellum”. Legge elettorale votata in Parlamento da tutte le maggiori forze politiche con tre voti di fiducia. Appena approvata gli stessi politici si accorgono di aver fatto un gran Casino

Tante promesse, ci vorrebbe un ministero del buon senso, se ne sente la mancanza

Tante promesse, ci vorrebbe un ministero del buon senso, se ne sente la mancanza

da Giorgio Bastianini
In questo periodo di grandi promesse e di tante chiacchiere
, dove tutti propongono, da cittadino libero, vorrei dire la mia e fare qualche proposta. Per anni, abbiamo ascoltato il gran discutere da parte di tutti i partiti e movimenti politici sulla necessità di cambiare la legge elettorale precedente, perché il popolo  sovrano non aveva la possibilità di scelta con la preferenza dei candidati per il governo del paese. C’erano solo i nominati delle segreterie politiche e questo non era giusto e poco democratico. I nostri politici preoccupati per noi elettori, decidono di regalarci per il Natale 2017 la nuova legge elettorale “Il Rosatellum”. Legge elettorale votata in Parlamento da tutte le maggiori forze politiche con tre voti di fiducia.

Appena approvata gli stessi politici si accorgono di aver fatto un gran Casino. Questa Legge dicono non permette dopo il voto la governabilità del Paese. Allora che fare: intanto votiamo il 4/3/2018, subito dopo ritorniamo a discutere della legge elettorale. Nel frattempo in questi giorni della merla abbiamo assistito ad azioni di condizionamento, di pressione e di ricatto fatte in modo arrogante per la formazione delle liste dei candidati alle prossime elezioni politiche, fatte sempre dalle segreterie dei partiti politici o movimenti.  Adesso che i giochi sono fatti, noi popolo sovrano dobbiamo votare i loro nominati, zitti e buoni.

Cosa fare? Basta al partito azienda o azienda partito. Torniamo alla politica vera e reale. Ritorniamo alla organizzazione dei partiti reali, non virtuali. Ritorniamo alle idee, alla preparazione delle competenze politiche. Tutti oggi dicono di aver scelto il fior fiore delle competenze sul mercato; ma chi certifica che una grande competenza nel proprio lavoro, una volta portata il politica abbia lo stesso valore di mercato? Non a caso spesso troviamo tante incompetenze in fila e fuori posto.

Un invito ai giovani. Se la politica non vi interessa per disgusto o per indifferenza, sarebbe bene invece pretendere con intelligenza e maturità il vostro inserimento, la vostra partecipazione al rilancio della politica reale. Anche se per ora, con la spensieratezza che contraddistingue la vostra età, la cosa non vi preoccupa più di tanto, ricordatevi che la politica di destra o di sinistra, il populismo o i movimenti, determinano e pregiudicano il vostro futuro. Non arrendiamoci a vivere una vita programmata da altri per fini che non sono i nostri!

Essere più cittadini e non sudditi. Un appello ai politici uscenti e rientranti, entranti e serventi. Tornate tra la gente; fate un rapido superamento della politica fatta nel chiuso delle stanze e dei palazzi e sappiate ricreare le condizioni perché il popolo, la comunità si riapproprino della politica e del loro destino.

Quando certi politici centinaia e centinaia voltagabbana, opportunisti, parlano ed hanno parlato sempre a seconda dei momenti e della convenienza, il danno morale causato all’elettore da chi viene risarcito??? Sull’argomento tasse, che tutti vogliono ridurre chiedo: gli aumenti scattati già dal l gennaio 2018 che incideranno sul bilancio delle famiglie: luce, gas,  autostrade, tassa rifiuti, telefono ecc; ecc. Già in corso da subito, tale aumento, non annulla e supera l’eventuale risparmio?

Che si va a promettere. Come si vede, quando dalle promesse e dalle chiacchiere si passa ai fatti concreti, si evidenzia e si raccontano grosse bugie che non reggono alla prova dei fatti, ma che hanno lo scopo di raccattare consensi elettorali. Da “antico osservatore” della politica, ho riletto un’ intervista del 1982 del Prof. Giovanni Astengo, urbanista e già assessore socialista in Piemonte. Diceva: “…..il denaro è il denaro: a destra, a sinistra e al centro.

Il triste è che una sinistra di governo creda di poter amministrare arrancando dietro una società fondata sul denaro …..” Per capire oggi, bisogna tornare indietro. Dimenticare il passato, non aiuta il futuro. Nel ricordo di Indro Montanelli, giornalista e scrittore, “turiamoci il naso e andiamo a votare. Con la speranza che qualcuno ci spieghi bene come uscire dal casino di questa legge elettorale praticamente come esprimere il voto…..BUON VOTO A TUTTI.

 

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