Giotto e san Francesco: la rivoluzione del Trecento in mostra

Giotto e san Francesco: la rivoluzione del Trecento in mostra

Un capolavoro lascia Assisi per la Galleria Nazionale a Perugia

Giotto e san Francesco costituiscono il perno centrale di un evento espositivo che promette di segnare la stagione culturale umbra nel 2026. La “Madonna col Bambino e san Francesco”, celebre affresco staccato di Puccio Capanna datato 1341, ha lasciato la sua sede abituale presso la Pinacoteca comunale di Assisi, per la Galleria Nazionale dell’Umbria, situata a Perugia, dove il capolavoro andrà a ricoprire un ruolo di primo piano. L’opera, infatti, non è soltanto uno dei pezzi pregiati della collezione, ma è stata ufficialmente selezionata come immagine guida della rassegna intitolata “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”. Questa esposizione di respiro internazionale si aprirà il 14 marzo per concludersi il 14 giugno 2026, come riporta il comunicato di Fabiola Gentili, Città di Assisi.

Logistica d’eccellenza per il trasporto del capolavoro

Le delicate operazioni di movimentazione si sono concluse nei giorni scorsi nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza. Il trasferimento è stato pianificato con estremo rigore, avvalendosi di personale altamente specializzato per proteggere l’integrità dell’affresco proveniente originariamente dalla Porta urbica di San Rufino. A coordinare l’intera procedura è stato Giulio Proietti Bocchini, direttore dei musei civici della città serafica. Una volta giunto nel capoluogo umbro, il dipinto è stato collocato all’interno del percorso espositivo accanto ad altri sessanta tesori artistici. La mostra intende celebrare l’ottavo centenario della morte del Santo, analizzando come il suo messaggio spirituale abbia influenzato il linguaggio pittorico dell’epoca, gettando le basi della sensibilità moderna.

Il dialogo tra i grandi maestri del quattordicesimo secolo

L’affresco di Puccio Capanna dialogherà con opere di inestimabile valore firmate da giganti come Simone Martini e Pietro Lorenzetti. Il progetto scientifico mira a ricostruire quella straordinaria fioritura artistica nata all’ombra della Basilica di San Francesco, cuore pulsante della cultura europea medievale. L’esposizione mette in luce come l’Umbria sia stata, nel corso del Trecento, un laboratorio d’innovazione senza pari. L’evento era stato già anticipato lo scorso 18 febbraio a Roma, durante una presentazione ufficiale tenutasi presso il Ministero della Cultura alla presenza del sindaco Valter Stoppini. Tale cornice istituzionale ha ribadito l’importanza nazionale dell’iniziativa, capace di unire territori e istituzioni nel segno della valorizzazione del patrimonio storico.

Il ritorno ad Assisi dopo il trimestre perugino

Sebbene l’affresco rappresenti oggi il vessillo della mostra perugina, la sua permanenza fuori casa sarà limitata alla durata dell’evento. Al termine dei tre mesi di esposizione, l’opera rientrerà nella Pinacoteca comunale di Assisi. In quella sede, il dipinto di Puccio Capanna continuerà a essere ammirato annualmente da decine di migliaia di visitatori, inserito in un contesto museale che ospita gemme del periodo medievale e rinascimentale. Questo prestito temporaneo sottolinea la generosità culturale della comunità assisana e la solidità dei rapporti tra i musei della regione. La sinergia tra i centri umbri permette così di offrire ai turisti e agli studiosi una panoramica completa sulla rivoluzione giottesca e sull’eredità francescana, elementi cardine dell’identità artistica italiana.

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