Assisi, bilancio 2018, ma la sindaca non aveva detto niente imposta di soggiorno?

In questo bilancio mancano proprio la correttezza, l’oculatezza e il coraggio

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GIORGIO-BARTOLINI

Assisi, bilancio 2018, ma la sindaca non aveva detto niente imposta di soggiorno

da Giorgio Bartolini, Emidio Fioroni e Moreno Fortini
ASSISI – Il bilancio di previsione del 2018 del comune di Assisi contiene tre cose certe: una programmazione di opere pubbliche non realizzabili, la volontà di fare debiti e la marcia indietro sull’affermazione della sindaca in campagna elettorale che non avrebbe mai istituito l’imposta di soggiorno. Per quest’ultima niente di male, era anche nel programma elettorale dell’opposizione. Peccato però, ed è questa la differenza, che l’intero importo di incasso previsto di 1.700.000 euro non andrà a diminuire la tassazione dell’IMU che pagano i cittadini di Assisi, molto gravosa a causa delle rendite catastali sugli immobili (che nella nostra città sono le più alte dell’Umbria), né a diminuire la nettezza urbana tanto pesante nel nostro territorio anche per l’elevato numero (fortunatamente) di turisti che lo visitano.

Infatti la maggior parte degli introiti della tassa di soggiorno sarà utilizzata per manifestazioni culturali e turistiche che, come già è avvenuto l’anno passato, potranno essere anche piacevoli per intrattenere una parte dei cittadini del territorio, ma porteranno ben pochi vantaggi all’incremento del turismo ricettivo.

Il bilancio non contiene risorse a favore di artigiani e commercianti, imprese che potrebbero creare posti di lavoro. Anzi, gli immobili in cui essi esercitano la loro attività sono tassati in Assisi con l’aliquota più alta possibile di IMU.

Altra caratteristica di questo bilancio è la sua presentazione quale “libro dei sogni” delle opere pubbliche: un elenco interminabile per accontentare le richieste di tutti i consiglieri di maggioranza che così potranno “tranquillizzare” la popolazione, la quale fino ad ora non ha visto nessuna opera realizzata o almeno progettata da questa amministrazione. In realtà continueranno a restare a bocca asciutta poiché la maggior parte delle opere previste in questo bilancio non sono finanziate e quindi non sono realizzabili.

È la solita strategia che si ripete: tutti ricorderanno l’ultima campagna elettorale, quando è stato fatto credere ai più ingenui che era possibile bitumare le tante strade rurali del territorio con i fondi dell’Unione Europea. Ebbene queste opere furono programmate nel libro dei sogni del bilancio 2017 e naturalmente non sono state realizzate. Ora, visto che il trucchetto ha funzionato, ci ritroviamo le stesse promesse nel bilancio 2018. C’è davvero qualcuno che ancora crede alla loro realizzazione?

Lo stesso discorso per la piscina di Assisi: la sua ristrutturazione fu prevista nel 2017 con una spesa di 2.000.000 di euro. Chi l’ha vista? Ora è stata inserita nel programma di quest’anno con una spesa misteriosamente diminuita e che ammonta a 1.400.000 euro. C’è qualcuno che crede che questi lavori saranno effettuati quest’anno? Quello che invece appare certo è che anche quest’anno la piscina rimarrà chiusa.

E così si potrebbe continuare per molte delle opere inserite nell’anno 2018, come ancora, ad esempio, il programmato intervento per il Pincio e il bosco dell’Eremo delle Carceri, la cui spesa è prevista in un milione di euro.

Quello che invece è certo è la forte volontà di indebitare nei prossimi tre anni il comune per 8 milioni di euro con mutui, che, purtroppo, dovranno essere restituiti da quelli che verranno dopo di noi. Questi debiti saranno contratti per investimenti non produttivi sotto l’aspetto economico e che nulla apportano ad una sana politica di sviluppo.

Il bilancio 2018 riflette la scarsa capacità di questa amministrazione di sinistra controllata dal PD, che non è in grado di programmare le opere pubbliche e non sa tenere sotto controllo le risorse disponibili destinandole allo sviluppo economico.

Ben diversamente avevano operato le amministrazioni precedenti di centro-destra, le quali, avendo trovato un debito di 20.000.000 euro, lo avevano ridotto agli attuali 1.300.000 euro, e contemporaneamente avevano realizzato nel territorio opere importanti che sono sotto gli occhi di tutti.

Da ultimo credo che vada segnalato l’aumento significativo dell’importo relativo alle contravvenzioni che si prevede di far incassare dalla polizia locale: nel 2017 l’amministrazione Proietti ha riscosso dalle contravvenzioni 400.000 euro. Nel 2018 invece si prevede che saremo multati per ben 470.000 euro. Per il 2020 si prevede che le multe saliranno fino a un totale di 510.000 euro. Questi dati, con cifre sempre in aumento, denotano la volontà repressiva e vessatoria dell’amministrazione che spera fare cassa mettendo le mani nelle tasche dei cittadini con sempre maggiore avidità, magari con l’istallazione dei varchi elettronici.

In questo bilancio si ravvedono i limiti di carattere culturale e tecnico dell’amministrazione, che anche quest’anno si limiterà a molte manifestazioni di facciata senza però affrontare i nodi più importanti della crisi che attanaglia il nostro territorio da troppi anni. In definitiva in questo bilancio non ci sono idee; non c’è una visione di quello che Assisi deve e può diventare grazie a un’amministrazione corretta, oculata e al contempo coraggiosa. In questo bilancio mancano proprio la correttezza, l’oculatezza e il coraggio. In questo modo difficilmente si potrà amministrare bene la città rispondendo alle molte sfide che il futuro prossimo ci presenta.

 

3 Commenti

  1. Sicuramente i ns. concittadini sono i più tartassati in Umbria per la tassazione Tari, dovuto anche al contratto stipulato dal ex sindaco Lunghi che ha portato gli importi quasi al raddoppio della tassa e che si poteva ancora protrarre i tempi per la stipula ancora per due o tre anni. Ma la cosa più grave è secondo me che la tassa Tari non viene fatta pagare nelle giuste misure per alcuni soggetti in particolare per tutte le pletore di istituti religiosi di ogni ordine e grado che svolgono notoriamente esercizio alberghiero nonché tutte le chiese e parrocchie. Le richieste di informazioni in tal senso vengono declinate dal Comune trincerandosi sulla privacy quindi non è possibile sincerarsi sul giusto o meno pagamento della tassa. Tenendo anche conto che tali istituzioni secondo me occupano più della metà delle superfici tassabili del Comune. Così è se vi pare.

  2. Questa non è privacy….è volutamente mancanza di informazioni….queste sono richieste legittime alle quali il comune deve rispondere…per legge…alla faccia dell’amministrazione trasparente….

  3. Vi svelo un segreto (di pulcinella) su progetti di alberghi, pensioni ecc. basta inserire una croce (sinonimo di una cappella per celebrare messe) sullo spazio di una camera, per usufruire di tutte le agevolazioni del caso. E così sia.

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