Matarangolo a Guarducci, Caro Eugenio, sarò un torzone, ma non ho capito

L’antitodo a questa poca considerazione delle capacità dei compagni di strada c’era: non accettare l’incarico

Caro Eugenio, sarò un torzone, ma non ho capito
FRANCO MATARANGOLO

Matarangolo a Guarducci, Caro Eugenio, sarò un torzone, ma non ho capito

Da Franco Matarangolo (consigliere comunale del PD)

Caro Eugenio,

ho letto la tua nota, in cui cerchi di spiegare le ragioni delle tue dimissioni da assessore a cultura e turismo del comune di Assisi, ma ti confesso, forse per limiti miei, che non riesco a cogliere fattori insormontabili che giustifichino il tuo disimpegno, soprattutto se rapportati ai tempi e al modo utilizzati.

Perché vedi, anche se continui a definirti un assessore tecnico, sei stato un assessore politico a tutto tondo, inserito in una compagine politico-amministrativa, la qual cosa impone la condivisione sia delle cose che vanno, sia di quelle che non vanno.

E’ nei momenti di difficoltà che i condottieri si fanno valere, non abbandonando la nave, ma proponendo i correttivi delle carenze che vedono prima degli altri.

Partiamo dalla prima delle due o tre cose disseminate nella tua prosa: evidenzi la necessità di un tagliando, all’indomani del voto del 4 marzo, questo non era solo il tuo pensiero perché, avvicinandosi a metà consiliatura, appariva un passaggio quasi fisiologico, ma le verifiche (absit iniuria verbis) dello spartito si fanno coinvolgendo tutti gli attori o gli orchestrali.

Parli di una non perfetta collimazione di vedute con la sindaco, ma aggiungi che non c’era nulla che non si potesse superare con una buona dose di reciproca capacità di ascolto, il che significa che ne avreste potuto parlare o ne avremmo potuto parlare.

Dici che il voto del 4 marzo ha cambiato il mondo politico e noi non ce ne siamo accorti, mente tu si, quindi la risposta è: andiamo tutti a casa, intanto comincio io.

Non è così, io sono tra quelli che sanno distinguere da decenni il voto politico da quello ammnistrativo, più legato ai programmi per il territorio e agli interpreti di questo programma, quindi la risposta non è l’abbandono, in attesa della palingenesi, ma il rafforzamento della presenza e dell’impegno per garantire l’attuazione del programma, su cui si verrà tutti giudicati alla fine del mandato.

Ti trovo ingeneroso quando esprimi una postuma disistima nei confronti dei rappresentanti locali del PD, che pure ti hanno sostenuto lealmente e generosamente anche quando avrebbero potuto avanzare qualche perplessità sui passaggi amministrativi di qualche iniziativa da te ideata.

L’antitodo a questa poca considerazione delle capacità dei compagni di strada c’era: non accettare l’incarico.

L’ultimo lascito, permettimi, sa più di coup de theatre, quello di affidare l’assessorato ad un rappresentante indicato dai 5stelle, non ha le gambe.

Si sporcano le mani, in senso nobile, nel governo di una comunità, se a dare le carte sono loro, e poi vuoi mettere meglio sostenere una Alberti Casellati, con Lodo Alfano annesso, che una Proietti.

Il tagliando ce lo dovremo fare da soli, ce ne faremo una ragione, ce la metteremo tutta, poi c’è sempre un giudice che darà il suo responso, i nostri concittadini.

 

 

2 Commenti

  1. Avvocato sei un uomo ed un professionista che ho sempre stimato ma permettimi alcune riflessioni al tuo discorso: che Guarducci non fosse un uomo di partito lo sapevate tutti,che fosse imprenditore di se stesso e quindi attento solo alla sua figura ce ne siamo accorti tutti subito. Che abbia altri grandi interessi che non possono non tenere conto di quello che potrà succedere nei prossimi mesi a livello politico nazionale e poi regionale è altrettanto chiaro. È stato chiaro dall’inizio anche che il PD ad Assisi era praticamente inesistente visto che tutti gli assessorati che contano sono in mano al Sindaco che non vi permette di incidere in alcun modo sulle scelte che si dovrebbero fare per il bene comune…vogliamo poi parlare dell’inesperienza degli assessori e consiglieri attuali? Su franco sei troppo intelligente ed esperto per non capire che sei circondato dal “poco” politico(per non dire il nulla). Ma capisco il tuo accorato appello per cercare di salvare una barca che sta affondando…ti faccio i miei migliori auguri..con stima ed affetto

  2. Pur avendo criticato e fatto dell’ironia sui numerosi ed innegabili flop dell’assessore Guarducci non salgo sul carro dei suoi detrattori che, per quanto sento dire, non ne ha azzeccata una. Vorrei invece che la sua esperienza (pure se negativa … anzi proprio perché negativa) fosse di monito al suo successore e che prendesse spunto anche dalle cose positive che ci ha lasciato come ad esempio l’abolizione dell’anacronistico ed anti storico mercatino di Natale sostituito dal nuovo spettacolo di proiezioni e musica che andrebbe naturalmente ampliato e corroborato con nuove idee. Qualcuna ce l’ha pure il sottoscritto e vedrò di proporla al momento opportuno; intanto dico, alla sindaca in special modo, che Assisi merita dedizione impegno e sopratutto amore.

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