Piano strade, per amministrare bisogna essere all’altezza

Piano strade, per amministrare bisogna essere all'altezza

da Claudia Maria Travicelli 
Piano strade, per amministrare bisogna essere all’altezza. 
Quanta e quale differenza c’è tra “asfaltare le strade” e il maquillage. A prima vista sembrerebbe infinita, due cose incomparabili, direte voi. Invece c’è meno differenza di quanto si possa pensare. Basta fare un rapido giro nei cantieri stradali che fervono questi giorni per il c.d. “Piano Strade” e ci si rende subito conto di ciò, anche senza essere navigati tecnici o ingegneri.

Già la parola “piano” abbinata ad un sostantivo, in genere è foriera di grandi sventure. Ad esempio, il cantiere di una delle strade più trafficate del Comune di Assisi, cioè il tratto di via Los Angeles tra la rotatoria di fronte alla BNL e il Comune di Bastia Umbra, ne è un lampante ed esaustivo esempio di maquillage. Ahimè di questo si tratta. Basta vedere l’esigua profondità della fresatura effettuata, ai bordi lo  spazio misura in media tra i due e i tre centimetri.

La fresatura del tappetino di usura, come viene chiamato tecnicamente l’ultimo strato del manto stradale, non ha fatto altro che riportare alla vista un coacervo di disordinati strati, di “tappetini”, accumulatosi e sovrappostisi negli anni, tutti con un ridotto spessore. Inoltre sono ben visibili segni di cedimenti dei manti sottostanti affiorati con la fresatura, dovuti a una infinita serie di lavori di scavo effettuati negli anni e, come spesso è uso fare, ricolmati raffazzonando con conglomerato qualche volta anche a freddo.

Che significa ciò? In realtà si sta stendendo un ennesimo tappetino di usura e probabilmente di ridottissimo spessore, non sopra ad un solido strato di binder, quello strato tra la base della strada e il tappetino di usura, ma sopra ad altri instabili ed ammalorati tappetini di usura. Tutto contrariamente a come vorrebbe la perfetta regola d’arte.

Perché maquillage, perché la tipologia di intervento che si sta eseguendo, così come appare, è destinata a durare poco, come appunto il maquillage che la sera occorre togliersi per non impiastricciare le lenzuola ed il cuscino.

Ora che le temperature sono alte, l’asfalto tende a modellarsi con il fondo sottostante, ma quando arriverà la cattiva stagione, le temperature si abbasseranno e la pioggia inizierà a cadere, l’asfalto tenderà a diventare plastico e perderà quelle qualità di adattamento e, specialmente se di esiguo spessore come parrebbe essere, semplicemente si verranno ad aprirsi delle fratture, vi ci penetrerà l’acqua “et voilà la buca è servita”. Un procedimento molto semplice.

Il risultato sarà, che a febbraio o marzo, si riavrà la strada appena “asfaltata” nuovamente piena di buche. Ad essere concreti, si stanno buttando via dei soldi, soldi pubblici. La buona tecnica costruttiva, per quella tipologia di strada con un traffico ragguardevole, necessiterebbe di un tappetino di usura di almeno 8/10 centimetri ed un binder di almeno 15 cm. Sembra tanto?

No, non è tanto per avere una buona strada nella quale per qualche anno non si formino le buche. Poi non parliamo di qualità dei materiali che oggi sono anche quelli che fanno la differenza. Ne esistono per tutti i climi, esistono quelli fono-assorbenti, quelli drenanti e chi più ne ha più ne metta.

Resta ben inteso che al disotto del tappetino e del binder deve trovarsi una buona, resistente e stabile base di  almeno 20 cm ed oltre e via scendendo più in basso fino ad altri strati che con i quali non vi staremo ad annoiare.

Infatti non è di un trattato di costruzioni stradali che si vuol discutere, ma capire come vengono spesi, o sperperati, i nostri soldi. Gli interventi di maquillage, non risolvono i problemi delle strade, non fanno altro che renderle belle per qualche mese, per poi tornare al punto di partenza. E, come si sa, i cosmetici costano anche cari…Per rendersi conto, basta vedere le foto allegate.

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9 Commenti

  1. Ma un articolo lungo un kilometro per dire che forse lo spessore del catrame sarebbe potuto essere di qualche cm in più? Io sono sempre molto critico con questa amministrazione ma questa volta mi sembra si stia esagerando. Ci si arrampica sugli specchi pur di dire qualcosa. Se scriviamo facciamolo dicendo cose interessanti grazie.

    • Caro “Gladiatore” l’analisi esposta da Claudia Maria Travicelli mi pare ben motivata e ben documentata in maniera corretta e supportata da esaustiva documentazione fotografica.
      È facile parlare a “vanvera” e semplificare, vi siete mai chiesti perché ultimamente le buche si moltiplicano a dismisura? Nel 99% dei casi è una sbagliata e costosa stesa di asfalto di ridotte dimensioni, su strade ammalorate di suo. Da tecnico approvo l’analisi e le motivazioni addotte.
      Inoltre io metto sempre nome e cognome.
      Saluti.

  2. Le buche caro angelucci ci sono sempre state e se sono aumentate (non capisco da cosa scaturisce questa affermazione…che fa le conta tutti gli anni? Bah )è perché forse confronto a tanti anni fa sono aumentati i veicoli e di conseguenza il traffico veicolare con conseguente usura del manto sradale ( credo sia più logica )…ora capisco che la Travicelli sia mossa da sentimenti di rivalsa da chi sicuramente con poco “stile” le consigliò di dimettersi ma ci sono tanti altri argomenti su cui discutere che non qualche centimetro di catrame!!!!! Per il nome e cognome le ricordo che siamo in democrazia per cui ognuno di noi si firma come meglio crede e per i motivi che crede opportuni. Buona giornata

  3. Carissimo Gladiatore, la democrazia è democrazia, evviva Dio! Parole sacrosante, nulla da eccepire. Nascondersi dietro ad uno pseudonimo, adsit iniuria verbis, sa più di codardia che di democrazia.
    Buona giornata.
    G.A.

  4. Angelucci; l’ho detto anche ad altri che avevano questa idea bislacca, l’anonimato è la più alta forma di democrazia permette di dialogare con i potenti della terra senza subire conseguenze. E’ vietato solo a Cuba in Venezuela e nella Corea del Nord …. basta cosi?

  5. Caro angelucci le sue offese fortunatamente scivolano via come acqua ma danno la misura della sua educazione. Continui cosi..

  6. Mi unisco al Coro con una ulteriore provocazione: ma forse dietro all’analisi (bislacca, arraffazzonata e non da Tecnico) della Travicelli si cela l’operato del Geom. ANGELUCCI? In tal caso l’analisi tecnica (minuscola volutamente) sarebbe ancora piu’ grave, perche’ fatta da chi ne dovrebbe capire. Vengo al dunque: binder, usura, centimetri tutto corretto ma in un intervento ex novo e non in un intervento di fresatura e rifacimento del solo strato di usura. La fresatura effettuata ha messo a nudo come si vede dalle foto la situazione pregressa ed interventi di imbellettatura (uso l’italiano volutamente) posti in atto in precedenza. Quando finalmente si effettuano lavori necessari e ritengo nella dovuta maniera, non attaccatevi ai centimetri per criticare senza motivo. Perdete di efficacia e la crititca diventa un BEN FATTO!
    Saluti a tutti

  7. Caro geometra, nella sua ossessiva inclusione di termini latini, peraltro scopiazzati su internet e il più delle volte senza attinenza alcuna, trovo la volontà di chi vuole apparire erudito e purtroppo per lui non lo è. Si adegui ai tempi. Intellegis?

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