Il Cantico delle Creature rivive in un libro del vescovo

Sorrentino propone lettura nuova e momenti inediti

Articolo (totale: 663 parole) Esce il 16 settembre per Mondadori Il cuore nascosto del Cantico, il nuovo saggio di monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno. Il volume, presentato attraverso un comunicato stampa, propone una lettura radicalmente nuova del celebre Cantico delle creature di San Francesco, in occasione degli ottocento anni dalla sua composizione.

Il testo francescano, universalmente riconosciuto come uno dei vertici della letteratura mistica, viene reinterpretato da Sorrentino con un approccio rovesciato e profondamente umano. Il saggio non parte dalle lodi cosmiche iniziali, ma si concentra sulle strofe finali, quelle che parlano di perdono, sofferenza e morte. Secondo l’autore, è proprio in questi versi che si cela il nucleo più autentico del Cantico: un invito a confrontarsi con la propria vulnerabilità e a cercare una luce nella notte dell’anima.

“Il cuore nascosto” del titolo non è solo una metafora: è un’indicazione precisa. Le strofe conclusive, scritte nel vescovado di Assisi in un momento di grande dolore fisico e spirituale per Francesco, rappresentano una svolta nella sua poetica. Lì, tra le mura austere dell’episcopio, il Santo non si è arreso alla sofferenza, ma ha trovato la forza di aggiungere versi che parlano di accettazione e trascendenza. La morte, evocata come “sora nostra Morte corporale”, non è più nemica, ma sorella. Il dolore non è più solo privazione, ma occasione di trasformazione interiore.

Sorrentino, nel comunicato stampa che accompagna l’uscita del libro, sottolinea come questa rilettura “dal basso” permetta di cogliere la profondità esistenziale del Cantico. Non si tratta solo di una lode al creato, ma di un cammino spirituale che attraversa le ombre dell’umano. Il saggio, inoltre, ricostruisce con precisione alcuni episodi storici che hanno influenzato la stesura del testo, come la riconciliazione tra il vescovo Guido II e il podestà di Assisi, mediata da Francesco stesso attraverso l’inserimento della strofa sul perdono.

Questa prospettiva, che intreccia teologia, storia e spiritualità, consente di riscoprire il Cantico come testo vivo, capace di parlare anche all’uomo contemporaneo. Le parole chiave che emergono – pace, riconciliazione, eternità – risuonano con forza in un tempo segnato da conflitti e smarrimento. Il saggio non propone una lettura accademica, ma una esperienza di ascolto e riflessione, in cui il lettore è chiamato a confrontarsi con le proprie fragilità e a cercare una via di senso.

Il libro, come evidenziato nel comunicato stampa, si distingue per la sua capacità di umanizzare la figura di Francesco, restituendola nella sua interezza: non solo il cantore del sole e delle stelle, ma anche l’uomo che ha affrontato la notte dello spirito e ha saputo trasformarla in canto. Sorrentino, con la sua profonda conoscenza delle fonti francescane e la sensibilità pastorale maturata nel suo ruolo episcopale, offre una lettura che è insieme filologica e spirituale, capace di toccare corde intime e universali.

Il cuore nascosto del Cantico non è dunque solo un libro, ma un invito alla contemplazione. Un percorso che parte dalla soglia della morte per risalire verso la luce, attraversando il dolore, il perdono e la speranza. Un testo che, come sottolinea Sorrentino nel comunicato, “non si limita a celebrare il creato, ma abbraccia il dramma dell’esistenza”. E proprio in questo abbraccio, forse, si cela la vera grandezza del Cantico.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*