Assisi illumina il Serafico di rosso per Eliza Feru

Assisi illumina il Serafico di rosso per Eliza Feru

La città ricorda l’operatrice uccisa, simbolo contro la violenza

Alle 17 in punto, la facciata del Serafico di Assisi si è accesa di rosso, trasformando il piazzale in un luogo di raccoglimento e memoria. L’iniziativa, organizzata in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ha voluto rendere omaggio a Eliza Feru, operatrice socio-sanitaria uccisa dal marito lo scorso 5 gennaio, prima vittima di femminicidio in Italia nel 2025.

Il momento è stato accompagnato dal lancio di palloncini rossi da parte dei ragazzi dell’Istituto, gesto semplice ma carico di significato. La città si è fermata in silenzio, come sospesa, mentre la luce rossa diventava simbolo di responsabilità collettiva.

Alla cerimonia erano presenti la vicesindaco Veronica Cavallucci, gli assessori comunali Donatella Casciarri e Scilla Cavanna, il consigliere Renzo Totori, oltre alla famiglia di Eliza e ai colleghi che con lei hanno condiviso anni di lavoro. Originaria della Romania, Eliza aveva trovato in Umbria un luogo dove mettere a frutto la sua naturale predisposizione alla cura. Era stimata per la dolcezza con cui accoglieva i ragazzi e per la discrezione che caratterizzava ogni gesto quotidiano.

La presidente del Serafico, Francesca Di Maolo, ha sottolineato come la memoria di Eliza resti viva: “La sua presenza continua a interrogarci. Questa luce non è solo un simbolo, ma un invito a non distogliere lo sguardo dalla violenza che cresce nel silenzio. Qui, dove ogni giorno ci prendiamo cura della vita, riaffermiamo che la cultura della violenza deve essere sostituita dalla cultura del rispetto”.

Sotto una pioggia sottile, i colleghi hanno osservato la facciata illuminata come un segno di continuità con il dolore vissuto. Molti di loro erano già accanto alla famiglia durante il funerale celebrato a gennaio nella cappella dell’Istituto, quando la comunità si strinse in un abbraccio composto e profondo.

L’illuminazione resterà visibile fino alle 13 di mercoledì 26 novembre, trasformandosi in un richiamo pubblico che supera la dimensione del ricordo. Il messaggio è chiaro: ogni storia di violenza interpella l’intera società, chiamata a non voltarsi dall’altra parte.

Il gesto di Assisi si inserisce in un contesto più ampio di iniziative nazionali e internazionali che, nella stessa giornata, hanno visto monumenti e luoghi simbolici colorarsi di rosso. In Umbria, la scelta del Serafico assume un valore particolare: un istituto che quotidianamente si dedica alla cura delle fragilità diventa portavoce di un appello universale.

La luce rossa, che avvolge la facciata, non è soltanto memoria di una vita spezzata, ma anche promessa di impegno. È un invito rivolto a cittadini, istituzioni e comunità a costruire un futuro in cui la violenza non trovi spazio

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