ASSISI SANTA MARIA DEGLI ANGELI, VITTORIA ALLIEVI ANGELANA, SODDISFATTO MISTER ARGENTINA

ANGELANA GIOVANILI
ANGELANA GIOVANILI
ANGELANA GIOVANILI

ASSISI SANTA MARIA DEGLI ANGELI (PG)  da Andrea Checcarelli Gli Allievi regionali giallorossi stanno attraversando un periodo d’oro, culminato con la vittoria nel derby di Bastia nell’ultma giornata di campionato. Il timoniere giallorosso, coach Leonardo Argentina, sembra aver trovato la formula giusta per far rendere i suoi, nonostante le difficoltà iniziali ad andare in gol. Ogni domenica la compagine di punta del settore giovanile giallorosso si è trovata a dover far fronte ad assenze importanti. Prima quella di Carfagna, poi quelle di Di Prisco eChiurulla. Domenica a Bastia non c’era Jason Dogani. Eppure i risultati raccolti e la sensazione di compattezza che da l’Angelana in questo periodo, lascia ben sperare per il futuro di un gruppo al quale il proprio tecnico non pone limiti, tenendo sempre ben a mente che l’obiettivo del settore giovanile è formare i ragazzi in vista dell’impervio e problematico salto che molti di loro si troveranno a fare il prossimo anno, ossia quello in prima squadra.

Immagino che tutto l’ambiente l’abbia per certi versi “catechizzato”, su quello che è Bastia-Angelana, specie per questi ragazzi (che,tra l’altro, avevano cambiato l’immagine del proprio profilo facebook inserendone una uguale per tutti, con su scritto “2 fisso”). Come è stato realizzare questo “2 fisso”? Cosa ha provato vincendo questa partita? “Credo che la vittoria piu grande stia nel modo in cui i ragazzi si siano imposti, esaltandosi nell’organizzazione di squadra, con la forza del gioco e col coraggio delle idee. Sono molto felice per i ragazzi e per tutta la società. Volevo anche complimentarmi con il Bastia per l’ospitalita dataci e per la correttezza dimostrata”. La partenza dei suoi è stata, almeno sotto il profilo dei risultati, problematica. Cosa è cambiato, se è cambiato qualcosa, che vi ha portato ad incamerare 9 punti in 3 partite?

 

“Ad oggi i ragazzi hanno semptre offerto delle prove confortanti, sbagliando solo la partita di Gualdo. Nello specifico, credo che i risultati vadano di pari passo con la crescita delle prestazioni”. Il Campitello che è in testa al campionato, non ha entusiasmato a Santa Maria degli Angeli, ha vinto grazie ad un episodio. Pensa che la sua Angelana possa andare addirittura oltre il terzo posto a cui è arrivata con la vittoria di domenica? “Se i ragazzi continueranno a seguire me e tutti i membri dello staff, tutti insieme faremo grandi cose. Anche se non scordiamoci che il nostro obiettivo primario e’ nella formazione dei ragazzi, preparandoli nell ottica del salto in prima squadra. In tale direzione dovremo curare l’aspetto mentale\caratteriale, poichè in prima squadra non ti aspetta nessuno e ti cambi con gente di 30 anni che ha problemi diversi dai tuoi”. Lei è stato fortemente voluto da Moreno Marchi a guidare questa squadra di Allievi. Ci dice quali sono i suoi segreti da tecnico? “Penso che l’allenatore sia l’ideatore del gioco, cioè colui che attraverso il proprio vissuto, le proprie intuizioni, la propria cultura, il proprio studio, redige un copione di lavoro coinvolgente. Il calcio è uno sport collettivo basato sull armonia, sull’unione, sulla coesione, sull’estetica per me. Quando vi è uno spirito di squadra elevato, quando vi è un adesione a quello che si propone, quando vi è una disponibilita, quando vi è un piacere nello stare insieme, quando vi sono obiettivi comuni, quando c’è un sogno che coinvolge tutti, allora si puo iniziare a pensare al gioco.Il mio sogno sarebbe quello di portare questi ragazzi alle finali nazionali… quindi si… si può mirare alla luna”.

 

Lei è un stato un grande futsal player, a livello regionale uno dei bomber più prolifici di tutta la Serie C1. E’ arrivato anche a giocare dalle nostre parti, nella Grifo Caminetti, a Bastia Umbra. Ogni tanto si vede che la sua squadra pratica degli schemi, specie sui calci di punizione, molto simili a quelli che si vedono fare nel futsal. Si limita a questo “la contaminazione” della sua esperienza nel futsal con il suo essere allenatore di calcio? “La percentuale di goal realizzati a seguito di palla inattiva si aggira tra il 30 ed il 40% dei gol complessivi. Si tratta di un dato rilevante che può incidere in maniera notevole sulla prolificità della squadra. In ogni stagione, tra calci di punizione, corner e rimesse laterali in zona d’attacco, una squadra dispone tra le 10 e le 25 occasioni potenzialmente sfruttabili. Diciamo che sono un tipo molto curioso ed oltre dal futsal importo molto anche dal basket”. Perché ha iniziato ad allenare nel settore giovanile calcistico e non si è messo ad allenare nel mondo del calcio a 5? “Ho iniziato per caso e per gioco con i bambini dell’ Atletico Gubbio. Simpaticissimi, ci giocavo come un matto e con loro imparavano i primi rudimenti in allegria. Poi ho attraversato un vissuto decennale maturando esperienze diverse in tutte le categorie giovanili. Mi definisco un insegnante di calcio autodidatta, specializzato nei settori giovanili. Noi tutti addetti ai lavori dobbiamo sentirci maestri dentro, cioè persone che ti aiutano a divenire ciò che tu puoi realmente divenire, ma senza opprimerti, in un rapporto comune dove entrambi si entra con le proprie umanità”.

 

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