Si conclude il 14esimo convegno nazionale sulla gestione del rischio in agricoltura

Vasto il coinvolgimento di figure politiche, istituzionali, imprenditoriali e di servizi assicurativi

 
Chiama o scrivi in redazione


Si conclude 14esimo convegno nazionale gestione del rischio agricoltura

Si conclude il 14esimo convegno nazionale sulla gestione del rischio in agricoltura

Venerdì 11 febbraio 2022 si è tenuto, presso il Teatro Lyrick di Assisi, il XIV Convegno nazionale sulla gestione del rischio in agricoltura organizzato Ce.S.A.R. Umbria (Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale dell’Umbria) e ASNACODI Italia (Associazione Nazionale Condifesa Italia) in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, il cui Magnifico Rettore, il professore Maurizio Oliviero, ha esteso il tema prezioso e centrale della gestione del rischio in agricoltura a quello della sostenibilità e della tutela ambientale, invitando ad adottare una visione olistica e trasversale che sia rivolta alle politiche green e alla formazione.


Fonte: Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale dell’Umbria


Nonostante la situazione di emergenza pandemica, i partecipanti sono stati più di mille, di cui circa 320 in presenza nella bellissima location del Teatro Lyrick di Assisi, che si sono dati appuntamento nella città serafica per fare il punto con i massimi esperti del settore sulla gestione del rischio in agricoltura.

Apre il XIV Convegno il saluto istituzionale del sindaco di Assisi e presidente della Provincia di Perugia Stefania Proietti, fiera di ospitare la manifestazione vista nell’ottica di grande opportunità per questo territorio.

Di particolare rilevanza in questa edizione la presenza del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli, rappresentante di un nuovo approccio organico e integrato al tema, che ha dichiarato:

«I dati illustrati oggi dimostrano come il mercato assicurativo agricolo sia sempre più condizionato dall’aumento dell’intensità e della frequenza degli eventi atmosferici avversi, che anche nel 2021 hanno causato danni ingenti all’agricoltura. Per questo abbiamo deciso di istituire uno strumento innovativo per la gestione del rischio in agricoltura: il Fondo Mutualistico Nazionale. Si tratta di una misura di grande rilievo, che abbiamo fortemente voluto in Legge di Bilancio, del valore di 350 milioni di euro all’anno. Con le risorse a disposizione si punta a creare una rete di sicurezza per i circa 700.000 agricoltori che percepiscono pagamenti diretti della PAC contro i danni catastrofali, e coprire quei settori dell’agroalimentare che in molti territori del Paese sono sotto-assicurati e non assicurati.

Tenendo anche conto dei 340 milioni di euro che saranno destinati annualmente alle assicurazioni agevolate e ai fondi di mutualizzazione esistenti, compresi gli strumenti di stabilizzazione del reddito, il settore agricolo, a partire dal 2023, avrà a disposizione un pacchetto completo di misure per la gestione del rischio del valore di quasi 700 milioni di euro all’anno.

Insieme alla riforma della PAC e al Piano strategico nazionale della PAC intendiamo dare una opportunità da cogliere per rilanciare il sistema delle assicurazioni agevolate e degli strumenti di gestione del rischio innovativi, particolarmente importanti in uno scenario di aumento dei costi di produzione e di progressiva erosione dei valori ad ettaro dei pagamenti diretti».

Sono inoltre stati presentati da ISMEA i risultati della campagna 2021: il mercato delle assicurazioni agricole agevolate in Italia ha raggiunto il valore di 8.887 milioni di euro, evidenziando un incremento del 5,1% sul 2020. Si tratta di un nuovo massimo, che si inserisce in un trend di crescita ormai pluriennale, al netto dell’assestamento registrato nel 2020, quando – in piena emergenza pandemica – il mercato aveva sostanzialmente confermato il valore dell’anno precedente.

La composizione del portafoglio assicurativo che emerge dal preconsuntivo di campagna conferma la forte concentrazione dei contratti sulle colture vegetali, al contrario delle strutture aziendali e delle produzioni zootecniche. Queste ultime hanno rappresentato tuttavia, nell’anno appena trascorso, il segmento più dinamico, con un aumento dell’11,3% del valore assicurato.

L’analisi dei dati territoriali mette in luce una forte spinta da parte delle aree del Mezzogiorno, che sta progressivamente restringendo l’ampio divario esistente con il Nord Italia. Il peso del Settentrione rimane comunque preponderante concentrando quasi l’80% del valore assicurato.

Complessivamente ammontano a 64.782 le aziende che hanno sottoscritto un contratto assicurativo agevolato nel 2021, relativamente alle colture vegetali, un dato solo in lieve flessione (-0,4%) rispetto all’anno precedente. Risultano invece in incremento le superfici assicurate (+2,2% sul 2020), per un ammontare di oltre 1,2 milioni di ettari, e il numero di polizze (+1%).

«ISMEA è stata individuata dall’ultima legge di bilancio quale soggetto gestore del fondo mutualistico nazionale sulle avversità catastrofali – gelo, alluvioni, siccità» ha dichiarato il prof. Angelo Frascarelli, presidente di ISMEA «Si tratta di una novità assoluta in Italia e in Europa, che prenderà avvio nel 2023; gli agricoltori potranno essere risarciti, rispetto ai danni causati da eventi estremi, grazie ad una dotazione di circa 300 milioni di euro. Per questo ISMEA è già al lavoro per avviare una sperimentazione, nel 2022, che metta a punto strumenti, dati e procedure».

Ciò che si delinea alla conclusione dell’evento è un prospetto positivo per il futuro della gestione del rischio in agricoltura, con un grado crescente di sensibilizzazione degli attori politici, istituzionali e assicurativi in merito alle necessità del settore; accompagnato da una crescente sinergia e collaborazione con gli enti che seguono lo sviluppo agricolo e rurale da anni, come ASNACODI Italia, il cui presidente Albano Agabiti ha dichiarato: «Stiamo vivendo un cambio epocale per il nostro mondo una sfida, ma anche un’opportunità, che dobbiamo affrontare e sfruttare tenendo in considerazione in primis la sostenibilità degli strumenti di gestione del rischio, per gli agricoltori, per il pubblico e per le compagnie. Al nostro servizio per raggiungere questo importante obiettivo abbiamo a disposizione gli strumenti tecnologici; come ASNACODI Italia abbiamo messo in campo un’importante trasformazione digitale, un investimento straordinario che non è più procrastinabile né per il mondo agricolo in generale né per le istituzioni».

Si aggiunge Andrea Berti, direttore di ASNACODI Italia: «Le aziende agricole del nostro Paese, i Condifesa del panorama Asnacodi Italia, le istituzioni e tutto il sistema della Gestione del Rischio deve impostare una vera e propria strategia di risk management a 360 gradi. Questo cambio di approccio, fortunatamente, è già in corso, prova ne sono i valori assicurati che risultano in crescita. Evoluzione che deve continuare anche in quest’annata, appena iniziata».

Significativo anche l’intervento di AGEA che ha sottolineato l’importanza di rapportarsi con tutti gli stakeholder e di semplificare, di monitorare tutti gli impegni per poter ottenere l’approvazione dalle Commissioni sulle rendicontazioni e l’implementazione di una sinergia per l’evoluzione del sistema di dati produttivi territoriali e una centralizzazione del dato al fine di facilitare la restituzione degli stessi a tutti. Altro punto importante sollevato da Gabriele Papa Pagliardini, Direttore Generale AGEA, riguarda la semplificazione del DURC introdotto nel PNRR grazie all’intervento del Ministro.

Infine, l’Assessore Regionale Roberto Morroni si è espresso a nome della Conferenza delle Regioni valutando il nuovo Fondo di mutualità come punto di partenza per le strategie del piano regionale e come elemento indispensabile per tutelare i prodotti e gli agricoltori.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*