Terremoto del 1997, Proietti commemora le vittime
Il 26 settembre 1997 segna un capitolo doloroso nella storia di Assisi e delle zone limitrofe. In quel giorno, due violente scosse di terremoto devastarono non solo la città, ma anche le Marche, causando una tragedia collettiva che ancora oggi suscita forti emozioni. Il sindaco Stefania Proietti ha voluto ricordare l’evento durante una recente commemorazione, sottolineando l’importanza della memoria e della ripresa.
Nella sua dichiarazione, Proietti ha evidenziato come l’impatto del sisma abbia lasciato cicatrici profonde, non solo nel paesaggio urbano, ma anche nel cuore della comunità. In particolare, il crollo della volta della Basilica di San Francesco rappresenta uno dei momenti più drammatici, costando la vita a due frati e a due tecnici coinvolti nelle verifiche post-sismiche. Le immagini di quel disastro sono ancora impresse nella memoria collettiva, rendendo la commemorazione un momento di riflessione per i cittadini.
“Oggi è fondamentale,” ha affermato Proietti, “ricordare quei momenti difficili che hanno colpito la nostra città. La memoria di quanto accaduto deve essere coltivata come segno di rispetto verso le vittime e un valore da trasmettere alle nuove generazioni.” Il sindaco ha anche ribadito l’importanza di raccontare non solo il dolore, ma anche la forza dimostrata dalla comunità nella fase di recupero.
L’amministrazione comunale ha organizzato, come di consueto, una celebrazione eucaristica in onore delle vittime, durante la novena che precede la festa del 4 ottobre. Questo evento si è tenuto nel pomeriggio, come parte di una tradizione che rievoca il senso di unità e resilienza degli abitanti di Assisi.
Proietti ha inoltre rimarcato come la ricostruzione, avvenuta in tempi brevi e in modo efficiente, abbia trasformato la Umbria in un modello da seguire, sottolineando che “dopo quel sisma, la nostra regione è diventata più sicura.” La rapidità con cui si è proceduto alla ricostruzione è stata elogiata, con la Basilica di San Francesco che ha riaperto i battenti solo due anni dopo il disastro, a testimonianza della determinazione della comunità.
La celebrazione non è solo un momento di lutto, ma anche un’opportunità per riflettere sulla resilienza e sulla capacità di rialzarsi. La memoria delle vittime è accompagnata dalla narrazione di una comunità che ha saputo ricostruire il proprio patrimonio artistico e immobiliare, segnando un esempio di come si possa affrontare la tragedia con coraggio e unità.
In conclusione, la commemorazione del 26 settembre 1997 rimane un’occasione per rinnovare l’impegno verso la memoria storica e il recupero di un patrimonio che, sebbene segnato, continua a vivere nel cuore di chi abita e ama Assisi. La città si erge come simbolo di speranza e rinascita, con uno sguardo verso il futuro e un cuore che non dimentica.

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