Analisi della Corte dei Conti sui Residui Attivi e Fondi di Credito Dubbio
Riscossione Tributi – L’attenzione si concentra su un altro tema cruciale per la comunità locale: la gestione delle risorse pubbliche. Un punto focale su cui la Corte dei Conti ha recentemente espresso preoccupazione riguarda la riscossione dei tributi e la gestione dei residui attivi del Comune.
In un lungo approfondimento, Giuseppe Tranquilli, esponente di Forza Italia a Terni ma ora Candidato ad Assisi, ha voluto condividere con i cittadini di Assisi un’analisi critica delle performance amministrative, portando alla luce i dati che emergono dai più recenti rapporti della Corte dei Conti.
Il tema della riscossione dei tributi e la gestione dei residui sono fondamentali per il funzionamento di qualsiasi amministrazione pubblica. Una riscossione efficiente garantisce la possibilità di erogare servizi di qualità e di trattare tutti i cittadini allo stesso modo, con pari opportunità e diritti. Tuttavia, la situazione ad Assisi non sembra essere completamente sotto controllo, come confermano le preoccupazioni espresse dai Giudici contabili.
Riscossione dei tributi e residui attivi
Il report evidenzia una certa discontinuità nei risultati raggiunti dal Comune in relazione alla riscossione dei tributi. Mentre, dal 2019 al 2022, la percentuale di riscossione per competenza è aumentata, passando dal 79,68% al 83,52%, i numeri per i residui attivi sono tutt’altro che soddisfacenti. Infatti, la riscossione dei residui pregressi ha fatto registrare un risultato di appena il 32,03% nel 2022. Questi numeri riflettono un problema strutturale, che non solo riguarda il recupero dei tributi non riscossi, ma anche l’efficacia generale dell’amministrazione.
Un dato che ha destato particolare attenzione è quello relativo al totale dei residui al 31 dicembre 2022, per ICI, TARI, TASI ed Addizionali, che ammonta a circa 9,78 milioni di euro. Tali tributi sono i principali responsabili di questo ammanco, con una criticità particolare nella riscossione della Tari, soprattutto per gli esercizi fiscali precedenti al 2020. La mancata adesione alla definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, prevista dalla legge 197/2022, ha rappresentato inoltre una mancata opportunità per il Comune, che avrebbe potuto incassare somme importanti senza oneri aggiuntivi per i cittadini.
Corte dei Conti e raccomandazioni
L’analisi della Corte dei Conti si concentra anche sulla necessità di adottare misure urgenti per migliorare la gestione dei crediti difficili da incassare. I Giudici hanno sottolineato che, se non vengono intraprese azioni decise sul piano organizzativo, i crediti, attualmente considerati difficili da riscuotere, rischiano di diventare di dubbia esigibilità o, addirittura, inesigibili. Questo scenario mette a rischio l’equilibrio finanziario del Comune, con effetti diretti sulla capacità di fornire servizi essenziali ai cittadini.
A tal fine, è stato osservato che il Comune non ha messo in atto le azioni necessarie per eliminare i residui insussistenti, in particolare quelli relativi all’IMU, che richiedono un’accurata verifica. Nonostante il Comune avesse giustificato la presenza di residui nel bilancio fin dal 2017, le risposte fornite in merito non sono risultate adeguate, lasciando aperte questioni irrisolte. La Corte ha esortato l’Ente a risolvere la questione dei residui in modo tempestivo, a meno che non si voglia compromettere la credibilità del bilancio.
Situazione dei fondi di credito dubbio
Un altro punto cruciale sollevato dai Giudici riguarda il Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), che nel 2022 ha raggiunto un importo significativo di 11,3 milioni di euro. A fronte di residui considerati difficili da esigere, pari a 14,3 milioni di euro, gli accantonamenti a questo fondo non sono sufficienti a garantire una soluzione definitiva al problema. Sebbene questi accantonamenti possano tamponare temporaneamente gli effetti di una gestione inefficace della riscossione, non rappresentano una risposta risolutiva per il lungo periodo.
Inoltre, la Corte ha sottolineato la necessità di fornire adeguate spiegazioni sulla natura dei residui non inclusi nel calcolo del FCDE, facendo chiarezza nella nota integrativa del bilancio e nella relazione sulla gestione del rendiconto. Questo passaggio risulta essere fondamentale per garantire trasparenza e correttezza nell’amministrazione delle risorse pubbliche.
L’amministrazione e la gestione del futuro
Nel commento conclusivo, Giuseppe Tranquilli ha messo in evidenza l’importanza di affrontare con serietà le questioni sollevate dalla Corte dei Conti. Le difficoltà riscontrate nella riscossione dei tributi e nella gestione dei residui attivi potrebbero rivelarsi un ostacolo significativo per l’amministrazione che verrà, se non affrontate tempestivamente con azioni concrete. La situazione non è critica solo per il Comune di Assisi, ma solleva interrogativi anche sulla gestione delle risorse in ambito regionale, poiché chi ha governato Assisi ora ricopre ruoli chiave a livello umbro.
La Corte dei Conti ha chiaramente esortato l’Ente a porre rimedio alla situazione prima che diventi irreparabile, ribadendo che l’inefficacia nell’esazione dei crediti può nascondere un disavanzo latente che rischia di compromettere la salute finanziaria del Comune. La preoccupazione riguarda non solo l’affidabilità dei bilanci, ma anche la capacità del Comune di mantenere la qualità dei servizi pubblici, se non si adotta un piano d’azione adeguato.
In conclusione, è fondamentale che l’amministrazione di Assisi prenda in seria considerazione le raccomandazioni della Corte dei Conti. Senza un deciso intervento sulla riscossione dei tributi e sulla gestione dei residui, la città rischia di trovarsi in una situazione economica difficile, che potrebbe influire negativamente sulla vita quotidiana dei cittadini. Un passo necessario verso una gestione più efficiente e trasparente è, quindi, ormai imprescindibile.
Conosciamo Giuseppe Tranquilli, candidato alle Amministrative del 25-26 Maggio ad Assisi

Viene da fuori provincia, anche se ormai da 30 anni vive con la famiglia a Cannara. Giuseppe Tranquilli, 65 anni ed una vita spesa dietro ai numeri ed alla professione. Da 41 anni svolge la libera professione di Ragioniere Commercialista a Terni, dove è titolare di un importante studio insieme ad una collega. La passione per la politica, intesa come servizio, ce l’ha nel sangue, anche se sino ad ora non si era mai personalmente candidato.
Nella sua lunga carriera professionale, ha ricoperto importanti incarichi in Enti ed Aziende Pubbliche. E’ stato Consigliere del Consorzio di Bonifica Tevere Nera, Consigliere e poi Presidente della Fondazione IRRE di Cannara, Presidente del Collegio Sindacale della Società S.I.I. Scpa dal 2020 al 2024, che eroga in provincia di Terni il servizio idrico, oltre ad aver ricoperto altri incarichi quale Sindaco di Società.
Perché ha deciso di candidarsi alle Amministrative di Assisi ? La risposta è sta immediata e senza esitazione: “Voglio mettere a disposizione di questa unica e bellissima città la mia persona e le competenze che possiedo. Con il mio modo gentile e sempre rispettoso del prossimo, ma al tempo stesso determinato ed intransigente, voglio conquistare il cuore e la coscienza della gente di Assisi. Da poco sono entrato nella vita cittadina e purtroppo, devo dire, ho la sensazione, che troppe promesse siano rimaste solo parole al vento. Con il quotidiano impegno, la condivisione e lotta per la gente e con la gente, stando in mezzo a voi e con voi. Sono una persona molto sensibile ai bisogni degli altri soprattutto dei più deboli, sono cristiano praticante, e rispetto tutti. Mettetemi alla prova.”
Abbiamo descritto brevemente il ritratto di questo personaggio che si affaccia, in modo improvviso quanto inatteso, alle porte della politica Assisana, siamo tutti curiosi di vederlo all’opera se ne avrà modo. Intanto gli auguriamo un caloroso in bocca al lupo.

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