Natale ad Assisi, il vescovo richiama alla pace del cuore

Natale ad Assisi, il vescovo richiama alla pace del cuore

Nella cattedrale di San Rufino invito a sorridere e sperare

Nella cattedrale di San Rufino, cuore liturgico di Assisi, la Messa della notte di Natale è stata vissuta da una comunità numerosa e raccolta, che ha voluto condividere il momento più intenso dell’anno alla presenza del vescovo monsignor Domenico Sorrentino. La celebrazione, nella solennità del Natale del Signore, è stata caratterizzata da un clima di profonda preghiera e da un forte appello alla fraternità, alla pace e alla speranza, in un contesto internazionale ancora segnato da conflitti e tensioni. Fin dall’omelia, il vescovo ha invitato i fedeli a volgere lo sguardo al Bambino di Betlemme con cuore aperto, lasciando che il suo sorriso trasformi i rapporti quotidiani e raggiunga simbolicamente “i confini del mondo”, perché il Natale – ha ribadito – è il sigillo di Dio sulla fraternità umana e la festa dell’amore che si dona.

Riprendendo le immagini della tradizione cristiana, monsignor Sorrentino ha descritto la notte di Natale come una notte di luce che irrrompe nel buio del mondo e nelle ombre interiori, richiamando la profezia del “sole che sorge dall’alto” che viene a visitare l’umanità. Gesù, presentato come Salvatore e “luce” che rischiara ogni tenebra, è stato indicato come presenza capace di farsi strada nelle ferite del cuore, a condizione che non gli si opponga resistenza, vincendo quella tentazione sempre in agguato di chiudersi in sé stessi, nell’indifferenza o nel risentimento. La nascita di Betlemme, ha spiegato il vescovo, non è solo un evento commovente da ricordare, ma la sorgente luminosa che trasfigura una nascita tra le tante in un inizio nuovo per ciascuno, chiamato a lasciarsi raggiungere da questa luce e a rifletterla nella storia personale e comunitaria.

Nella seconda parte dell’omelia monsignor Sorrentino ha richiamato in modo particolare la figura di san Francesco d’Assisi, che nutriva un’affezione singolare per la festa del Natale, al punto da volerla “mettere in scena” a Greccio dando origine alla tradizione dei presepi. Il vescovo ha ricordato come il Poverello abbia saputo trasformare la fatica fisica e spirituale del suo tempo nel Cantico di frate Sole, dove il creato diventa linguaggio per parlare di Dio e per lodarne la presenza attraverso le creature. Citando i celebri versi dedicati al Sole – descritto come bello, radiante, fonte di luce materiale e segno dell’Altissimo – il presule ha invitato i fedeli a porsi idealmente davanti alla grotta di Betlemme, lasciandosi inondare dalla luce che promana dal Bambino, luce che illumina non solo le chiese ma anche le case, i luoghi di lavoro, le relazioni spesso affaticate dalle incomprensioni.

Ampio spazio è stato dedicato al tema della pace, con un riferimento esplicito all’appello del Papa perché le armi tacciano almeno nel giorno di Natale, appello purtroppo rimasto inascoltato in diversi scenari di guerra. Monsignor Sorrentino ha definito “triste” questa mancata risposta, sottolineando tuttavia che la notte di Betlemme non offre soluzioni magiche ma consegna il segreto di una pace diversa, fondata sul Dio che si fa bambino, si spoglia e si umilia per farsi uno con ogni uomo e ogni donna. In questo quadro, il vescovo ha chiesto a tutti di compiere un passo concreto: fermare la guerra innanzitutto dentro di sé, spegnendo rancori, ostilità e desideri di vendetta, per poter seminare pace vera nelle famiglie, nelle comunità, nei territori feriti da divisioni sociali, culturali o politiche. Solo un cuore pacificato, ha fatto capire, può diventare segno credibile di riconciliazione.

La celebrazione della notte si inserisce in un calendario natalizio particolarmente intenso per il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, che nelle diverse comunità del territorio sta accompagnando i fedeli nei giorni centrali del mistero dell’Incarnazione. Nella mattinata del giorno di Natale monsignor Sorrentino ha presieduto la celebrazione eucaristica nella concattedrale di Santa Maria Assunta a Nocera Umbra, mentre alle ore 18 della stessa giornata guida la Messa nella cattedrale di San Feliciano a Foligno, offrendo così ai fedeli di più città l’occasione di condividere la liturgia natalizia con il loro pastore. La scansione delle celebrazioni testimonia una presenza capillare del vescovo sul territorio, che cerca di tenere unito un tessuto ecclesiale articolato e di richiamare ovunque il messaggio di un Natale vissuto non come semplice tradizione, ma come scelta di conversione interiore e di responsabilità verso gli altri.

Il programma proseguirà il 31 dicembre, quando nella cattedrale di San Rufino ad Assisi, alle ore 17, durante la Messa presieduta dal vescovo verrà intonato il tradizionale “Te Deum” di ringraziamento per l’anno che si chiude, momento particolarmente sentito dalla comunità locale. Il giorno successivo, 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio e Giornata mondiale della pace, monsignor Sorrentino sarà alle ore 11.30 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli per celebrare la Messa, per poi spostarsi nuovamente a Foligno, dove alle ore 18 presiederà l’eucaristia nella cattedrale di San Feliciano. Le celebrazioni, che si distribuiscono tra Assisi, Nocera Umbra, Foligno e la grande basilica francescana della Porziuncola, intendono ribadire il legame tra i luoghi simbolo della spiritualità umbra e il cammino della Chiesa locale in questo tempo segnato anche dal Giubileo Ordinario 2025.

Proprio il Giubileo Ordinario 2025, dedicato alla speranza, troverà una significativa conclusione il 4 gennaio, con un doppio appuntamento eucaristico guidato dal vescovo: alle ore 10 nella cattedrale di San Rufino ad Assisi e alle ore 18 nel Santuario di Sant’Angela, presso la chiesa di San Francesco a Foligno. Sarà l’occasione per rileggere l’anno giubilare alla luce delle tante iniziative di preghiera, carità e formazione che hanno coinvolto le comunità della diocesi, mettendo al centro il desiderio di riaccendere la fiducia nel futuro nonostante le fatiche del presente. Il percorso liturgico del tempo di Natale si chiuderà poi con la celebrazione dell’Epifania: il 6 gennaio 2026, alle ore 10.30, monsignor Sorrentino presiederà la Messa nella Basilica di San Francesco ad Assisi, luogo simbolico che richiama pellegrini da tutto il mondo e che nel giorno dei Magi diventa ancora più eloquente segno di una Chiesa chiamata a camminare insieme ai popoli. L’intero itinerario, che da Natale conduce fino all’Epifania, si configura così come un invito continuo a lasciarsi guidare dalla luce del Vangelo e a tradurre il messaggio del presepe in gesti quotidiani di amore concreto.

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