Assisi richiama il Paese e chiede la libertà per Alberto Trentini

Assisi richiama il Paese e chiede la libertà per Alberto Trentini

In piazza il primo gennaio per sostenere Alberto Trentini

Il primo gennaio, a partire dalle 12, Assisi si prepara a trasformare la piazza del Comune in un luogo di testimonianza civile per Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto in Venezuela da oltre quattrocento giorni. Davanti al Tempio di Minerva, il Comune e l’associazione Articolo 21, guidata dal coordinatore nazionale Beppe Giulietti, inaugureranno simbolicamente il 2026 esponendo gli striscioni con la richiesta di liberazione del giovane.

La mobilitazione nasce dal desiderio di mantenere viva l’attenzione su una vicenda che continua a suscitare inquietudine e dolore. Anche il presidente Sergio Mattarella ha espresso la propria vicinanza alla famiglia, sottolineando quanto sia necessario non lasciare sola chi sta affrontando un’attesa così lunga e carica di incertezze.

Articolo 21 ricorda che, nelle ultime ore, in Venezuela sono stati rilasciati 99 detenuti, ma il nome di Trentini non compare tra quelli tornati in libertà. Un’assenza che pesa e che ha spinto la madre del cooperante, Armanda Colusso, a rivolgere un appello all’intero Paese affinché la storia del figlio non venga oscurata. La sua richiesta è semplice e potente: illuminare questa vicenda, far sentire la presenza e la solidarietà di cittadine e cittadini.

Assisi ha raccolto quell’appello senza esitazioni. L’amministrazione comunale invita la popolazione a ritrovarsi in piazza il primo gennaio per chiedere, con una voce unita e determinata, che Alberto possa tornare a casa. Un gesto collettivo che vuole ribadire quanto sia urgente restituire il cooperante alla sua famiglia e riaffermare il valore dei diritti fondamentali, troppo spesso messi alla prova in contesti internazionali complessi.

La città serafica, ancora una volta, sceglie di farsi luogo di pace e di impegno civile, trasformando l’inizio del nuovo anno in un momento di responsabilità condivisa e di speranza concreta.

Alberto Trentini è un cooperante italiano di 46 anni, originario del Lido di Venezia. Si trovava in Venezuela per seguire progetti umanitari quando, il 15 novembre 2024, è stato arrestato durante un controllo mentre viaggiava verso Guasdalito. Da allora è detenuto nel carcere El Rodeo I, una struttura nota per condizioni dure e scarsa trasparenza. Non gli sono state comunicate accuse formali, e il procedimento giudiziario resta opaco. La famiglia, in particolare la madre Armanda Colusso, ha lanciato appelli pubblici per riportare attenzione sul caso. Associazioni come Articolo 21 e diverse istituzioni italiane chiedono la sua liberazione. Anche il presidente Sergio Mattarella ha espresso solidarietà. Dopo oltre 400 giorni di detenzione, Trentini è ancora in carcere, nonostante il recente rilascio di altri detenuti venezuelani.

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