Musica antica, riti storici e arte sonora dal 2 al 5 gennaio
DeMusicAssisi Winter Edition entra nella fase più intensa del suo programma, riportando nel cuore della città serafica un immaginario medievale ricostruito attraverso musica, riti comunitari e percorsi formativi. La rassegna, sostenuta dal Comune di Assisi e guidata artisticamente dall’Accademia d’Arti Antiche Resonars, prosegue il calendario degli eventi natalizi con un ciclo di appuntamenti che dal 2 al 5 gennaio 2026 trasforma il centro storico in un laboratorio vivente di tradizioni sonore.
Dopo l’avvio tra il 21 e il 26 dicembre, dedicato alle sonorità popolari e agli strumenti della tradizione, il festival propone ora un itinerario più immersivo, costruito attorno al tema “Il giovane Francesco”. L’obiettivo è far rivivere l’ambiente culturale in cui maturò la spiritualità francescana: un mondo attraversato da racconti cavallereschi, confraternite in formazione, nuove sensibilità religiose e un linguaggio musicale in rapida evoluzione. L’atmosfera del “Natale di pace, luce, incontro” diventa così il contesto ideale per un viaggio che intreccia ricerca storica e partecipazione del pubblico.
Il 2 gennaio si apre con i corsi dedicati alle laudi polifoniche del Quattrocento, ospitati nella sede dell’Accademia Resonars e articolati in tre giornate di studio, fino al concerto conclusivo del 4 gennaio. Sempre il 2 gennaio, alle 17.00, la Pinacoteca comunale accoglie il concerto “Lo joi d’amore, il sogno cortes di Francesco”, interpretato dall’ensemble “I Trobadores”, che propone un percorso nelle forme musicali legate alla cultura cortese.
Il 3 gennaio, alle 21.00, la Sala delle Volte ospita uno degli appuntamenti più attesi: “Il banchetto dei folli”, una rievocazione scenica di una delle celebrazioni più sorprendenti del Medioevo, in cui il mondo veniva simbolicamente capovolto attraverso giochi, canti, indovinelli e performance teatrali. Il pubblico diventa parte attiva dell’evento, accompagnato da musica dal vivo e da un menù ispirato alle consuetudini dell’epoca.
Il 4 gennaio, dalle 16.00, il festival si sposta tra i vicoli della città con “Laudar Vollio”, un concerto itinerante dedicato alle antiche laudi duecentesche, pensato per restituire alle strade di Assisi il loro ruolo originario di spazi di canto e devozione collettiva.
La chiusura del 5 gennaio propone un doppio appuntamento: alle 18.00, nell’abbazia di San Pietro, il concerto “Laudiam l’amor divino”, esito della masterclass sulle laudi polifoniche del Quattrocento; alle 21.15, nella sede dell’Accademia Resonars, la presentazione del nuovo lavoro discografico dell’Ensemble Emyolia, “Al Alba d’un Dia – Echi d’Aragona nella Napoli del Quattrocento”, dedicato ai rapporti musicali tra la corte aragonese e la capitale partenopea.
Il festival conferma così la sua vocazione a rendere accessibile un patrimonio antico, proponendo un calendario quasi interamente a ingresso libero e costruito per coinvolgere residenti, studiosi e visitatori in un’esperienza che unisce rigore storico e partecipazione emotiva.

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