Città Santuario, confermati i contributi a fondo perduto

 
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Città Santuario, Regione approva mozione promossa da Francesca Peppucci

Città Santuario, confermati i contributi a fondo perduto

E’ entrato in vigore il Decreto Sostegni, approvato la scorsa settimana dal governo Draghi. Tra le tante misure previste, c’è la definitiva conferma di ristori a fondo perduto per le attività economiche e commerciali delle Città Santuario. E’ un importante risultato fortemente voluto da Assisi con la fondamentale collaborazione di altre Città Santuario come Loreto, Pompei, San Giovanni Rotondo, Mercogliano-Montevergine, comuni di piccole e medie dimensioni che, con i propri luoghi di culto e devozione, meta del pellegrinaggio internazionale, danno prestigio e rilevanza all’Italia intera e che, con il loro tessuto produttivo che vive quasi esclusivamente di turismo, sono messe in ginocchio dalla pandemia. Significativo è stato anche il supporto del comitato assisano #noidimenticati e di Confcommercio Assisi, con le loro azioni di sensibilizzazione.

E’ un segnale importante quello che è arrivato dal governo nazionale che riconosce il fatto che città accomunate dallo stesso denominatore, i santuari e quindi il turismo religioso, siano riuscite a fare rete nell’interesse generale delle comunità.

Il percorso propositivo era iniziato a novembre dell’anno scorso quando il consiglio comunale approvò all’unanimità la mozione, voluta da Assisi Domani unitamente a Pd e Cinque Stelle, che impegnava il sindaco Stefania Proietti a farsi portavoce con le istituzioni nazionali per il riconoscimento di ristori economici verso quelle piccole attività delle Città Santuario, rimaste escluse dai benefici riconosciuti ad altre attività della filiera del turismo.

La richiesta trovò evidenza nella Finanziaria 2021, ma, nelle fasi di formazione dell’attuale Decreto Sostegni c’è stata la ulteriore richiesta del sindaco di confermare quei ristori per le Città Santuario e di prevedere ulteriori contributi a tutte le partite iva, indipendentemente dal codice ateco di appartenenza. Richieste che hanno trovato concretezza nel Decreto Sostegni ma oltre questo sforzo governativo sarebbe giusto includere anche le realtà più piccole dal momento che sono state inserite, per ora, soltanto le Città Santuario con almeno 10 mila abitanti ed è stata stabilita una copertura finanziaria di appena 10 milioni.

“La pandemia ha causato un danno immane – ha spiegato il sindaco – che ha colpito migliaia di attività economiche e messo a rischio tantissimi posti di lavoro. I dati sono impressionanti: il raffronto con il 2019, quando ad Assisi ci sono state circa 1,3 milioni di presenze, e il 2020 che ha registrato il quasi totale azzeramento, è emblematico di una crisi senza precedenti che sta rovinando circa duemila famiglie, con gravi ripercussioni sull’intero tessuto socio-economico del territorio. E le Città Santuario, quelle maggiormente caratterizzate dal turismo di gruppo, sono le più colpite e sinora non erano state incluse in alcun tipo di ristoro per le proprie attività economiche.

Le misure introdotte non potranno essere totalmente risolutive dei gravi problemi finanziari ed economici generati dalla pandemia, ma sono comunque indicative di una sensibilità e di una vicinanza delle istituzioni nazionali alla Città di Assisi e a realtà simili alla nostra. Siamo quindi riconoscenti per aver accolto le nostre istanze ma nello stesso tempo siamo dell’idea in nome della solidarietà di non abbandonare i paesi più piccoli che si trovano se pur con numeri ridotti nelle nostre condizioni come Cascia e Norcia in Umbria. Oggi più che mai è assolutamente necessario dedicare una costante attenzione alle esigenze di famiglie, imprese e soggetti economici che hanno iniziato ad affrontare un 2021 a dir poco complicato, dopo un 2020 che ha registrato i peggiori risultati che la memoria umana ricordi”.

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