Cianetti, chiusura Assisi a traffico auto, evitare che diventi un ghetto

E FAR SI CHE IL TURISMO SI SEMPRE DI PIÙ MOTORE DI SVILUPPO

 
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Cianetti, chiusura Assisi a traffico auto, evitare che diventi un ghetto

Cianetti, chiusura Assisi a traffico auto, evitare che diventi un ghetto

da Alessandro Cianetti
(Quanto segue vuole essere solo un piccolo mio contributo al dibattito sull’argomento che in questi giorni sta alimentando le pagine di Face Book-)

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Nessuno ha la ricetta migliore in tasca, ma occorre fare alcune considerazioni. La prima è che tutt’intorno all’area del centro storico devono esserci parcheggi sia liberi che a pagamento (anzi, sarebbe opportuno che almeno nei primi tempi i parking siano gratuiti, proprio per favorire un maggiore afflusso).

La seconda, non meno importante, è che il centro offra attrattive per i residenti al di là delle vetrine più o meno riccamente addobbate.

L’amministrazione comunale, in stretto accordo con operatori economici, associazioni culturali e cittadinanza, dovrebbe promuovere, eventi, manifestazioni, happening per grandi e piccoli Sono cose che si fanno abitualmente (e funzionano) nei centri commerciali, perché non dovrebbero funzionare anche all’aperto?

Per tutto cio’ è necessaria una politica di programmazione che coinvolga sia le istituzioni che i diretti interessati e che eviti che il centro storico muoia o si trasformi in un museo imbalsamato. Occorre che il centro torni ad essere un “motore di attività” nel contesto di una città moderna e contemporanea.

Occorre tener presenti le esigenze degli abitanti che nel corso degli anni hanno avuto l’esigenza di spostare la propria abitazione fuori dalle mura del centro storico ma non per questo si debbono trascurare il loro bisogno di mobilità per soddisfar le esigenze della vita quotidiana.

Occorre pertanto che l’Amministrazione comunale assuma un differente approccio metodologico, che rientri in un più generale programma di razionalizzazione della mobilità cittadina in funzione della valorizzazione del centro storico dando la giusta importanza ad ogni forma di movimentazione ivi compresa quella dei cittadini delle periferie.

Una approfondita conoscenza del processo logistico urbano, infatti, potrebbe contribuire ad individuare le corrette misure di intervento. Inoltre, come è accaduto in qualche centro storico, deve essere sviluppata una logica di governance del settore, che miri ad attivare degli accordi di programma con tutte le componenti interessate (commercianti, artigiani, autotrasportatori, corrieri, spedizionieri, consorzi, associazioni di categoria, camere di commercio, mondo accademico ecc.)

Suggerisco che gli amministratori vadano a rileggersi il Piano Regolatore Generale di Assisi che ha rappresentato un caso esemplare nella redazione di un piano comunale per le indagini economiche e sociali condotte e l’aderenza ai problemi del tempo, in una visione complessiva dell’ambito urbano e territoriale, che esalta il valore storico-artistico del centro attraverso una innovativa visione della sua conservazione.

La salvaguardia del centro deve essere assicurata non soltanto dal recupero dei suoi monumenti, ma anche dal programma di sviluppo e di adeguamento ai bisogni della città. L’idea di Astengo della “pianificazione continua” per la città investe anche il suo centro storico, fornendo per la prima volta l’elenco delle procedure da seguire per la stesura del programma degli interventi nelle fasi sia attuative che gestionali.

3 Commenti

  1. Concordo pienamente con la sua analisi….che ha una sola pecca…..doveva essere fatta 20 anni fa ed attuata con interventi strutturali scanditi nel tempo. Ora é troppo tardi, Assisi sta morendo, spopolata, sfrattata dalla sua stessa cittadinanza e sopratutto dalla sua Amministrazione che vede nel cittadino residente solo un problema, non una risorsa. Vede nel cittadino un ARROGANTE che vuole entrare (nella sua città) per fare solo i suoi comodi. Basta pensare alla nuova procedura per l’ingresso degli artigiani: ma secondo Voi se il mio idraulico prima di entrare deve fare una email al Comando della Polizia Locale (mi domando con quanta attesa per avere risposta che spero rapida se non in tempo reale) attendere l’OK e poi arrivare a casa mia, il mio conto di quanto lieviterà rispetto ad una altro utente che ad esempio risiede a Rivotorto? Ecco, solo queste considerazioni dovrebbero rendere un residente nel centro storico una persona da aiutare e non combattere in ogni luogo e tempo….poi inauguriamo le giostrine…ma per quali figli se ci state cacciando da Assisi?

  2. Condivido pienamente l’articolo del Signor Cianetti e l’intervento di GrilloParlante.
    Il Piano Regolatore Generale del quale parla Cianetti è quello di Astengo. Fu un esempio non solo nazionale, ma internazionale. Il Piano, o meglio gli studi preparatori al Piano, dei quali sono un fortunato pissessore di una copia, sono ancora oggetto di studi accademici in molte università.
    Lo stesso piano studiato a metà degli anni “50, completato negli studi nel 1958, plastici alla “Bruno Vespa” compresi, ahimé ha trovato solo approvazione nel 1972, snaturato e dimezzato nelle previsioni, non nella cubatura.
    I lavori vennero pubblicati nella Rivista di Architettura nel numero di Settembre 1958.
    Me lo sarò riletto decine di volte, è permeato di una attualità, anche dopo oltre 60 anni.
    Un vero peccato che poi fu attuato alla maniera Democristiana di allora. Il povero Gen. Cianchetta ne fu uno dei demolitori.
    Inoltre, sempre nel 1958 venne emanata la Legge Speciale per Assisi, anche quella fu un’occasione persa. Ci videro giusto solo Colossi e Mignini, a parte poi alcuni con la famosa “fabbrica del Caffè”, produttrice in peso, più di false bolle e fatture fasulle, per mondare dai dazi, partite ingenti di Caffè, che mai transitarono per Assisi. Ma come avrebbe detto Kipling, questa e tutta un’altra storia.

    • Mmmmm…. alcuni accenti mancanti , incisi aperti e mai chiusi e la ragione sociale di un’azienda trasformato .
      Facciamo un 20 stiracchiato ❤️
      Giuro che ora smetto
      Un abbraccio

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