Comitato per il No, appello di Rifondazione Comunista

Comitato per il No, appello di Rifondazione Comunista

Assisi chiama le forze democratiche contro la separazione

Rifondazione Comunista di Assisi ha lanciato un appello diretto e senza esitazioni a tutte le realtà progressiste, democratiche e antifasciste, alle associazioni civiche, ai movimenti sociali, ai giuristi e alle cittadine e ai cittadini che hanno a cuore la Costituzione repubblicana. L’invito, diffuso attraverso un comunicato ufficiale della stessa Rifondazione Comunista, punta ad avviare immediatamente la costruzione di un Comitato unitario per il No al referendum sulla separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante.

Secondo la forza politica, la proposta di dividere i percorsi professionali dei magistrati rappresenta un attacco diretto all’equilibrio dei poteri dello Stato e mette in pericolo l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, considerati pilastri irrinunciabili dello Stato di diritto. Dietro una retorica che appare efficientista e punitiva, si cela – viene sottolineato – il tentativo di ridurre le garanzie costituzionali e di accentuare una visione autoritaria della giustizia.

Il referendum, ribadisce Rifondazione Comunista, non è una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma una scelta politica che riguarda la qualità della democrazia, l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e la tutela dei diritti sociali e civili, soprattutto di chi si trova in condizioni di maggiore fragilità.

Per queste ragioni, il partito propone la nascita di un Comitato per il No ampio, plurale e inclusivo, capace di unire le diverse anime della sinistra e del campo progressista. L’obiettivo è costruire una campagna di informazione, mobilitazione e partecipazione popolare che sappia contrastare una controriforma definita pericolosa e regressiva, in grado di realizzare sogni autoritari che minacciano la giustizia e la democrazia.

Il comunicato di Rifondazione Comunista sottolinea la necessità di un fronte comune, un’alleanza che sappia difendere la Costituzione, l’uguaglianza, la democrazia, la giustizia, i diritti, la partecipazione, l’autonomia, l’indipendenza. Solo così, conclude la nota, sarà possibile fermare una deriva che rischia di compromettere il futuro dello Stato di diritto e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

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