Riflessione nella giornata internazionale della salute su Assisi e il suo ospedale

 
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Riflessione nella giornata internazionale della salute su Assisi e il suo ospedale

da Assisi Domani
La città di Assisi non può e non deve fare a meno del suo ospedale, sia come capofila della zona sociale con una popolazione di oltre 60.000 persone e sia come capoluogo del turismo in Umbria con 5 milioni di persone all’anno che la raggiungono.

Negli ultimi 10 anni si è invece assistito a un depauperamento costante, a partire dal mancato rinnovo del primario in ginecologia che ha portato alla chiusura del punto nascita, per arrivare all’attuale situazione dove, per le note esigenze dell’emergenza sanitaria, sono venute a mancare molte figure professionali, medici e anestesisti in primis, che hanno ulteriormente indebolito la struttura.

Nessun investimento in macchinari, tranne quelli, preziosissimi, ricevuti grazie alle donazioni di associazioni benefiche.

Niente più manutenzioni e, pur essendo una struttura bella e immersa nel verde, l’edificio presenta ormai evidenti carenze e segni del tempo.

Nella giornata di oggi, giornata mondiale della salute, vogliamo ricordare e ripetere a gran voce che Assisi non può fare a meno della sua struttura ospedaliera, che merita tutta l’attenzione e la considerazione della sanità regionale.

Occorre lottare contro l’indifferenza per rilanciare il nostro ospedale.

Da ora in avanti, dopo anni di richieste rivelatesi infruttuose, dobbiamo batterci a voce alta, coinvolgendo associazioni e cittadini, non solo per difendere la struttura ma per far sì che sia potenziata affinché le persone e i loro bisogni tornino al centro di ogni politica.

Faremo appelli sempre più forti e accorati alla sanità regionale, perché l’ospedale di Assisi, pur essendo di una città e di un distretto, rimane di esclusiva competenza regionale: vogliamo che la sua operatività venga rilanciata, nulla è accaduto nemmeno in questo ultimo anno di pandemia nonostante la disponibilità e la competenza assoluta di medici infermieri e personale.

E’ arrivato il momento di lottare fermamente per una riorganizzazione totale del nostro ospedale, potenziandolo come merita.

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