Assisi, attività agricola con gli animali organizzata da Eponalia

 
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Assisi, attività agricola con gli animali organizzata da Eponalia

Assisi, attività agricola con gli animali organizzata da Eponalia

Sabato e domenica prossimi l’Aps Eponalia, con sede ad Assisi e il cui nome deriva da Epona, dea celtica poi oggetto di culto a Roma, organizza le prime due giornate nazionali dedicate all’attività agricola con cavalli collaboratori.

“E’ la prima presentazione partecipata nazionale spiega l’associazione assisana dedicata all’agricoltura a trazione animale, con cavalli collaboratori per presentare una chiave innovativa che, seppur volgendo uno sguardo al passato e alle tecniche più tradizionali, rappresenta una valida strada verso un futuro sostenibile, partendo dall’agricoltura.

Due intere giornate a Terontola dedicate a chi vuole conoscere questo settore e/o approcciare al nuovo ruolo professionale di operatore agricolo a trazione animale.

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La tecnica agricola della trazione animale sta guadagnando sempre maggiore attenzione per i vantaggi che porta con sé: oltre a migliorare di gran lunga l’immagine dell’azienda che la utilizza, infatti, genera un’ampia prospettiva di sostenibilità, di riduzione dei costi e di incremento della produttività delle aziende, in linea con i programmi dell’Agenda 2030″.

Eponalia aps ha al suo interno tra l’altro professionisti del mondo equestre, etologi, agronomi, esperti in biodinamica e agricoltura biologica.
/F.P.

3 Commenti

  1. La vostra iniziativa è un verro orrore. Voglio anche essere buono, voglio pure pensare (a fatica a dire il vero) che alla base di questa idea ci possa essere una sincera intenzione di fare della “Sana” agricoltura. Poi c’è tutto il resto. Ed è tanto. Una agricoltura sostenibile con degli animali “collaboratori”. Collaboratori!!! Il concetto di collaborazione implica il reciproco assenso, la reciproca approvazione, la medesima condivisione di un progetto e/o un’idea. Questa è la collaborazione. Quella che viene imposta ai cavalli per fare business, per fare soldi, è una violenza, una delle tante forma di maltrattamento. Per fare questa agricoltura sostenibile a trazione animale, come la chiamano gli organizzatori, i cavalli (che non sono dei collaboratori perché se potessero se ne starebbero ben lontano) vengo bardati con “finimenti” (termine da vocabolario ma che non basta ad addolcire l’orrore di quello che sono). I finimenti usati per l’occasione prevedono anche i PARAOCCHI e il MORSO. Quelli non sono finimenti, quelli sono STRUMENTI DI TORTURA veri e propri. Informatevi, leggetevi gli studi che sono stati fatti sulle conseguenze che comportano indossare il morso. (Vi segnalo questo link, ma ce ne sono una marea in rete!: https://equitazioneetica.it/…/209-gli-effetti-dell-uso…). Di certo c’è chi sostiene queste pratiche orribili giustificandole con il classico “serve a proteggere il cavallo”! il punto è che il cavallo non deve essere protetto, deve essere rispettato e quindi non maltrattato obbligandolo a fare lavori come questo che propone questa associazione. Siamo nel 2021 e vedere ancora queste situazione fa veramente male e rabbia, tanta. E di certo non basta un nome dal sapore esoterico. EPONALIA! La dea celtica! Certo, abbelliamo un po’ il tutto: che non ce lo metti qualcosa di celtico che fa sempre presa? Sì è vero, poi gli antichi romani l’hanno adottata, l’hanno fatta la dea protettrice proprio dei cavalli! Fantastico! E quale protezione hanno i cavalli di questa iniziativa? Non c’è nessuna protezione. Questo è solo sfruttamento e maltrattamento. Volete fare un’agricoltura sostenibile? Bene. Fatela, ma senza mettere in mezzo i cavalli. Cosa c’è di sostenibile se dovete infierire del dolore fisico a un animale? Perché il morso FA MALE. Dove sta la sostenibilità di questa agricoltura? E’ vergognoso. E’ anacronistico. E’ amorale, nemmeno immorale, spacciare un w.e. come un qualcosa di bucolico, di “sostenibile” e poi … Volete davvero un’agricoltura sostenibile? Tirate fuori le zappe e le vanghe, e se proprio volete l’aratro lo potete spingere da soli con la sola forza della vostre braccia. Questo è sostenibile. Non quella di questa iniziative assurda. Chiunque tu sia, se non hai esperienza di cavalli, pur con la tua ingenua e sincera propensione a partecipare, fai attenzione. La tua adesione contribuirà alla sofferenza dei cavalli. Ci sono molte altri centri in tutta Italia che offrono esperienze meravigliose dove gli animali e i cavalli, in particolare, non vengono fatti soffrire. Sono semplicemente amati. Fai la scelta giusta!

  2. I miei nonni e successivamente i miei genitori, usavano i buoi per i lavori nei campi, dato che erano animali più robusti e idonei a certe mansioni. L’uso dei cavalli è una prassi che viene attuata in determinare condizioni e con specie particolari, create attraverso incroci che le hanno rese molto più robuste dei cavalli che vediamo nei maneggi. Ad essere sincero, mi facevano pena allora i buoi, anche se comprendevo che non c’erano alternative e mi fa ancora più pena oggi lo sfruttamento di animali, soprattutto quando la tecnica è la modernità ci consente di fare i medesimi lavori con meno fatica per tutti, animali compresi. Comunque, volendo fare un’agricoltura verde con lo sfruttamento naturale del suolo, il primo di questi metodi che mi viene in mente riguarda quella che viene definita la “semina su sodo” o “semina diretta”. Basta volerlo.

    • La ringrazio per la sua testimonianza. La mia critica nei confronti di questa associazione verte esattamente sullo sfruttamento (inutile) dei cavalli che vengono maltrattati con l’uso del MORSO. Sono d’accordo con lei, ci sono molte altre modalità a disposizione, oggi, nel 2021, per fare un’agricoltura “sostenibile” senza recare danno a nessun animale. Nel passato gli animali venivano utilizzati in diversi lavori, era “normale”, non se ne poteva fare a meno e, inoltre, si aveva una consapevolezza e una conoscenza molto diversa da quella di oggi. La zooantropologia e l’etologia insieme alla biologia, hanno fatto passi da giganti. L’assurdità di questa associazione è che “vende” un prodotto dannoso come se fosse la chiave di volta della felicità. E se poi, proprio volesse continuare a portare avanti questa idea dell’uso dei cavalli, almeno avessero la decenza di non mettergli il morso (inutile, doloroso, dannoso). Il maltrattamento degli animali è sempre da denunciare, ma quando questo è poi a scopo di lucro, per me, è addirittura criminale.

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