41 mila visitatori su 19 giorni alla Beatificazione, il Comitato non ne sapeva niente

 
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41 mila visitatori su 19 giorni alla Beatificazione, il Comitato non ne sapeva niente
Fabrizio Stracci

41 mila visitatori su 19 giorni alla Beatificazione, il Comitato non ne sapeva niente

“Gli eventi religiosi che si sono svolti ad Assisi, tra cui la Beatificazione di Carlo Acutis, non sono mai stati sottoposti al Comitato tecnico scientifico umbro”, fa sapere Fabrizio Stracci, epidemiologo dell’Università di Perugia e membro del Cts regionale. Non è noto sulla base di quali parametri scientifici, se il Cts non è stato mai interpellato, è stato dato l’ok all’evento. L’autorizzazione ha seguito un altro iter. Senza validazioni del Cts. In base ai dati aggiornati a ieri, Assisi (408 positivi e 14,41% di contagiati per mille abitanti) e r e l a t i v o comprensorio sono le aree tra le più colpite dal virus in Umbria. Non c’è solo la beatificazione. Si è tenuta comunque la catena della Pace, a cui il Cts umbro e quello nazionale hanno dato giu-dizio negativo. Poi ci sono state le visite del presidente del consiglio Giuseppe Conte e del Papa per San Francesco.

LA CURIA RISPONDE – “La data del 10 ottobre non l’ha scelta il vescovo, il sindaco, il sottoscritto o la Curia, bensì la Santa Sede, come avvenuto per altre beatificazioni celebrate nello stesso periodo (Bologna e Napoli)”. Don Cesare Provenzi, priore della cattedrale di San Rufino e presidente delle Fondazioni Santuario della Spogliazione e Assisi Caritas, corregge quelle che ritiene “inasattezze he girano anche sui social rispetto alla beatificazione di Carlo Acutis e la diffusione del Coronavirus”. “Il Comitato per l’ordine e la sicurezza insediato in Prefettura ha dato l’assenso all’evento perché tutto è stato tracciato”, spiega don Provenzi. “Per evitare al massimo gli assembramenti abbiamo deciso di offrire la possibilità di venerare il Beato in oltre due settimane. Certo – sottolinea il presidente della Fondazione – non ci aspettavamo un flusso del genere (41 mila persone in 19 giorni) e per questo abbiamo implementato misure di sicurezza già predisposte come transenne, termoscanner, mascherine, disinfettanti e sicurezza. Sempre presenti le forze dell’ordine. Tra tutte le persone che oltre al vescovo, allo staff della Curia e al sottoscritto hanno seguito l’organizzazione dell’evento, ci sono stati solo tre positivi; tramite il contact tracing siamo riusciti a capire che hanno contratto il virus da persone non legate alla Beatificazione”, è tesi della Curia. “I focolai attivi nel centro storico (Casoria, Serafico, Casa di riposo, comunità di religiosi) che rappresentano circa la metà dei contagi dell’acropoli – spiega ancora don Cesare – non sono partiti con la Beatificazione perché nessuno degli ospiti, nessuno degli operatori e dei consacrati ha avuto a che fare con l’evento”.

Certo, con la beatificazione si sono registrati 41 mila visitatori distribuiti su 19 giorni. “ Non so come è stato organizzato l’evento”, spiega Stracci, “non ho visto le imma-gini. Certo oggi l’Assisano è tra le zone più colpite. Gli eventi religiosi non sono mai neanche stati menzionati in sede di Cts. Mai neanche lontanamente”. Eppure “i grandi eventi”, certifica l’epidemiologo, “possono contribuire alla diffusione del virus. Noi tutti eravamo contrari.

  • abbiamo esaminato nel dettaglio soltanto Eurochocolate

Ma abbiamo esaminato nel dettaglio soltanto Eurochocolate e ‘catena’ della pace. La valutazione in astratto dei grandi eventi è stata negativa. Ma non abbiamo detto no priori. Sono state fatte delle presentazioni, con documentazione parziale, esi è confermato il no”. Stracci entra nel dettaglio. “Per la catena della pace”, spiega Stracci, “c’era il problema dell’arrivo e delle partenze, aspetto poco definito. Per il resto c’erano sufficienti garanzie. Ciò nonostante c’è stato il no. La maggioranza del comitato era all’evento sia nella prima che nella seconda riunione. E’ stato un no diffuso”. Eppure la manifestazione è stata autorizzata.

  • Eurochocolate al Barton park

La seconda versione di Eurochocolate al Barton park “non sarebbe stato evento devastante, ma gli stand erano troppo vicini”. Altro no. Stavolta concretizzato. Fermo restando che “in fase di aumento della curva meno se ne fanno, di eventi, meglio è. E’ uno dei meccanismi per cui c’è il salto di diffusione contagio”. Il giudizio dell’epidemiologo “è che diverse cose non andavano bene. Ricordiamo persone che si aggregavano il pomeriggio e la sera senza mascherina”. Non solo i grandi eventi: che però, secondo l’esperto, hanno fatto la loro parte.
/Corriere dell’Umbria di Alessandro Antonini

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