Consegnati i buoni spesa a 200 famiglie di Assisi in difficoltà

 
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Consegnati i buoni spesa a 200 famiglie di Assisi in difficoltà

A 200 famiglie in difficoltà economica sono stati consegnati i buoni spesa per l’acquisto di beni alimentari e di prima necessità presso le locali attività commerciali. Per ora i punti vendita che hanno aderito all’iniziativa sono 22, 9 a Santa Maria degli Angeli , 7 ad Assisi, 2 a Palazzo, 2 a Viole, 1 a Petrignano e 1 a Rivotorto.

I buoni spesa vengono consegnati, insieme all’elenco degli esercizi commerciali, dal personale della Protezione civile che a bordo dell’auto ufficiale e riconoscibile si sposta fino alle abitazioni degli assegnatari del beneficio. Pertanto si avverte che a consegnare i buoni spesa nessun altro è autorizzato, quindi non aprite la porta a soggetti che si presentano a nome del Comune e utilizzano la scusa dei buoni spesa per altre e poco chiare finalità.

Il valore complessivo dei buoni spesa è rapportato al numero delle persone componenti il nucleo familiare anagrafico, da un minimo di 200 euro a 550 e può essere anche ripartito in più pezzi. I buoni spesa consentono al beneficiario di acquistare prodotti alimentari e beni di prima necessità (per l’igiene personale e dell’abitazione) con esclusione di alcolici, e potranno essere utilizzati fino al 31 luglio e in uno o più punti vendita aderenti all’iniziativa.

L’Ufficio dei servizi sociali sta lavorando senza sosta per individuare la platea dei beneficiari e a determinare il contributo da erogare per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali derivanti dall’emergenza coronavirus, in base alle domande pervenute, dando priorità a coloro che non ricevono alcun sostegno economico pubblico (ad esempio reddito di cittadinanza, reddito di inclusione, Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione guadagni, altre forme di sostegno a livello locale o regionale). Per gli assegnatari di sostegni pubblici verrà formato un elenco separato e l’Ufficio servizi sociali potrà valutare l’esistenza di una particolare condizione di bisogno qualora il sostegno pubblico già percepito appaia palesemente insufficiente rispetto alle necessità primarie del nucleo familiare.

Il sindaco Stefania Proietti ribadisce per l’ennesima volta l’invito a non uscire, a non muoversi dalle proprie abitazioni: “Stiamo approfondendo le valutazioni in merito  all’obbligo  di guanti e mascherine o viso comunque coperto, ma prima vorremmo poter fornire alle persone le mascherine e, come ben noto, quelle certificate (le uniche che un ente pubblico potrebbe distribuire) non si trovano. Sicuramente coprire bocca e naso è una misura di sicurezza che aiuta la prevenzione, tuttavia questi provvedimenti, per competenza e omogeneità territoriale, andrebbero presi dalla Regione. Inoltre la misura principale di prevenzione era e rimane quella del distanziamento sociale: non uscire se non per estrema necessità. Ciascuno di noi potrebbe essere positivo asintomatico e non saperlo, oggi possiamo essere tutti potenziali cause di contagio. Per questo per ora, fino a nuove disposizioni, dobbiamo restare a casa”.

 

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