Morto principe Filippo, nel 1986 fu ad Assisi per il 25/o del Wwf

 
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HRH Prince Philip the Duke of Edinburgh presenting the 'WWF Duke of Edinburgh Conservation Medal' to Senator Marina Silva, a former Brazilian Environment Minister, at the Duke of Edinburgh Conservation Awards, held in Saint James's Palace, London, United Kingdom. Senator Silva received the gold medal in recognition of the role she played in creating the Amazon Regional Protected Areas programme, and was praised for her environmental work by WWF International Director General Jim Leape.

Morto principe Filippo, nel 1986 fu ad Assisi per il 25/o del Wwf

‘Siamo venuti qui ad Assisi per cercare visione e speranza: visione per scoprire una nuova ed affettuosa relazione con il resto del mondo vivente e speranza che la distruzione della natura possa essere fermata prima che tutto vada annientato e rovinato”.

Così il principe Filippo d’Edimburgo (morto oggi a 99 anni), nella sua veste di presidente internazionale del Wwf, si era espresso parlando dal cupolino della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, in occasione delle cerimonie per il 25/o anniversario di fondazione dell’associazione naturalistica. S

Era il 29 settembre 1986. Insieme a lui – riportava una notizia dell’ANSA di quell’anno – c’erano rappresentanze religiose del buddismo, dell’ induismo, del cristianesimo, dell’ islamismo e del giudaismo che proprio in quei giorni avevano sottoscritto un patto di alleanza in difesa della conservazione della specie. La cerimonia aveva preso avvio sin dalla mattinata con un suggestivo rituale: mentre la navata della chiesa era gremita di pubblico, dall’ attiguo convento francescano era partita la solenne processione guidata dal principe Filippo attorniato dai cinque esponenti delle maggiori fedi religiose del mondo: il venerabile Lungring Namgyal, in rappresentanza dei buddisti, padre Lanfranco Serrini, ministro generale dei francescani, il rabbino Arthur Hertzberg, per gli ebrei, il dottor Karan Singh, presidente di una delle principali organizzazioni induiste ed infine Abdullah Omar Naseef, segretario della lega mondiale musulmana. Il corteo era accompagnato dal suono dei corni delle alpi svizzere, a simboleggiare la nuova alleanza tra religione e conservazione lanciata dal Wwf internazionale. Un guerriero maori, che rappresentava le popolazioni e la cultura indigena, aveva poi lanciato all’ indirizzo del principe un ramoscello d’ulivo come sfida di pace a simboleggiare i tanti doveri del mondo civile verso queste tradizioni. (

Il Principe Filippo di Edimburgo fu Presidente del WWF Internazionale dal 1981 al 1996 e fino ad oggi ne era presidente emerito.

Fulco Pratesi, Presidente Onorario e tra i fondatori del WWF Italia lo ricorda così: “Credo di poter dire di aver avuto un sincera amicizia con Filippo d’Edimburgo. Col primo Presidente del WWF Internazionale ho avuto modo di avere spesso incontri e di ammirare la sua semplicità, il suo humour. Il nostro comune passato (era più anziano di me di 13 anni)  di cacciatori pentiti e l’amore per la natura mi consentirono di frequentarlo spesso. Ricordo negli anni 70 un’escursione al Parco Nazionale d’Abruzzo dove arrivò con un solo collaboratore e abitò con noi in un Motel Agip che preferì al Grand Hotel dove abitavano i turisti ricchi. Poi in una lunga salita in montagna dove, miracolosamente, riuscimmo a osservare due orsi marsicani al pascolo che il marito della Regina riprese con una minuscola macchina fotografica.

Un viaggio all’Oasi WWF di Palo Laziale, invitati dalla principessa Nicoletta Odescalchi, nell’auto dell’Ambasciata britannica, mi chiese cosa significassero le schioppettate dei cacciatori che risuonavano lungo la via Aurelia. Ne fu indignato.

In un volo nel suo aereo da Roma a Londra, nel quale si metteva sempre alla cloche ai decolli e agli atterraggi, parlavamo di natura e di animali da salvare. In una delle visite al WWF di Roma (nel 1995 incontrò tutto lo staff, visitando tutto l’ufficio) ci disse che se fosse stato distrutto il Colosseo, disponendo di disegni e rilievi, si sarebbe potuto in qualche modo ricostruirlo. Se si fosse estinto il rinoceronte indiano (allora in grave pericolo) nemmeno Dio avrebbe potuto rifarlo”.

Fautore dell’incontro tra i movimenti ambientalisti e le grandi religioni monoteiste, venne in Italia anche in occasione del grande incontro interreligioso organizzato dal WWF ad Assisi nel 1986. “La sua scomparsa – conclude Pratesi – lascia un grande vuoto nel WWF”.

 

Il principe Filippo è stato fra i padri fondatori del WWF, voce appassionata, sostenitore e un esempio per il lavoro dell’organizzazione fin dalla sua creazione, in particolare nel periodo in cui ne fu presidente.

Nel 1970, il WWF ha intitolato a lui il suo più alto premio di conservazione, chiamato Duke of Edinburgh Conservation Award, per riconoscere e incoraggiare risultati significativi nel campo ambientale globale. Il principe è stato anche il primo presidente del WWF-UK, dalla sua fondazione nel 1961 al 1982.

Pavan Sukhdev, presidente del WWF International, ha dichiarato:

“Il Duca di Edimburgo è stato un instancabile “campione” per la causa ambientale e per decenni un appassionato ambasciatore per le questioni di conservazione in tutto il mondo. Sua Altezza Reale ha aiutato a tracciare il corso del WWF fin dal suo inizio, dando enormi contributi all’organizzazione. “Nel corso di più di 50 anni, gli sforzi di Sua Altezza Reale, il Principe Filippo per conto del WWF sono stati inestimabili: ha visitato i progetti WWF in oltre cinquanta paesi nei cinque continenti, promuovendo le questioni di conservazione ai più alti livelli governativi e aziendali, sostenendo la raccolta  fondi e contribuendo alla crescita della consapevolezza sulle tematiche ambientali”.

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