Porta Nuova, accessi al bivio: costi e scelte dividono città

Porta Nuova, accessi al bivio: costi e scelte dividono città

Quattro scenari tra 2,9 e 7 milioni accendono il dibattito sì

Porta Nuova torna al centro della discussione cittadina con un confronto pubblico molto partecipato dedicato agli accessi e alla mobilità dell’area orientale di Assisi, considerata un nodo strategico per residenti e visitatori. L’incontro ha messo in evidenza numeri, ipotesi progettuali e criticità, confermando come la questione superi il perimetro tecnico per investire scelte urbane e identitarie di lungo periodo.

Nel corso della presentazione del progetto sugli ascensori di Porta Nuova, la società incaricata ha illustrato quattro possibili soluzioni, differenziate per impatto e investimento economico. Le stime oscillano tra un minimo di 2,9 milioni e un massimo di 7 milioni di euro, con varianti che includono un ascensore inclinato aderente alla morfologia del terreno e tre configurazioni verticali, esterne, interne o con porzioni interrate. Tutte le ipotesi prevedono l’arrivo in prossimità dei giardini di Porta Nuova, elemento che ha alimentato ulteriori riflessioni sull’inserimento dell’opera nel contesto esistente.

Se la cornice economica è apparsa definita, diversi partecipanti hanno segnalato una carenza di approfondimenti tecnici, con spiegazioni ritenute non sempre omogenee e tali da rendere complessa una comparazione puntuale degli effetti delle singole soluzioni. L’assenza di alcuni dettagli progettuali ha limitato, secondo più interventi, la possibilità di valutare in modo completo l’impatto su paesaggio, flussi e qualità dello spazio urbano.

Nel dibattito è intervenuta anche la presidente della Regione Umbria ed ex sindaco di Assisi, Stefania Proietti, che ha espresso una posizione critica rispetto all’ipotesi dell’ascensore esterno, indicando come alternativa preferibile una nuova scala mobile a norma affiancata da un ascensore adeguato alle esigenze delle persone con disabilità. La presidente ha inoltre riconosciuto che, nel tempo, la Regione non ha destinato risorse proprie alla città, sottolineando la necessità di un cambio di passo e assumendo un impegno politico affinché Assisi torni a essere destinataria di investimenti regionali strutturali.

Dal pubblico sono arrivate osservazioni puntuali sul rapporto tra dimensione dell’intervento e reali necessità di accessibilità. È stato evidenziato come l’obiettivo di facilitare l’ingresso alla città non debba tradursi automaticamente in opere invasive, ma possa essere perseguito attraverso soluzioni calibrate, capaci di garantire funzionalità senza alterare l’equilibrio di un’area sensibile sotto il profilo storico e ambientale.

I rappresentanti del Comitato Cittadino per Porta Nuova hanno ribadito una linea chiara: l’accessibilità è considerata un valore condiviso, ma le scelte devono essere proporzionate, motivate e comprensibili. È stato ricordato come Porta Nuova non sia solo un punto di passaggio, ma uno spazio vissuto quotidianamente, identificato anche come luogo di socialità e di verde urbano. Da qui la richiesta di trasparenza, dati completi e comparazioni chiare, ritenute indispensabili per consentire alla cittadinanza una valutazione realmente consapevole.

Nel corso dell’assemblea è emersa con forza l’idea che accessibilità e tutela del paesaggio non siano obiettivi contrapposti, ma possano e debbano procedere insieme attraverso una progettazione attenta e condivisa. Più voci hanno sottolineato la necessità di un percorso partecipativo continuo, capace di accompagnare le decisioni politiche con un confronto costante e informato.

Il clima dell’incontro ha restituito l’immagine di una comunità attenta e coinvolta, che chiede risposte chiare e una visione complessiva sul futuro di uno degli ingressi più delicati della città. Porta Nuova, è stato ribadito, rappresenta una scelta che incide sull’identità urbana, sull’economia locale e sulla qualità della vita, non riducibile a una semplice valutazione di costi.

Al termine del confronto, il Comitato ha confermato l’intenzione di proseguire con una mobilitazione pubblica, ritenendo non soddisfacente la posizione finora assunta dal Comune. La richiesta è quella di riaprire il confronto, approfondire le alternative e costruire una decisione condivisa che tenga insieme esigenze di mobilità, rispetto del contesto e uso responsabile delle risorse pubbliche. In questo quadro, Porta Nuova si conferma un banco di prova per il rapporto tra istituzioni e cittadini e per la capacità di Assisi di scegliere il proprio futuro con consapevolezza e partecipazione.

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