Giovanili Virtus, coach Mattoli e Covid, messaggio per ragazzi e famiglie

“Questo è un sacrificio che va fatto, ma la voglia di tornare a giocare è tanta e torneremo!”

 
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Giovanili Virtus, coach Mattoli e Covid, messaggio per ragazzi e famiglie

Giovanili Virtus, coach Mattoli e Covid, messaggio per ragazzi e famiglie

Il fermo dovuto al Covid-19 ha intaccato l’entusiasmo dei tantissimi bambini e ragazzi della Virtus Assisi, ma non la voglia di ricominciare a giocare e a divertirsi quando tutto questo sarà nuovamente possibile. Fra gli istruttori e gli allenatori Virtus, ce n’è uno che di esperienza nel settore ne ha da vendere. Claudio Mattoli, per i tanti giovanissimi “il coach”, che da più di 40 anni “mastica” pallacanestro, prima da giocatore, poi da istruttore ed allenatore. A Claudio Mattoli, abbiamo chiesto di raccontarci un po’ di lui, della sua esperienza, della sua storia. Ma non solo. Abbiamo chiesto di rivolgersi ai “suoi” e “nostri” ragazzi e alle loro famiglie, per un messaggio di speranza, donando un sorriso senza mai far passare quella pazza voglia di tornare a lavorare al palazzetto e a gioire sul rettangolo di gioco.

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Claudio Mattoli un nome una garanzia per i tantissimi giovani che si divertono giocando a basket. Una storia lunga la tua, ce la racconti? “Ho iniziato a giocare “tardi” a pallacanestro, nel 1979, con la Società A.S.T. 78, avevo 11 anni. La voglia era tanta e nel giro di pochi anni mi sono guadagnato i miei 30 e passa minuti di gioco con il mitico coach Ciaravaglia. Avevo un’ottima squadra e nel 1984 arrivammo a disputare i sedicesimi alle finali nazionali cadetti! Nel 1986 ho iniziato ad allenare – racconta Claudio Mattoli, oggi punto di riferimento per tanti bambini e ragazzi – avevo i più piccoli, “i pulcini” nati nel 1981 del nostro Coach Piazza. Quanti ragazzi ho visto crescere, piangere e gioire!

Negli anni mi sono occupato di allenare i vari gruppi, dal minibasket alle giovanili fino alla pausa dell’infortunio al ginocchio, era il 1° maggio 1996 che ha coinciso con la partenza per il servizio militare. Tornato nel settembre 1997, pur continuando ad allenare il minibasket ad Assisi, decido di iniziare l’esperienza delle squadre senior, con il Deruta Basket in C2, dove rimango per tre anni, poi a Cannara, a Gubbio con la B femminile per due anni e poi a Perugia con il Madonna Alta in B di Eccellenza femminile, per altri due anni, dove con una squadra composta da promettenti giovani centrammo l’obiettivo dei play-off e con le squadre giovanili cadette e juniores capitanate da Valentina Baldelli e Ilaria Capponi riuscimmo a sfiorare le finali nazionali. Dalla stagione successiva vengo nominato responsabile tecnico Minibasket ad Assisi ed è un ritorno a 360° occupandomi fino al 2016 di mini e settore giovanile. Dal 2017 sono alla Virtus Assisi ed oltre che con la Virtus, neonata società di Assisi, dove faccio solo minibasket, inizio la collaborazione con Basket Academy dove per due anni ho seguito le squadre under 15 e 16 reg. Attualmente il mio impegno è esclusivo con la Virtus e sono responsabile dei pulcini, scoiattoli 2013, scoiattoli 2012, aquilotti 2011, aquilotti 2010, Under 18, vice in Promozione”.

Cosa significa lo stop dovuto alla pandemia da Covid-19, certamente un momento unico e particolare per chi fa basket da così tanti anni? “Lo stop della pallacanestro e degli altri sport di contatto, per chi con questi sport ci vive, significa ucciderlo, economicamente e psicologicamente, in quanto una volta chiuse le attività per periodi prolungati, non è detto che le stesse riaprano con gli stessi obiettivi, molte di queste si ridimensionano a causa del venir meno delle sponsorizzazioni e delle iscrizioni dei ragazzi.

La preoccupazione – sottolinea Mattoli – comprensibilissima, dei genitori, è tale che l’attività sportiva nella crescita psicomotoria dei ragazzi non è fondamentale. E qui veniamo all’importanza dei ragazzi, che sono il FULCRO di ogni società sportiva focalizzata sulle attività di Minibasket e Giovanili come lo è la Virtus. Dopo il primo lockdown, con i corsi di recupero ed estivi, abbiamo notato come era alta la voglia dei ragazzi di fare pallacanestro e per questo la nostra Società si era impegnata per far rispettare gli stretti protocolli F.I.P. al fine di poter fare ripartire gli allenamenti, con impegno organizzativo ed economico non da poco.

Purtroppo a settembre – sottolinea il coach –  l’incertezza sulla continuità o meno dell’attività con i tanti DPCM, ha fatto si che molti genitori non si sono riavvicinati alla pallacanestro e per gli altri l’attività è durata solo fino al 23 ottobre quando il DPCM 24 ottobre appunto, ha fermato anche la pallacanestro a causa dell’aumentare vertiginoso dei contagi. In questo ultimo mese – conclude Claudio Mattoli –  pur rimanendo in contatto con i nostri ragazzi tramite le chat dei singoli gruppi o Facebook, possiamo solo constatare che ai ragazzi, dai più piccoli ai più grandi, manca molto il basket giocato in palestra, le chiacchiere con i compagni di gioco, il palleggiare e il tirare a canestro. Non nego che i “miei” ragazzi mi mancano molto!”.

Quale il messaggio di Claudio Mattoli ai ragazzi e alla famiglie? “Io non so quando potremmo rivedere i nostri ragazzi con i loro genitori e se dovremo aspettare una settimana, un mese, o più, per riavere quella pallacanestro giocata di cui tutti ci siamo innamorati. Credo comunque – sottolinea Mattoli – che sia un sacrificio che possiamo sopportare. Nell’attesa sappiate che noi ci siamo sempre per i vostri ragazzi! Vista l’incertezza della nuova riripartenza e l’approssimarsi delle festività natalizie – conclude infine l’esperto coach – approfitto per fare gli auguri di buone feste a tutti i BASKETTARI VIRTUS e alle loro famiglie. Siamo tutti in trepida attesa di ripartire, in sicurezza e rispettando i protocolli anti COVID-19. #GO VIRTUS”.

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