A Perugia procedimento per diffamazione dopo le offese al Comitato di Santa Maria e alla sua legale Valeria Passeri
La tutela ambientale torna al centro dell’attenzione pubblica con l’apertura, da parte della Procura della Repubblica di Perugia, di un procedimento per diffamazione aggravata a mezzo social nei confronti del Comitato Via Protomartiri Francescani di Santa Maria degli Angeli e della sua legale, l’avvocata Valeria Passeri. Il decreto di citazione a giudizio riguarda una serie di offese pubblicate su Facebook, rivolte a chi da anni denuncia i disagi legati alla vicina Fonderia ex Tacconi e si batte per la difesa del territorio assisano.
Un caso che riaccende il tema della protezione di chi denuncia criticità ambientali
Il difensore del Comitato, l’avvocato Francesco Paola, sottolinea come la vicenda evidenzi un problema sempre più diffuso: i rischi personali e professionali che affrontano cittadini, comitati e avvocati impegnati nella salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica. Un impegno che, secondo il legale, dovrebbe essere sostenuto dalle istituzioni e non ostacolato da campagne di delegittimazione, pressioni o aggressioni verbali.
Paola richiama l’attenzione su un clima che, in un contesto di crescenti emergenze ambientali, rischia di trasformare l’esercizio del diritto di difesa e l’attività dell’Avvocatura in un percorso a ostacoli, con conseguenze dirette sulla tutela dei diritti dei cittadini e sulla partecipazione democratica. Un fenomeno che, oltre a colpire i singoli, indebolisce l’interesse collettivo alla protezione della salute, del paesaggio e dei beni comuni.
Il Comitato: “La difesa dell’ambiente è un diritto costituzionale, non un bersaglio”
Il Comitato Via Protomartiri Francescani ribadisce con fermezza che la difesa dell’ambiente, riconosciuta dalla Costituzione come bene primario, non può essere oggetto di denigrazione o intimidazione. In una nota, i membri esprimono fiducia nella Magistratura affinché il procedimento contribuisca a ristabilire un principio fondamentale: chi si impegna per la legalità e la tutela del territorio non deve essere lasciato solo.
Il gruppo conferma inoltre la volontà di proseguire la battaglia per la delocalizzazione dell’impianto industriale fuori dal centro abitato, un obiettivo perseguito da anni insieme ai professionisti che li assistono.
Difendere l’ambiente significa difendere il futuro
Il Comitato richiama l’articolo 9 della Costituzione, che tutela il paesaggio e impone di considerare anche le generazioni future nelle scelte collettive. Portare alla luce possibili criticità ambientali, ricordano, non è solo un diritto ma anche un dovere sancito dalle normative nazionali ed europee.
La nota si chiude con un appello alla difesa dello Stato di diritto, che si fonda sull’azione congiunta di Avvocatura, Magistratura e istituzioni democratiche. Una posizione che intende riaffermare il valore dell’impegno civico e la necessità di proteggere chi opera per la sicurezza e la salute delle comunità.
Un caso che, al di là del procedimento giudiziario, riporta al centro del dibattito pubblico il ruolo essenziale di chi vigila sul territorio e chiede trasparenza, legalità e rispetto dell’ambiente.

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