Assisi chiude la festa del Santuario tra fedeli e pellegrini
Si è conclusa ad Assisi la nona edizione della Festa del Santuario della Spogliazione, appuntamento dedicato al centenario francescano che per cinque giorni ha animato la città con celebrazioni, incontri e momenti di riflessione spirituale.
A chiudere il programma è stata la santa messa celebrata nella chiesa di Santa Maria Maggiore dal vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, monsignor Felice Accrocca.
Alla celebrazione hanno partecipato numerosi fedeli, pellegrini, turisti e rappresentanti delle istituzioni, riuniti nel santuario simbolo del gesto con cui San Francesco rinunciò ai beni materiali per intraprendere un nuovo percorso di vita.
Il richiamo alla fede autentica
Nel corso dell’omelia monsignor Accrocca ha richiamato il significato profondo della spogliazione come gesto quotidiano di umiltà e autenticità.
Il vescovo ha collegato il tema della festa alla solennità dell’Ascensione, sottolineando il valore di una fede vissuta senza ricerca esasperata di segni o miracoli.
Secondo Accrocca, il cristiano è chiamato a “spogliarsi dell’arroganza, della superbia e del falso orgoglio” per vivere una testimonianza concreta fondata sull’amore verso gli altri.
“Amare con i fatti”
Più volte il vescovo ha insistito sull’importanza delle opere e della carità nella vita quotidiana.
Riprendendo le parole di San Giovanni, monsignor Accrocca ha ricordato che non basta professare la fede a parole, ma è necessario viverla attraverso gesti concreti e relazioni autentiche.
“Non si entra in Paradiso se non amando”, ha affermato il presule, invitando i fedeli a trasformare la propria esistenza in un dono per gli altri.
Un messaggio rivolto in particolare a chi cerca nella fede soltanto segni straordinari o manifestazioni eccezionali, dimenticando il valore della semplicità e della testimonianza quotidiana.
Il riferimento a Francesco, Chiara e Carlo Acutis
Nel suo intervento il vescovo ha richiamato anche le figure di San Francesco, Santa Chiara e Carlo Acutis, indicandoli come esempi e compagni di cammino spirituale.
Accrocca ha ricordato il gesto della spogliazione di Francesco come inizio di una vita nuova fondata sulla fraternità e sulla condivisione.
Un riferimento particolare è stato dedicato anche a Carlo Acutis, il giovane beato che ha scelto Assisi come luogo del proprio riposo e della propria testimonianza di fede.
Una festa tra spiritualità e partecipazione
La celebrazione finale ha concluso cinque giorni di appuntamenti dedicati al tema “#Nulladiproprio: dopo 800 anni è sempre Francesco”, iniziativa inserita nel percorso del centenario francescano.
Nel corso della messa il vescovo ha anche amministrato il sacramento della Cresima a una giovane della parrocchia di Santa Maria Maggiore.
Grande partecipazione si era registrata anche nella serata precedente per il concerto del coro Città di Bastia diretto dal maestro Piero Caraba.
La Festa del Santuario della Spogliazione si conferma così uno degli appuntamenti spirituali più significativi del territorio assisano, capace di unire riflessione religiosa, memoria francescana e partecipazione popolare nel cuore della città di San Francesco.

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