Economia francescana guida il confronto al Santuario di Assisi

Economia francescana guida il confronto al Santuario di Assisi

Un dialogo sul valore della pace e della solidarietà nella città

Assisi, 15 maggio 2026 – Il Santuario della Spogliazione ha ospitato un confronto intenso e partecipato sul ruolo dell’economia francescana nella lettura delle sfide globali contemporanee. Il convegno, dal titolo “Se i soldi non fanno la felicità. Dall’economia di Francesco a quella contemporanea, come ripensare lo sviluppo globale”, ha riunito figure di primo piano del mondo ecclesiale, accademico e istituzionale, offrendo una riflessione ampia sul rapporto tra benessere, giustizia sociale e responsabilità collettiva.

L’incontro, come riporta il comunicato di Antonella Porzi, Ufficio stampa Diocesi Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino si è svolto nel pomeriggio di giovedì 14 maggio, si inserisce nel programma della festa del Santuario e ha visto la partecipazione di monsignor Felice Accrocca, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, riconosciuto a livello internazionale per i suoi studi sul francescanesimo; suor Raffaella Petrini, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano; e l’economista Carlo Cottarelli, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore. A moderare il confronto sono stati Eugenio Bonanata, giornalista di Radio Vaticana e Vatican News, e Marina Rosati, direttore delle Comunicazioni sociali della diocesi. Le loro domande hanno guidato un dialogo serrato, capace di intrecciare analisi economica, visione etica e prospettiva spirituale.

Nel suo intervento, monsignor Accrocca ha richiamato la forza rivoluzionaria del pensiero di Francesco, nato dall’incontro con i lebbrosi e maturato in un percorso di radicale revisione personale. Ha ricordato come il Santo abbia scelto la povertà non come rinuncia sterile, ma come fondamento di una comunità in cui ricchi e poveri diventano fratelli, superando le divisioni sociali del Medioevo. Il vescovo ha sottolineato l’urgenza di un’economia fondata sul bene comune e ha lanciato un appello forte: “Perdonare in senso economico significa rimettere il debito ai paesi strozzati da crisi gravissime. Non so come si possa fare, ma sarebbe un obiettivo da perseguire.” Un invito che richiama la tradizione francescana della riconciliazione, proprio nel luogo in cui Francesco fece riabbracciare il vescovo e il podestà. Accrocca ha inoltre auspicato che da Assisi possa ripartire un’attenzione rinnovata verso parole come pace e solidarietà, considerate essenziali per ricostruire un tessuto sociale capace di resistere alle tensioni globali.

Suor Raffaella Petrini ha offerto una lettura lucida del contributo francescano all’economia contemporanea, definendolo “paradossale” solo in apparenza. Ha spiegato come la povertà, nel pensiero di Francesco, non sia privazione ma centralità della persona, e come il credito, inteso come prestito e non come usura, rappresenti un modello di finanza orientata al bene comune. Ha evidenziato la necessità di un capitalismo dotato di ethos, in cui il benessere non sia esclusivamente individuale ma anche pubblico, e in cui la cura diventi parte integrante della vocazione economica. Una visione che richiama la responsabilità politica e monetaria di chi gestisce risorse e potere.

L’intervento dell’economista Carlo Cottarelli ha portato il dibattito sul terreno dei dati e delle dinamiche globali. Ha ricordato come gli ultimi ottant’anni di crescita abbiano permesso a oltre un miliardo di persone di uscire dalla povertà assoluta, ma ha anche sottolineato come la globalizzazione abbia generato nuove disuguaglianze, soprattutto nei paesi più ricchi. Negli Stati Uniti, ha spiegato, la riduzione della povertà generale è stata accompagnata da un aumento della distanza tra ricchi e poveri, con una ricchezza sempre più concentrata e sempre più difficile da tassare. Ha inoltre osservato come la mancanza della paura della guerra, dopo decenni di stabilità, abbia favorito una nuova corsa agli armamenti.

Il convegno ha anticipato una serie di appuntamenti che segnano il nono anniversario del Santuario della Spogliazione, all’interno del programma “#nulladiproprio dopo 800 anni è sempre Francesco”.

Venerdì 15 maggio, alle 18, la santa messa sarà celebrata da don Matteo Renga, parroco dell’Abbazia di San Pietro, mentre alle 21 è prevista l’Adorazione eucaristica dedicata alla pace.

Sabato 16 maggio, ore 11 alla presenza del cardinale Gualtiero Bassetti, si terrà la cerimonia di assegnazione del Premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia della fraternità”, che quest’anno ha raccolto quasi 80 proposte da tutto il mondo. I quattro progetti finalisti arrivano da Tanzania, Madagascar, Papua Nuova Guinea e India. Nel pomeriggio, alle 18, la santa messa sarà presieduta dal vicario generale don Giovanni Zampa, mentre in serata la chiesa di Santa Maria Maggiore ospiterà il concerto “Cantate Domino” – ore 21, eseguito dal coro della città di Bastia sotto la direzione del M° Piero Caraba.

La festa del Santuario si concluderà domenica 17 maggio con la messa delle 9.30 celebrata dal rettore padre Marco Gaballo, seguita dalla solenne celebrazione eucaristica delle 11 presieduta da monsignor Accrocca. Le liturgie saranno trasmesse sul canale nazionale di Maria Vision, mentre aggiornamenti e dirette saranno disponibili sui canali ufficiali del Santuario e della diocesi.

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