Teatro Lyrick, un gioiello abbandonato, riprendere con le manutenzioni è un’assoluta priorità

 
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Giornata dedicata all’orientamento per gli studenti delle scuole superiori

da Giorgio Bartolini
Teatro Lyrick, un gioiello abbandonato, riprendere con le manutenzioni è un’assoluta priorità

Giovedì ero a teatro. Una signora poco lontano da me si lamenta: la poltroncina del suo posto nel settore B del Lyrick penzola mestamente a terra. S’imbufalisce e, senza pensarci due volte, va a chiamare un addetto. Ero lì vicino. La signora gli fa notare che la poltroncina era rotta anche il 27 dicembre e che di ciò aveva avvertito un responsabile della struttura. La giustificazione: lo abbiamo detto al Comune. Chiedo spiegazioni e, con mio dispiacere, vengo a sapere, purtroppo, della noncuranza dell’amministrazione comunale verso questo gioiello culturale. La vicenda si è comunque risolta positivamente perché – guarda il caso! –il giorno successivo la poltroncina è stata prontamente riparata…

La domenica precedente, alla manifestazione delle scuole organizzata sempre al Lyrick dai Priori del Piatto di S. Antonio, alla quale era presente anche la sindaca, l’insegnante si è scusata perché la pedana girevole del palco non funzionava. Ma questo non è tutto. Infatti la bacheca esterna del teatro è rotta; i bagni uomini e donne sono chiusi;molte delle poltroncine sono sbilenche e quindi scomode; i camerini sono malconci con tende strappate e briciole di pane secco in terra. Di positivo – si fa per dire – ci sono i secchi pronti per evitare gli allagamenti in caso di pioggia.

Una considerazione: questo teatro è uno dei più belli e tecnologicamente avanzati d’Italia, inaugurato il 28 Maggio 2000 con la meraviglia, la commozione e l’orgoglio dei cittadini presenti, vero e proprio vanto di Assisi e dell’Umbria intera.

Capisco che questa amministrazione è affaccendata con spese folli a manifestazioni pseudo culturali che poco o nulla portano al turismo, ma LE MANUTENZIONI VANNO FATTE.

Nei quasi tre anni di questa “nuova” amministrazione purtroppo il degrado la fa da padrone nel nostro territorio. Le strade e piazze avvallate, piene di buche, rendono la circolazione difficoltosa; i marciapiedi “sgarrupati” e alcuni pali dell’illuminazione pubblica arrugginiti. Non poche lampade sono spente, gli alberi non vengono potati. In questo periodo nessuna opera importante è stata realizzata, a segno della totale incapacità progettuale di questi amministratori. Il minimo sarebbe quello di fare le manutenzioni essenziali, senza ogni volta furbescamente darne la colpa alla qualità delle opere realizzate dalle passate amministrazioni. È di comune e immediata evidenza che, per quanto ben costruito, con gli anni ogni edificio o manufatto ha bisogno di riparazioni e di continua attenzione, cose alle quali la Sindaca e la sua “efficientissima” giunta non hanno né voglia né tempo di pensare. Per questo vorrebbero cavarsela accusando i sindaci del passato per giustificare il loro totale disinteresse per tutto quello che non siano cerimonie, parate, feste e annunci a vuoto.

In apparenza sono piccole cose. Tutte questioni di poco conto, se confrontate con i grandi problemi economici di molte famiglie e del disagio vissuto da molti giovani. Ma se gli amministratori non sono in grado di rispondere a queste emergenze, almeno si limitino a fare le manutenzioni minime e bloccare il degrado del territorio.

Facciamo un altro esempio:è mai possibile che i cittadini debbano ancora sopportare la sciagurata decisione dell’amministrazione di “sperimentare” una “rotondina” (che probabilmente non servirà a nulla!) in via Ermini, posizionando in mezzo alla strada blocchi e sacchetti colorati di plastica per delimitare quella che vorrebbe essere una rotonda? Ormai da due anni perdura questa sciatta situazione:  in mezzo alla strada è cresciuta l’erba, muta ma eloquente dimostrazione dell’inefficienza di chi ci amministra. È questo lo spettacolo che vogliamo offrire ai nostri turisti? Ma non ci vergogniamo? All’inizio si diceva di dar tempo a questa amministrazione per imparare, ma ora, dopo quasi tre anni, si vede che non è questione di tempo ma di capacità, o meglio di incapacità. Come al solito, a pagarne le conseguenze sono i cittadini, cioè noi tutti.

 

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