Cantico sotto le stelle: arte e spiritualità

Cantico sotto le stelle: arte e spiritualità
Credits: I’m On Your Side - Simone Repele, Sasha Riva - Les Etoiles, Milano, foto Graham Spicer

Musica, danza e poesia per il “Cortile di Francesco”

ASSISI – Un’esperienza artistica che è anche preghiera, celebrazione, impegno, così si presenta “Il Cantico delle Creature. Sotto le stelle di Assisi”, lo spettacolo evento ideato da Vittoria Cappelli e Daniele Cipriani, in programma domenica 21 settembre alle 21:30 nella suggestiva Piazza Inferiore di San Francesco, ad Assisi, secondo quanto riportato da Simonetta Allder – Ufficio Stampa Daniele Cipriani Entertainment.

Un luogo che da secoli parla al mondo di spiritualità, bellezza e pace accoglie un progetto che unisce musica, danza, parola e arte visiva, in chiusura del prestigioso ciclo culturale del “Cortile di Francesco”, promosso dai Frati Minori Conventuali della Basilica di San Francesco.

Lo spettacolo, che rientra anche nel calendario ufficiale del Giubileo 2025 “Pellegrini di Speranza”, è riconosciuto dal Ministero della Cultura tra i Progetti Speciali 2025 per l’ambito danza, e celebra in modo speciale l’ottavo centenario della composizione del Cantico delle Creature, scritto da San Francesco d’Assisi nel 1225. Un anniversario che richiama non solo la forza poetica e spirituale di quell’inno alla vita, ma anche la sua straordinaria attualità.

L’edizione 2025 del “Cortile di Francesco”, la undicesima, è intitolata “Cre-AZIONE”, un gioco di parole che sintetizza lo spirito dell’evento: creatività come atto di pace, come risposta alla frammentazione del nostro tempo. “La creatività – spiega fra Giulio Cesareo, OFMConv del Sacro Convento – è l’arte di scoprire ciò che si cela nelle pieghe della realtà, portando alla luce significati che incarnano bellezza, armonia e pace. L’arte autentica diventa rivelazione, fraternità, un bene da svelare più che una conquista da ottenere”.

E in questo senso, “Il Cantico delle Creature. Sotto le stelle di Assisi” diventa un viaggio estetico e spirituale, dove linguaggi diversi si fondono per raccontare un’unica storia: quella della bellezza che salva, della pace che si costruisce anche attraverso l’arte, del dialogo tra i popoli e le culture.

A tenere il filo narrativo dello spettacolo sarà la giornalista e conduttrice Paola Saluzzi, che accompagnerà il pubblico in un racconto fatto di emozioni, memoria e contemplazione. “Raccontare San Francesco attraverso la bellezza dell’arte è come camminare su una soglia tra terra e cielo”, ha dichiarato, sottolineando il valore universale del messaggio francescano.

Sul palcoscenico allestito nella piazza antistante la Basilica Inferiore, si alterneranno artisti di fama internazionale: il danzatore madrileno Sergio Bernal, il duo poetico della danza Sasha Riva e Simone Repele, la compagnia Komoco della coreografa Sofia Nappi. Accanto a loro, le voci evocative di Eleonora Bordonaro, Paz de Manuel, Elisa Marongiu e Claudia Ugenti, che renderanno omaggio alla figura di San Francesco in dialetti e lingue che spaziano dalla Sardegna alla Sicilia, dal Salento fino all’Andalusia.

L’arte visiva avrà un ruolo altrettanto potente, con gli interventi del critico d’arte Costantino D’Orazio, Direttore dei Musei Nazionali dell’Umbria, che guiderà gli spettatori in una narrazione tra passato e presente. I suoi interventi saranno accompagnati da videoproiezioni firmate Maxim Derevianko, in cui le Chiese Superiore e Inferiore della Basilica, gli affreschi di Giotto, e persino il Bosco di San Francesco (la “Selva”, come lo chiamano i Frati) faranno da scenografia naturale a performance coreografiche cariche di significato.

Tra le performance più attese ci sarà “PAX”, creazione dello stesso Sergio Bernal, danzata sulle note della cantante andalusa Paz de Manuel, e “La vita è bella”, tributo al celebre film di Roberto Benigni coreografato dal duo Riva & Repele. La compagnia Komoco presenterà invece “Pupo”, un pezzo ispirato alla fiaba di Pinocchio, simbolo di quel percorso umano che ci conduce a diventare veramente “persone”, capaci di sentimento, compassione e sogno. Il gran finale sarà affidato al Cantico delle Creature, recitato coralmente dalle cantanti, ciascuna nel proprio idioma, mentre la danza di Bernal evocherà l’unione perfetta tra la dimensione terrena e quella spirituale.

Lo spettacolo non è solo arte: è testimonianza, azione, profezia. Lo ricorda la stessa figura di San Francesco, che nel 1219, durante la quinta Crociata, si recò dal Sultano d’Egitto al-Malik al-Kāmil, cercando un dialogo di pace in mezzo alla violenza. Un gesto rivoluzionario per il tempo, che oggi viene riscoperto come uno dei primi esempi storici di dialogo interreligioso. Fu uomo di azione e di creazione, ideatore del primo Presepe, ma anche poeta, autore di uno dei primi componimenti in volgare italiano. E in questo solco si inserisce l’intento dello spettacolo, che vuole essere una lode alla vita, un canto alla fratellanza, una preghiera per la pace, costruita con i mezzi della bellezza.

Il titolo stesso, “Toccare il cielo con un dito”, è una dichiarazione d’intenti. Vuole evocare quel momento in cui l’arte si fa ponte verso l’invisibile, quando l’estetica diventa esperienza spirituale e la bellezza apre uno spiraglio sul divino. Sotto le stelle di Assisi, lo spettacolo sarà dunque un pellegrinaggio interiore, un invito a scorgere nel cuore stesso di Dio quell’armonia che l’uomo, con fatica, continua a cercare.

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