Concerto Basilica Règia, il tema “cultura” ad Assisi, il pensiero di Umberto Rinaldi

 
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da Umberto Rinaldi
Concerto Basilica Règia, il tema “cultura” ad Assisi, il pensiero di Umberto Rinaldi
ASSISI – Fa discutere e spesso con accenni polemici il tema “cultura” nella nostra Assisi. A torto o a ragione, comunque è argomento che interessa tutti e tutti comprendono: cultura è il motore che fa girare la ruota della nostra vita, morale innanzitutto e anche economica. Ma non si riflette abbastanza sull’evidenza che di per sé la nostra Assisi è già “cultura” e molto spesso basta lasciarla (=facilitarla) al suo cammino che da sola (= e bene aiutata) produce meglio anzi molto meglio di chi vorrebbe metterci mano…

Dalle parole ai fatti: in quest’ultima settimana di maggio, dopo i precedenti eventi, dal Calendimaggio alla venuta della signora Merkel, nell’attivo e affollato Oratorio di Santa Chiarella s’è tenuto un altro concerto jazz, Ezio Ranaldi e suo complesso, assoluta rarità nel nostro ambiente cittadino.

A seguire l’inaugurazione di una Mostra di pittura del ‘900 a palazzo Bonacquisti con la presentazione del critico Sgarbi; infine, a chiusura settimana, sabato il Padre Giuseppe Magrino con un concerto alla Basilica Superiore da non trovare posto nemmeno in piedi. Ma non si può dimenticare che questa stessa settimana, da domenica a domenica, è stata tutta dedicata al Santuario della Spogliazione con Celebrazioni, incontri con illustri personalità del mondo religioso e politico, spettacoli in tema, inaugurazione della Mostra della Memoria.

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E non possiamo peccare di campanilismo, non sollevando lo sguardo al di là delle mura a quanto è stato realizzato nelle nostre Frazioni, sempre in moto nel testimoniare “cultura”.
Riferire del tutto accaduto in questa settimana risulta dunque impossibile anche ad un critico di penna, se non invitare ad una maggiore attenzione alle felici capacità delle associazioni e singoli del nostro territorio che esprimono preparazione e inventiva artistica nel terreno assisano e parchi innesti venuti da fuori, se ce ne sia bisogno.

Infatti promuovendo la cura delle radici culturali e sostenendo l’attiva presenza di mani autoctone che si ottiene migliore frutto, ma non preconcetta chiusura all’intervento di professionalità esterne al fine di colmare vuoti di offerta ambientale, come ad esempio è stato ultimamente realizzato per la formazione di un’orchestra sinfonica del tutto assente ad Assisi.

Veniamo all’evento di sabato sera
, il Concerto alla Basilica Règia in occasione della dedicazione della Basilica. Chiusura della settimana in bellezza da fuochi d’artificio per la qualità eccellente dell’esecuzione di un programma musicale davvero entusiasmante, solisti-Coro-Orchestra sotto la bacchetta del Padre Giuseppe Magrino. Già lo stampato del programma donava la riproduzione della bolla “Is qui ecclesiam suam” di Papa Gregorio IX, Laterano 22 aprile 1230. Apriva il concerto l’Ouverture in Re magg. del conventuale P. Antonio M.Amone (1768-1848),ricca di affascinanti influssi di stile napoletano, sua terra di origine.

A seguire con l’inserimento del doppio Coro un raro Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) con l’Offertorio “Venite Populi”, composizione molto ammirata da Johannes Brahms. Quindi la “Kronungmesse”, Messa dell’Incoronazione, per soli-coro-orchestra, da rapire anche il più sordo degli ascoltatori! Infine il “Magnificat” di Franz Schubert (1797-1828), composizione che prelude il sinfonismo ottocentesco.

Grandi applausi ai bravissimi esecutori, Francesca Bruni soprano, Elisabetta Pallucchi contralto, Davide Sotgiu tenore, Daniele Bonacci basso e il Coro e Orchestra della Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco e soprattutto al grande instancabile direttore P. Giuseppe Magrino. Inevitabile la richiesta del bis! Alla quale è stato risposto con l’Alleluja dal Messia di Handel, che ha dato voce al significato spirituale della serata. Ecco dunque concretamente cosa sia “cultura di Assisi” estranea ad atteggiamenti autotarchici . Altro è “cultura in Assisi” quando cioè Assisi si vorrebbe, con vista corta, solo contenitore di eventi ospitati.

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