Patricia Urquiola a UniversoAssisi cosa unisce la letteratura e il design?

Patricia Urquiola a UniversoAssisi cosa unisce la letteratura e il design?
Patricia Urquiola

di Matteo Ciambrusco,
a cura di Oicos riflessioni
Patricia Urquiola a UniversoAssisi cosa unisce la letteratura e il design? Patricia Urquiola con Gianluigi Ricuperati sarà ospite di UniversoAssisi, martedì 24 luglio, alle ore 19,30 in Piazza del Comune. Cosa unisce la letteratura e il design? Il progetto la Stanza di Proust, questo il titolo dell’incontro Patricia Urquiola, classe 1961, nasce ad Oviedo cittadina del nord della Spagna antica capitale del regno delle Asturie. È una delle più grandi designer contemporanee, personaggio poliedrico che parla fluentemente spagnolo, francese ed italiano.

Studia Architettura alla facoltà di Madrid per poi passare senza apparente spiegazione al Politecnico di Milano laureandosi nel 1989, presentando una Tesi a cavallo tra design e Architettura incentrata sulla Domotica, suo relatore è Achille Castiglioni.

Ed è in Italia che affonda le sue radici prima come assistente di Castiglioni e Eugenio Bettinelli, poi una lunga collaborazione con Maddalena De Padova. Ha collaborato con Vico Magisrtettie come responsabile del gruppo design dello studio di Piero Lissoni.

Il suo lavoro a Milano le dà la possibilità di lavorare girando in tutti gli angoli della terra. Appassionata della casa in tutte le sue sfaccettature è pronta ad affrontare ogni tipo di progetto che le viene proposto e lavora sia da architetto sia come pura designer.

Vive a Milano e la casa dove abita lavora è la stessa in cui lavora ed in questo amalgama si riflette anche il suo modo di vedere le cose.

Progetta di tutto: poltrone, sedie, divani, letti, armadi, porcellane, tavoli, allestimenti e architetture, scenografie e case private, il suo è un curriculum da vero designer-architetto a tutto tondo. Patricia vie insignita anche di molti riconoscimenti internazionali tra cui Good Design Award, Red dot Design Award, Design Prize Best System Award, Designer dell’anno secondo Elle Decor, Designer dell’anno secondo Wallpaper, AD Spain, Elle Decor International, Architekturen Wohnen Magazine. Designer del decennio secondo le riviste tedesche “Home” e “Häuser“.

Un’idea della concezione del suo fare design ed architettura, si manifesta in questa dichiarazione fatta a Giorgio Terruzzi nell’articolo Patricia Urquiola: confessioni di una mente geniale pubblicata su Icon Design (http://www.icondesgni.it):

“… so di poter contare su un lato femminile un po’ materno. E so che la memoria e l’esperienza sono fatte di curiosità, alimentate da una serie di cortocircuiti che collegano frammenti all’apparenza distanti. Se lavori a un progetto industriale hai a che fare con una serie di calcoli ma anche con la possibilità di rompere alcuni schemi. Serve un’intuizione e le intuizioni sono mosse dall’emotività. Ma non sta tutto lì, altrimenti il tuo approccio sarebbe simile all’approccio di un’artista. Così, si tratta di comporre una metrica, un mix, una specie di ricetta applicata a un determinato contesto che è diverso da ogni altro. Mi hanno chiamato in Giappone, il luogo dove vorrei trascorrere il mio anno sabbatico per incontrare grandi maestri delle tecniche della ceramica, del bambù e della porcellana. Tecniche da rivisitare… Pensavo di sapere come muovermi. Macché. C’è sempre una pagina bianca che compare davanti a te. Chiede implicitamente e immediatamente una reazione, un’applicazione. Se parliamo del rapporto tra design e industria, abbiamo a che fare con una storia straordinaria che affronta e risolve problemi molto complessi.

È qualcosa che incide nel costume, talvolta in modo diretto, altre volte in modo indiretto, soprattutto in un tempo in cui gli interventi pubblici votati a un cambiamento sociale sono bloccati. Questo, come al solito, innesca altre opportunità, mette in circolazione qualche virus contagioso che magari produrrà una narrazione diversa rispetto al passato, da offrire ai nostri figli. Sto pensando alla duttilità di molte aziende che investono e si evolvono, rispettando le condizioni di chi lavora e produce secondo metodi e tempi propri, molto artigianali. L’abbiamo fatto in India come in Sardegna. Sto pensando al valore delle sinergie che mettono in contatto esigenze e bisogni. Progettisti, aziende autenticamente connessi alla realtà, al clima, all’acqua, all’aria. Come ci poniamo, per esempio, di fronte all’acqua, considerando questo tempo, il tempo che verrà? Ragionando in termini evoluti sulle rubinetterie, sulla vita dei prodotti, sui risparmi energetici, i materiali riciclabili. Io ne sono convinta: ci troviamo solo all’inizio di un altro grande cambiamento. E penso che siano disponibili molte strade da percorrere. Il motivo è semplice: abbiamo a che fare con una professione storicamente e naturalmente vicina all’evoluzione della società».

Ha disegnato la linea di parquets Biscuit per Listone Giordano. Il sito ufficiale di Patricia Urquiola: www.patriciaurquiola.com

 

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