Pincio, Maurizio Terzetti, il sogno da mettere a dimora

Pincio, Maurizio Terzetti, il sogno da mettere a dimora

Pincio, Maurizio Terzetti, il sogno da mettere a dimora

La prossima settimana promette di chiudere la vicenda del Pincio, cominciata a metà dello scorso dicembre. Promette, cioè, di riaprire il Pincio in occasione di “Inalberiamoci”, la kermesse sul verde di Assisi che darà molto spazio a vari “consigli” esterni alla città su come gestire e vivere, oggi, il patrimonio arboreo ereditato aggiungendoci qualcosa, cercando anche di incrementarlo.

Il 22 maggio, mercoledì, nella Sala della Conciliazione, sarà illustrato il progetto di riqualificazione del Pincio, il 26 si metterà a dimora una pianta monumentale nel Parco, che il giorno dopo sarà anche metà di una visita guidata alla lecceta.

Da qui scatterà quel lasso di tempo di almeno un anno promesso per dare attuazione al progetto di riqualificazione del Parco.Senza tornare sui circa sei mesi di chiusura imposti al Pincio e sul tormentone che è stato animato anche da me al riguardo, credo che oggi – culturalmente e non politicamente – vadano riaffermati questi punti:

– Il Parco Regina Margherita è il Pincio e il forte apparato simbolico ed emotivo di questo nome non va mai tolto ad Assisi, anzi va utilizzato in qualunque futura forma di marketing: è il Pincio il sogno assisano che si deve mettere a dimora per il futuro di tutto il Parco Regina Margherita.

– Il Pincio va aperto all’altezza del muro di cinta del Convitto Nazionale in cima a via dell’Eremo delle Carceri, per il mondo dei runner e per ogni tipo di attraversamento dolce della città nella sua natura, sul confine con le ormai prossime pendici del monte Subasio.

– Il Pincio di domani va realizzato, prima di tutto, come moderno punto di incontro fra la comunità di Assisi che risiede nel centro storico e la comunità decentrata oltre Porta Cappuccini, ne va fatta un’area da rendere viva e attiva per ogni tipo di iniziativa in grado di riunire, nel sogno del Pincio, la città di ieri e quella di oggi.

– Il Pincio, messo in moto a partire da queste motivazioni, non potrà non diventare un centro per eventi e appuntamenti utili in maniera originale allo sviluppo della città.Ci sarà tutto questo nel progetto promesso?

 

1 Commento

  1. Come volevasi dimostrare, il 22 maggio è andata buca. Chi si aspettava proposte ma soprattutto progetti di riqualificazione è rimasto con un “palmo di naso”. Tutto si è risolto con la messa a dimora di un albero che tra duecento (200) anni sarà colpito da un raggio di sole che rallegrerà i nostri futuri concittadini. Che amministrazione lungimirante ci ritroviamo! Caro Terzetti.

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