Canone concordato, Assisi prima città in Umbria a sottoscrivere il nuovo accordo

Aliquota IMU ridotta allo 0,5%, agevolazioni per famiglie e studenti universitari

Canone concordato, Assisi prima città in Umbria a sottoscrivere il nuovo accordo

ASSISI – Il Comune di Assisi, primo tra i municipi umbri, ha sottoscritto oggi il nuovo Accordo territoriale per la stipula dei contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato con i sindacati di categoria, facendo seguito al Dm 16 01 2017 del ministero Trasporti e Infrastrutture  (pubblicato nella GU 62 del 15 O3 2017) con il quale si rinnova la Convenzione Nazionale in ambito di contratti a canone concordato.

Il Sindaco Stefania Proietti nell’atto della firma ha ringraziato i referenti delle Associazioni inquilini e proprietari immobili e le agenzie immobiliari presenti.

Un accordo che – come specificato dal Sindaco – apre la strada ad una serie di facilitazioni. Confermata l’aliquota IMU ridotta: ad Assisi (situazione pressoché unica a livello provinciale) l’aliquota è dello 0,50% (anziché 0,86%) ed è estesa a tutti i tipi di locazione stipulati in base a detti accordi locali. Rimarrà invariata anche nel caso in cui vi siano più immobili da affittare; da sottolineare come in Umbria siano solo 7 i Comuni che hanno confermato la riduzione IMU. Tale riduzione include i contratti di locazione transitori ed i contratti di locazione per studenti universitari.

Una decisione, quella dell’applicazione dell’aliquota IMU in forma ridotta, assunta dall’Amministrazione Proietti per andare incontro alle famiglie, lavorando in favore del ripopolamento del centro storico  e garantendo al contempo condizioni favorevoli per i locatori. Un incentivo per consentire l’affitto di abitazioni altrimenti non occupate.

Il Canone concordato per le locazioni era stato introdotto nel 2015, sottoscritto dalle associazioni di categoria dei proprietari e degli inquilini e modificato nell’aprile del 2016.

L’Accordo è stato rinnovato oggi  dopo il via libera del Consiglio Comunale di Assisi risalente allo scorso 26 febbraio, con cui è stata già approvata la riduzione dell’aliquota IMU per l’anno di imposta 2018. Un accordo che si è rivelato molto utile per l’azzeramento delle liti tra proprietari ed inquilini agevolando entrambe le categorie. Dal marzo 2016 al marzo 2018 sul territorio comunale sono stati stipulati 1200 contratti di locazione a canone concordato: nessuno di questi è mai finito sinora in contenzioso.

Invariati dal 2015 i canoni di locazione, con lieve incremento solo per le Frazioni: “il mancato adeguamento – spiega Cristina Piastrelli, SUNIA –  costituisce un valido strumento per calmierare il mercato, soprattutto considerando la scarsità di alloggi popolari”.

Tutte le Associazioni presenti hanno espresso pareri lodevoli verso le decisioni assunte dalla Giunta Proietti che, oltre alla riduzione IMU, incideranno favorevolmente anche per la riduzione di pressione fiscale che si avrà grazie al mancato aumento della TARI, che si verifica invece in tutti i comuni limitrofi.

In base al documento delineato dal Comune di Assisi con le associazioni di categoria sono previsti benefici e rilevanti sgravi fiscali per le singole persone, le famiglie e gli studenti universitari.

Il dettaglio dell’accordo sarà pubblicato a breve sul sito del Comune di Assisi.

A firmare il documento erano presenti:

Cristina Piastrelli, pres. Regionale SUNIA (insieme a Rossano Iannoni, segretario regionale); Giacomo Nucci, segr. regionale ASPPI; Giuseppina Balducci, Pres. Unione Piccoli Proprietari Immobiliari Umbria; Armando Fronduti, Pres. Confedilizia Umbria; Marta Serpolla, Pres. Federcasa Umbria; Isabella Montanari, delegato regionale UNIAT;  Gino Bernardini, segretario regionale SICET; Aurel Ribac, segretario regionale Unione Inquilini.

 QUALI SONO LE AGEVOLAZIONI derivanti dal CANONE CONCORDATO?

  • Cedolare secca ridotta al 10% con contratti agevolati. Il proprietario paga solo il 10% di Irpef e nessuna imposta di registro.
  • La detrazione a favore degli inquilini con contratti a canone concordato è pari a euro 247,90 o a euro 495,80 l’anno, a seconda del reddito.
  • Gli inquilini non pagano più l’imposta di bollo o di registro
  • Per i lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza nel Comune di lavoro o limitrofo la detrazione è di euro 992 o di euro 496 l’anno, a seconda del reddito. La detrazione spetta solo nei primi tre anni se il Comune di nuova residenza è ad almeno 100km e in una regione diversa da quella precedente.
  • Per i giovani inquilini di età compresa fra 20 e 30 anni la detrazione è di 992 euro se il reddito complessivo non supera i 15.494 euro. La detrazione spetta solo per i primi tre anni e l’abitazione deve essere diversa da quella dei genitori.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*