Minaccia gli agenti di Polizia del commissariato di Assisi, in carcere

Lite in centro ad Assisi, denunciate due persone per lesioni aggravate
Commissario Capo e vicequestore aggiunto Francesca D. Di Luca

Minaccia gli agenti di Polizia del commissariato di Assisi, in carcere Nei giorni scorsi è stata eseguita dagli agenti del Commissariato di Assisi un’ordinanza di aggravamento di misura cautelare disposta dalla Prima Sezione Penale della Corte di Appello di Firenze nei confronti di un assisano, 29enne, pluripregiudicato e imputato del delitto di rapina pluriaggravata in concorso per il quale è già stato condannato in primo grado, all’esito del giudizio abbreviato, alla pena di anni 5 di reclusione ora in attesa del giudizio di appello.

L’uomo era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Tordandrea.

Nel mese scorso gli agenti della Volante recatisi presso la sua dimora per i previsti controlli non l’avevano trovato e quindi, constatandone l’evasione, lo avevano denunciato in stato di libertà per il prescritto reato.

Appena rivede gli agenti li minaccia

Il giorno successivo altri operatori di polizia si recavano nuovamente presso l’abitazione dell’assisano per redigere gli atti formali per la contestazione del reato di evasione ed è a quel punto che l’imputato si rendeva protagonista di una serie di gravi minacce nei confronti degli agenti che il giorno prima avevano effettuato il controllo.ù

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L’uomo, in preda all’ira, proferiva minacce gravi indirizzate non soltanto verso i poliziotti ma anche ai loro figli, reiteratamente minacciati di morte anche con l’uso di un’arma che vantava di avere a disposizione.

Sulla base delle informative redatte dal personale di polizia circa il reato di evasione capace di denotare l’assoluta indifferenza alle prescrizioni dell’autorità e l’atteggiamento gravemente minaccioso posto in essere nei confronti dei poliziotti, la Corte di Appello decideva di revocare la misura cautelare degli arresti domiciliari e di sostituirla con quella in carcere, l’unica idonea  a quel punto a bloccare il rischio di reiterazione di delitti della stessa specie di quelli per cui si procedeva ovvero gravi delitti con uso di armi.

Disposta la revoca dei domiciliari, gli agenti dell’Ufficio Anticrimine del  Commissariato  procedevano prontamente alla cattura dell’assisano presso la sua abitazione per essere condotto presso il carcere di Capanne.

 

 

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