Ripulita la storica fontana lungo la vecchia strada per il Subasio

 
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Ripulita la storica fontana lungo la vecchia strada per il Subasio

Era irriconoscibile

Nel giro di tre giorni, da sabato 21 a martedì 24 novembre, Fonte Maggio, la fontana alla quale tutti gli assisani e i forestieri di qualche tempo fa hanno attinto un po’ d’acqua fresca andando alle Carceri e al Subasio, è stata liberata da tutti gli sterpi che da qualche anno erano cresciuti a dismisura sulla sua sobria architettura gradevolmente montanara.

I pochi passanti lungo quella che, fino all’inizio degli anni Sessanta, era la strada carrozzabile per il monte assisano, ormai non erano più in grado di riconoscere la gloriosa Fonte Maggio, posto storico di amicizie, di incontri, di convivialità e di ristoro negli anni in cui la comunità di Assisi era ricca e vivace.

La segnalazione e il “pronto intervento” dei confratelli

E’ bastato segnalare il degrado della Fonte e della strada sul cui ciglio essa è stata costruita per far affluire moltissime reazioni di rimpianto, di censura e di critica, di inviti e sollecitazioni a fare, a operare, subito, senza aspettare nessun altro tipo di adesione allo sdegno, condiviso da molti, per la sorte toccata a quell’angolo di Assisi nascosto fra le prime balze del Subasio.

Così, i confratelli della Venerabile Confraternita di Santo Stefano Protomartire di Assisi Fabrizio Brufani, Enrico Alessandretti, Giuseppe Bertoldi e Stefano Gregori, insieme con Francesco Bolletta, entusiasta volontario assisano, hanno preso l’attrezzatura giusta e, informate e rassicurate le autorità forestali sulla natura del loro intervento, in meno di una mattinata di fine lavoro hanno sfalciato, tagliato, accorciato, segato, reciso ogni sorta di sterpaglia cresciuta invasivamente su Fonte Maggio.

Appuntamento a maggio 2021

Il risultato del loro intervento è eccellente, l’esempio che hanno dato è estremamente “contagioso”, termine che una volta tanto si può usare nel bene e nella bellezza.

Un “pronto intervento” di questa natura, a servizio di cultura e società locali, molte città e paesi vorrebbero averlo.

Ad Assisi è sorto così, spontaneamente, e, come si vede dall’attività recente della Confraternita, copre una gamma di possibilità veramente a tutto campo.

Adesso, Fonte Maggio si gode di nuovo il sole di novembre e aspetta quello robusto di maggio.

“Ben venga Fonte Maggio” si canterà e si danzerà, si reciterà e si sognerà a maggio del prossimo anno se, come in molti ormai sperano, un po’ d’acqua sarà stata portata alla Fonte, se  la storica terracotta di Francesco Prosperi, trafugata da molto tempo, potrà essere sostituita da una copia da rimettere sul fronte della Fonte e se, intanto, una sistematina alla strada potrà renderla praticabile da tutti.

Fonte Maggio, un legame viscerale con Assisi

Va fatto, tutto questo va fatto, e non può essere la Venerabile Confraternita a farlo.

Sarebbe un grave peccato non farlo. Fonte Maggio e la sua strada, già adesso, danno l’idea di essere una cosa sola con la città madre, qualche centinaio di metri più a valle, e passarci assomiglia tanto a quell’inoltrarsi fra i vicoli di Assisi che tanto piace a tutti.

Sembra proprio che un mago bizzarro abbia trapiantato quassù, a pochi minuti di sentiero dalle Carceri, una viuzza fiorita di dentro le mura della città di Francesco.

da Maurizio Terzetti

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