Studio: metà degli studenti soffre d’ansia legata alla matematica
L’Istituto Serafico di Assisi ha pubblicato uno studio condotto su studenti delle scuole superiori, rivelando che la cosiddetta “ansia matematica” incide negativamente sulle prestazioni scolastiche. Il problema non si limita agli anni scolastici, ma può persistere nell’età adulta, influenzando la percezione di sé, la fiducia personale e l’interazione sociale. Lo studio è stato realizzato con il supporto del Centro Studi per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento e del Centro Ricerca InVITA.
L’indagine è stata effettuata su un campione di 100 studenti delle scuole superiori, con l’obiettivo di esplorare la correlazione tra stati ansiosi e rendimento nella matematica. I dati hanno mostrato che alti livelli di ansia, con una media di 21,79 punti su una scala che va da 9 a 45, sono collegati a risultati significativamente peggiori nei test matematici. In particolare, i partecipanti con elevata ansia hanno ottenuto punteggi più bassi rispetto a coloro con livelli più bassi di ansia. Il 42,47% degli studenti ha evidenziato un peggioramento delle prestazioni, con una riduzione media del punteggio da 17,03 a 14,87 punti nei test.
Gli strumenti utilizzati per questa ricerca sono stati la Battery for the Assessment of Calculation Ability, una serie di test impiegata nelle scuole italiane per valutare le competenze matematiche, e l’Abbreviated Math Anxiety Scale (AMAS), un questionario di 9 elementi per misurare l’ansia specifica verso la matematica. È stato inoltre impiegato lo State and Trait Anxiety Inventory (STAI-Y), un altro strumento che permette di distinguere l’ansia legata alla matematica da altre forme di ansia, come quella di tratto o di stato.
Il punteggio medio nel test finale è stato di 16,37 punti, dimostrando una connessione tra ansia e difficoltà nelle prove di calcolo. Secondo Gianni Lanfaloni, psicologo e responsabile del Centro DSA dell’Istituto Serafico, l’ansia matematica è un fenomeno specifico che si manifesta solo di fronte a compiti legati ai numeri. Non si tratta quindi di una forma generica di ansia, ma di una reazione particolare che può influire sia emotivamente che fisicamente, e che nei casi più gravi può sfociare in una fobia.
Lo studio suggerisce inoltre che questa forma d’ansia possa nascere da insuccessi scolastici ripetuti, ma può anche esserne la causa. Una volta innescata, l’ansia aumenta, peggiorando ulteriormente i risultati, rendendo difficile raggiungere il livello di competenze richiesto in base all’età o al percorso scolastico. Gli effetti non si limitano al rendimento scolastico: l’ansia può infatti rafforzarsi nel tempo, fino a stabilizzarsi in età adulta, condizionando la percezione di sé, la propria autostima e i rapporti sociali.
Lanfaloni ha inoltre sottolineato come la paura di fallire, l’imbarazzo, l’umiliazione, o semplicemente il timore di ricevere un voto basso, possono peggiorare l’ansia. In situazioni estreme, ciò può comportare problemi comportamentali. Utilizzare strumenti di valutazione come l’AMAS permetterebbe di identificare precocemente gli studenti a rischio, offrendo loro il supporto adeguato.
Lo studio condotto dall’Istituto Serafico è stato coordinato da un team di esperti, tra cui Massimo Piccirilli, Sandro Elisei, Gianni Alberto Lanfaloni, Livia Buratta, Beatrice Ciotti, Alessandro Lepri, Cristina Azzarelli, Silvia Ilicini, e Patrizia D’Alessandro, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Frontiers in Psychology.
In conclusione, la ricerca evidenzia la necessità di modificare le strategie di insegnamento della matematica. Secondo Lanfaloni, gli insegnanti dovrebbero abbandonare l’idea che solo chi ha una predisposizione naturale possa eccellere in matematica, e riconoscere l’importanza dell’aspetto emotivo nell’apprendimento. Promuovere esclusivamente il ragionamento logico non sembra essere la soluzione più efficace per affrontare le difficoltà legate alla matematica. Al contrario, l’integrazione di approcci che tengano conto delle emozioni degli studenti potrebbe facilitare il superamento di questa forma specifica di ansia.

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