PUC di Santa Maria degli Angeli, la verità sulla vicenda

PUC di Santa Maria degli Angeli, la verità sulla vicenda Dopo anni di incuria totale, il Comune di Assisi, tramite apposita convenzione approvata in Consiglio comunale e frutto del buon senso di tutte le parti interessate, è riuscito a fissare precisi obblighi per il gestore del PUC, tra i quali, quello di garantire il taglio dell’erba, la pulizia e il decoro di tutta l’area PUC, anche del comparto A che è quello della zona intorno alla vecchia fornace.

Il “water e gli altri rifiuti” che emergerebbero dalle “pulizie di un privato” dopo “la segnalazione di un media locale” sono in realtà i primi riscontri dell’attuazione degli obblighi contenuti nella “nuova” convenzione urbanistica tra il Comune di Assisi e il soggetto attuatore del PUC di Santa Maria degli Angeli, al quale va in tal senso dato merito.

Ecco perché “il privato taglia l’erba” ed emerge il degrado dei rifiuti nascosti lì da anni ad opera di qualcuno che in modo irrispettoso e senza scrupoli ha voluto disfarsene.

La notizia è quindi una “buona notizia” di attuazione di uno degli obiettivi programmatici di questa amministrazione: la cronica staticità dell’area PUC – fonte di preoccupazione e degrado della città – è stata scossa ed ha ricevuto impulso pro-attivo con la modifica della convenzione urbanistica, fortemente voluta dall’amministrazione Proietti e approvata lo scorso giugno dall’unanimità del Consiglio comunale.

Ricordando, semmai ce ne fosse ancora bisogno per gli smemorati, che uno dei tre punti fondamentali della convenzione era ed è proprio il decoro dell’area PUC, tutta e non solo di una parte. Tant’è vero che già nell’immediatezza successiva all’approvazione della convenzione, il soggetto attuatore aveva ripristinato il decoro del sub ambito B del Puc stesso, mentre ha, invece, dato corso al ripristino del decoro del sub ambito A (la zona ex fornaci) nel momento più opportuno dal punto di vista meteorologico e stagionale e comunque prima delle solennità francescane.

Il non voler “dare CaesariquaeCaesaris” è un insulto per i Cittadini che hanno creduto e sostenuto questa amministrazione, per la Città di Assisi ma, anche, per la stessa “certa stampa” che dà l’impressione di dover ricorrere a certe “bassezze” per “farsi leggere”.

È utile riportare, quindi, una sintesi della nuova convenzione urbanistica PUC di Santa Maria degli Angeli in quanto evento di portata rilevante.

Una storia che comincia nel 2003

È una vicenda che parte dal lontano 2003 quella del progetto di riqualificazione urbana di Santa Maria degli Angeli, noto come PUC, cofinanziato dalla Regione Umbria, e poi stravolto rispetto all’idea originaria.

L’Amministrazione Proietti lo ha trovato in una situazione apparentemente senza futuro, bloccato e in condizioni di abbandono (tranne per una parte del centro commerciale Le Cave). Grazie ad un ampio, serrato, ma costruttivo dialogo con la proprietà, nell’aprile 2018, è arrivata la proposta, da parte della Michelangelo (Soggetto Attuatore del PUC), di accogliere le richieste dell’amministrazione, che hanno dato voce a quelle dei Cittadini: decoro e cura dell’ intera area, cessione chiavi in mano della palazzina pubblica dove poter collocare la farmacia comunale, messa in sicurezza della viabilità di accesso, oggi pericolosa tanto da aver indotto l’amministrazione a provvisori apprestamenti di sicurezza. Il tutto in tempi brevi, compatibilmente con i tempi tecnici di progettazione e attuazione di quegli obblighi.

Il voto unanime del Consiglio ha sancito che l’operazione, promossa dall’Amministrazione e dalla proprietà, ha sventato il pericolo che tutto rimanesse così come è, un’area in degrado e abbandono nel cuore di Santa Maria degli Angeli, a pochi metri dalla Basilica della Porziuncola.

Ricostruire nel dettaglio la storia del PUC è realmente complesso e difficile anche da comunicare, soprattutto perché i progetti originari prevedevano la riqualificazione di importanti siti di “benvenuto alla città” – come le ex Fornaci Briziarelli – con alberature, statue, passerelle, fontane, multisala
e altro ancora, mentre la realtà che da anni è sotto gli occhi di tutti è ben diversa: un comparto C (ex Montedison) terminato, un comparto B (area Cave) incompleto sia nella parte direzionale/commerciale che in quella residenziale, un comparto A (ex Fornaci) non ancora iniziato, oltre a problemi di viabilità della zona, di manutenzione delle aree verdi e decoro.
Nel fluido della burocrazia, le opere progettate hanno seguito un ordine di realizzazione inverso rispetto a quanto l’alfabeto avrebbe suggerito, mentre la palazzina di pubblica utilità (perché diventerà pubblica dopo essere stata terminata), sarebbe stata consegnata allo stato attuale, implicando un significativo investimento del Comune (circa 450.000 euro) per il suo completamento.

La “questione PUC” è sempre stata identificata dall’Amministrazione Proietti come prioritaria, non solo per Santa Maria degli Angeli, ma per l’intera cittadinanza, tanto da essere inserita all’interno del DUP (Documento Unico di Programmazione).
Affrontare un discorso così complesso ha richiesto tempo ed energie. Il percorso è stato lungo e impegnativo, ma, grazie agli sforzi degli attori coinvolti, la proposta di deliberazione discussa in Consiglio Comunale ha introdotto modifiche alla convenzione urbanistica, a vantaggio generale dell’intera Città e della comunità angelana in particolare.

In sintesi, la nuova convenzione prevede che la Michelangelo (in quanto soggetto attuatore) – a fronte di minimali trasferimenti di SUC (Superficie Utile Coperta) tra i sub-comparti e di una più razionale distribuzione di parcheggi, nell’invarianza del numero complessivo sia di posti auto che di SUC – realizzi, a propria cura e spese:

  • La Palazzina pubblica “chiavi in mano” (compresi oneri di progettazione, direzione lavori, sicurezza, collaudo e RUP), che ospiterà la farmacia comunale ed i poliambulatori con un risparmio immediato, per le casse comunali, di circa 450mila euro (altrimenti necessari al completamento della palazzina stessa che nella vecchia convenzione era prevista soltanto fino alla parte strutturale), oltre al risparmio perpetuo di 43mila euro l’anno conseguente al trasferimento della farmacia comunale dagli attuali locali in affitto alla nuova palazzina di proprietà, nonché gli introiti legati alla locazione dei poliambulatori. L’asilo nido comunale non sarà più ospitato nella palazzina, ma presso l’attuale scuola dell’infanzia Cimino che ha visto proprio sabato scorso la posa della prima pietra alla presenza del Maestro Okada, presidente e guida dell’associazione giapponese SukyoMahikari che ha accordato una donazione di 100mila euro per la progettazione e la realizzazione del primo asilo nido comunale:
  • La Rotatoria lungo via Fratelli Matteucci, al posto dell’attuale intersezione a raso che ha visto un gran numero di incidenti tanto da aver richiesto una provvisoria modifica alla circolazione, che permetterà un notevole miglioramento della viabilità e una migliore fluidità del flusso veicolare;
  • Il Decoro dell’intera area del PUC in termini di pulizia, taglio dell’erba (peraltro già visibile) e controllo degli accessi, oltre a sostenere gli oneri di sicurezza e manutenzione (ordinaria e straordinaria) legati agli standard di parcheggi pubblici concessi al Comune.

Il “buon senso” delle parti interessate – che ha amalgamato l’interesse e l’impegno dell’Amministrazione, la tenacia e il coraggio del Sindaco Stefania Proietti e della sua squadra, la competenza degli Uffici tecnici comunali e lo sforzo della Michelangelo (soggetto attuatore del PUC) – ha permesso di raggiungere questo importante risultato per l’intera Città di Assisi e per la comunità angelana in particolare.
Il desiderio è quindi quello di poter vedere l’area ex “Cave” ed ex “Fornaci Briziarelli” completamente riqualificate. La strada sarà lunga, ma sono stati fatti i primi passi avanti dopo anni di inopportuno immobilismo.

Gruppo consiliare Assisi Domani: Giuseppe Cardinali, Carlo Migliosi, Paolo Sdringola

 

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