📰 Rassegna stampa 📰 – Emergenza-suore, quando il coronavirus entra nei conventi

 
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Emergenza-suore, quanto il coronavirus entra nei conventi

Emergenza-suore, quando il coronavirus entra nei conventi

Dopo Merkel e Juan Manuel Santos arriva il presidente Antonio TajaniASSISI «Fa impressione il fatto che siano state colpite dal coronavirus quattro monache che fanno vita di clausura: è la testimonianza di quanto questo male è insidioso». Il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino commenta così il caso delle quattro clarisse francesi del Monastero di Santa Colette risultate positive al tampone del Coronavirus alle quali ieri si è aggiunta un altro caso, di un’altra monaca positiva, sempre all’interno del convento. Le sorelle hanno rispettivamente 30, 57, 73 e 82 anni; per monaca più anziana si è reso necessario il ricovero all’ospedale di Foligno, a fronte di un peggioramento delle condizioni di salute (anche se le sue condizioni non sono critiche), mentre per le altre quattro è stato disposto dal sindaco l’isolamento obbligatorio all’interno del convento dove, come detto, già vivevano la clausura nelle loro cellette.

Ma le monache starebbero abbastanza bene. «Le conosco molto bene le monache di Santa Coletta – aggiunge monsignor Sorrentino -, sono suore di grande preghiera che stanno vivendo questa situazioni imprevedibile con grande senso di vita comune e di condivisione; anche alla luce di quanto sta accadendo in Italia e in Francia, loro terra di origine. In questi giorni siamo in contatto, ci sentiamo spesso proprio per capire l’evoluzione della situazione. Le sento serene pur con quell’ansia insita, in situazioni del genere, nel genere umano».

Le possibili cause di contagio, in un luogo tanto appartato, appaiono due, al vaglio peraltro dell’Usl che sta svolgendo l’indagine epidemiologica: la presenza di un prete francese ospite del Monastero di Santa Colette a fine febbraio (l’uomo è rientrato in Francia, e non sarebbe positivo, come comunicato dalle suore) oppure un contatto avvenuto in occasione di una visita medica alla quale una delle monache si sarebbe sottoposta, a fine febbraio, all’ospedale di Foligno. «Assisi – aggiunge monsignor Sorrentino – è rimasta abbastanza riparata da questa pandemia, ma ripeto, quanto accaduto alle monache di clausura di Santa Colette è emblematico; da qui la necessità della massima attenzione sempre al rispetto delle regole alle quali ci atteniamo anche in occasione delle celebrazioni che vengono trasmesse in streaming». Maurizio Baglioni

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