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Parco Regina Margherita torna ai cittadini, apertura entro giugno

L’area chiusa dall’estate del 2018 entro giugno potrebbe riaprire. Sono in fase di conclusione gli interventi di restauro

Minoranze all’attacco del sindaco, Guarducci, Critiche ingeneroseASSISI – Sarà la volta buona? Sembra proprio di sì: si potrebbe andare, a breve, ad una riapertura, anche se soltanto parziale, del Parco Regina Margherita, chiuso dalla fine dell’estate 2018 per motivi di sicurezza. Forse entro questo mese di giugno sarà riaperto. Sono infatti in fase di conclusione gli interventi di restauro arboricolturale e di sistemazione degli spazi della zona dell’ingresso, delle prime due balze e della zona dell’anfiteatro così da consentirne la fruibilità.
Si tratta solo di una parte del più ampio intervento di lavori che dovrebbero dare nuova vita e anche nuova funzione all’area verde della zona alta di Assisi; quel Pincio tanto caro agli assisani, ma che stenta a trovare un volto, un ruolo nel contesto cittadino (la ‘porta del Subasio’?) e degli ‘attori’ in grado di assicurarne la piena fruibilità. I lavori hanno comportato la messa in sicurezza degli alberi da parte degli operatori dell’azienda di Simone Romani, e la sistemazione delle altri parti dell’area (vialetti, staccionate, scalinate) da parte dell’Agenzia Forestale Regione (Afor) e dei servizi operativi del Comune di Assisi.
Messa in sicurezza risultata piuttosto complessa per le condizioni degli alberi e per le difficoltà di arrampicata, con la necessità di operare anche in sospensione, issandosi con funi. Dall’esterno il colpo d’occhio riesce a dare un’ampia idea di come si sta operando.
Il progetto è stato predisposto dal settore lavori pubblici del Comune di Assisi, con la consulenza del dottor Valentin Lobis, agronomo di grande esperienza negli ambiti arboricoltura, giardinaggio, ambiente, settore agricolo e forestale; la direzione dei lavori è del geometra Antonio Boccacci. Lavori che a causa dell’emergenza Covid-19 hanno subito dei ritardi, ma che ora sono giunti alla fase finale, almeno per lo stralcio previsto. L’intervento di restauro arboricolturale si è svolto inoltre a «ciclo chiuso»: tutte le ramaglie anziché smaltite come rifiuto sono state «cippate», ovvero sminuzzate, e quindi adoperate come ammendante naturale direttamente sul posto, diventando cioè, con la decomposizione, humus, così come accade con le foglie e i rami che finiscono a terra. Maurizio Baglioni

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