Messa a San Rufino. Il 10 gennaio apertura degli 800 anni di Francesco
Con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Domenico Sorrentino nella cattedrale di San Rufino si è ufficialmente concluso l’Anno Santo della speranza indetto da Papa Francesco. Una chiusura che, nelle parole del presule, assume il significato di un nuovo inizio per la comunità ecclesiale, proiettata ora verso l’apertura dell’VIII Centenario della morte di San Francesco, in programma sabato 10 gennaio alle ore 10 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola.
“All’apparenza si chiude un anno celebrativo – ha affermato monsignor Sorrentino nell’omelia – ma un Giubileo, soprattutto se vissuto nel segno della speranza, non si chiude: si schiude. È come un fiore che apre la sua corolla. Non guardiamo a noi stessi, ma alziamo lo sguardo verso l’alto”. Alla celebrazione erano presenti il sindaco di Assisi Valter Stoppini, altre autorità civili e i rappresentanti delle forze dell’ordine.
Il vescovo ha definito il Giubileo “una grazia”, capace di riportare al centro della vita cristiana l’amore misericordioso di Dio, “che non si stanca di piegarsi sulle nostre fragilità e riversa su di noi grazia su grazia”. Un cammino che, secondo Sorrentino, non può interrompersi con la fine formale dell’Anno Santo, ma deve tradursi in scelte concrete di vita e di testimonianza.
Richiamandosi alle letture bibliche, il presule ha indicato tre orizzonti che devono accompagnare il post-Giubileo: la sapienza, la Parola fatta carne e la benedizione. “Non chiudere il Giubileo – ha spiegato – significa continuare a lottare per la libertà del mondo da ogni forma di schiavitù, a partire da quelle spirituali. Vuol dire invocare la pace, denunciare l’iniquità della guerra e la follia delle armi, impegnarsi per una società più giusta e fraterna”.
Un passaggio centrale dell’omelia è stato dedicato alla responsabilità personale dei fedeli. “Chi si è aperto davvero alla grazia giubilare – ha detto il vescovo – è colui che ha provato a spogliare la propria vita dell’egoismo per riempirla di amore. E anche chi ha vissuto il Giubileo con distrazione può oggi riaprirlo, accogliendo il nuovo dono di grazia che l’Eucaristia continua a offrire”.
Lo sguardo si è quindi rivolto al prossimo appuntamento ecclesiale: l’VIII Centenario del Transito di San Francesco. “Con l’avvio del centenario francescano – ha concluso monsignor Sorrentino – il Signore darà un ulteriore impulso alla nostra Chiesa. A noi è chiesto di aprire il cuore e intonare la lode”. Un cammino spirituale che, da Assisi, si prepara a parlare ancora una volta al mondo.

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