Sanità dell’Assisano, un modello da esportare in tutta la regione

Sanità dell’Assisano, un modello da esportare in tutta la regione

Sanità dell’Assisano, un modello da esportare in tutta la regione Si è svolta mercoledì 14 novembre la conferenza per la presentazione dei dati di attività dell’Ospedale di Assisi e del Distretto Sanitario dell’Assisano, alla presenza di Andrea Casciari Direttore Generale della USL Umbria 1, Stefania Proietti Sindaco di Assisi, Maria Gigliola Rosignoli Direttore del Distretto Sanitario dell’Assisano e dell’Ospedale di Assisi e di Luca Barberini Assessore  Regionale Salute Coesione Sociale e Welfare.

Un modello di sanità da esportare. “I dati che presentiamo oggi – ha sottolineato Andrea Casciari –  testimoniano un percorso di progressivo sviluppo dei servizi ospedalieri e territoriali, realizzato per venire incontro alle reali esigenze dei cittadini, nel rispetto delle risorse disponibili. La sanità dell’Assisano rappresenta un modello organizzativo vincente, centrato sulla forte integrazione ospedale-territorio, nel quale i professionisti lavorano sia nelle sedi ospedaliere che in quelle territoriali gestendo nella maniera più appropriata i percorsi di cura della personaAltrettanto valida è l’integrazione con l’Azienda Ospedaliera di Perugia, i cui professionisti forniscono prestazioni di alta specialità anche nelle nostre sedi. In questo contesto, mi preme evidenziare che l’attività chirurgica ambulatoriale svolta all’Ospedale di Assisi, con oltre 3500 interventi previsti nel 2018, è la più consistente tra tutti gli ospedali della Usl. Per raggiungere i risultati complessivi di attività, sono stati fatti notevoli investimenti, non solo in tecnologie, ma anche attraverso l’assunzione di nuovo personale: 32 operatori in più dal 2015 ad oggi”.

I fiori all’occhiello. “Crescono in maniera trasversale i dati di attività di tutti i servizi ospedalieri e territoriali – ha ricordato Maria Gigliola Rosignoli – in particolare si evidenzia il consolidato costante incremento dell’attività delle Chirurgie specialistiche (si stimano oltre 4800 interventi nel 2018), soprattutto quella Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, che impegna quotidianamente le due sale operatorie del nosocomio assisano, con una forte attrattività per i pazienti della intera regione. Parallelamente svolgono un ruolo fondamentale le attività della Medicina a Ciclo breve e dello Scompenso Cardiaco che integrate con la UO di Medicina, riescono a prendersi carico delle persone con patologie croniche del nostro territorio, con circa 600 ricoveri annui. Un percorso analogo è stato realizzato nell’area distrettuale con l’attivazione di servizi dedicati, come il Polo Odontoiatrico, con la presa in carico di circa 300 bambini, l’Ambulatorio per il piede diabetico e gli Ambulatori per le ferite difficili integrato con l’ambulatorio infermieristico distrettuale, che già conta circa 800 utenti nei primi quattro mesi di attività”.

“Il processo di trasformazione dell’ospedale di Assisi in valido presidio di territorio, a servizio di tutta la regione, in rete con i maggiori ospedali – ha sottolineato Luca Barberini – rappresenta un esempio da esportare. Qui, grazie a una diversa organizzazione dei servizi, è stato sperimentato concretamente il nuovo modello di sanità che vogliamo attuare nei prossimi anni, basato su una forte integrazione fra ospedale e territorio e su una grande collaborazione tra strutture diverse per dare risposte più efficaci ai bisogni di salute dei cittadini. I positivi risulti raggiunti finora, anche grazie a servizi come il Centro donna, la chirurgia pediatrica, la chirurgia ambulatoriale, la medicina a ciclo breve e il reparto ferite difficili, ci danno ragione e ci rendono orgogliosi”.

“È  incontrovertibile – dichiara Massimo Paggi, assessore alla sanità e alle politiche sociali del Comune – che sia stato fatto un grosso sforzo per rimettere in carreggiata il bilancio dell’ospedale di Assisi, ridando alla struttura una dimensione caratteristica con un servizio di oculistica, di chirurgia pediatrica e plastico-ricostruttiva. Ringraziamo per questo l’assessore alla sanità Luca Barberini e il direttore generale Andrea Casciari. Vorremmo ora che vengano riconosciuti e stabilizzati i professionisti che hanno reso possibile i miglioramenti degli ultimi anni, auspicando dunque una continuità nel personale medico e dirigenziale. Tuttavia, il quadro non è tutto rose e fiori: mancano ancora alcune figure indispensabili: in primis, un cardiologo a tempo pieno e un ortopedico. Infine, sarebbe necessario un miglioramento della logistica della struttura e, in particolare, un reparto di medicina a ciclo breve allocato in maniera più razionale e rispettosa della privacy dei degenti”.

“L’ospedale di Assisi – queste le parole del sindaco Stefania Proietti – è indispensabile non solo per la vita della Città e del comprensorio ma anche per il sistema dell’accoglienza che ogni anno vede arrivare milioni di ‘cittadini temporanei’. Il presidio ospedaliero di Assisi che già negli anni ha rappresentato un’eccellenza regionale deve tornare ad essere un centro di primaria importanza nel sistema sanitario regionale. Apprezziamo gli sforzi dell’assessore Barberini e della direzione ai quali non ci stancheremo di chiedere ulteriori investimenti per una struttura sanitaria che deve assicurare salute e servizi non solo ai cittadini ma a milioni di turisti. Chiediamo e sosteniamo con forza ogni azione volta al potenziamento dell’Ospedale di Assisi.

Voglio ringraziare a nome mio personale e di tutta l’amministrazione le donne e gli uomini, medici, infermieri, operatori, tecnici, funzionari, dirigenti, che costituiscono lo straordinario capitale umano dell’ospedale di Assisi: vi siamo e vi saremo sempre vicini nella comune volontà di potenziare sempre più l’Ospedale di Assisi.”

 

 

 

 

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