Disabilità, medicina riabilitativa e accessibilità alle cure: parte dal Serafico un nuovo impegno per i più fragili

Disabilità, medicina riabilitativa e accessibilità alle cure: parte dal Serafico un nuovo impegno per i più fragili

La ricerca scientifica, nell’ambito della medicina riabilitativa, è un aspetto fondamentale nel percorso che permette di intervenire sulla qualità della vita di ogni persona con disabilità al fine di ottenere risultati straordinari e di ‘tagliare’ traguardi importanti per garantire una vita piena.

Ed è proprio a partire da questo concetto che venerdì 2 e sabato 3 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità, si terrà all’Istituto Serafico di Assisi il convegno “Innovazione e ricerca in riabilitazione – Opportunità per la persona con disabilità complessa”, con lo scopo di riflettere sulla necessità di investire di più nella ricerca in ambito riabilitativo e di confrontarsi con l’innovazione tecnologica, dando risposte sia sull’efficacia clinica dell’utilizzo di nuove e più sofisticate strumentazioni e sia sulla necessità di inserire nei protocolli universalmente riconosciuti anche l’aspetto psicologico e sociale. “Siamo orgogliosi – spiega la Presidente del Serafico, Francesca Di Maolo – che l’Istituto in questi due giorni possa essere il centro nevralgico di una discussione scientifica nazionale nell’ambito della medicina riabilitativa, perché di fronte alle varie forme di disabilità (quella cronica, congenita o acquisita, e quella psichica) è necessario dare risposte concrete e allo stesso tempo scientifiche. Non è sufficiente, infatti, ‘assistere’ una persona con disabilità: è indispensabile sostenerne la dignità nella sua interezza, riconoscendone il valore assoluto soprattutto come persona”. Perché, spiega ancora Di Maolo, “se è vero che la medicina della riabilitazione è una disciplina relazionale che abbraccia mente e cervello, cervello e ossa, paziente e caregiver, ambiente familiare e lavorativo, va comunque considerata una disciplina scientifica a tutti gli effetti, che merita di essere coltivata e riconosciuta da tutta la comunità scientifica”.

La ricerca in ambito scientifico e tecnologico, specialmente negli ultimi anni, ci ha consegnato nuove metodologie nelle relazioni di cura: “Penso ad esempio – aggiunge ancora Di Maolo – a tutti quei sistemi robotici che facilitano o controllano il movimento, ai sistemi della realtà virtuale che permettono un’interattività col il paziente, ai sistemi di teleriabilitazione, alle stimolazioni celebrali non invasive. A tutte quelle attività, in pratica, nelle quali il Serafico investe costantemente per migliorare le condizioni di vita dei ragazzi. Questo convegno, infatti, è solo il risultato di un lungo lavoro di ricerca del nostro “Centro Invita” che sta indirizzando anche l’organizzazione dei nostri servizi e la realizzazione del nuovo Centro di Riabilitazione che coniugherà accoglienza, ma anche scienza e tecnologia al servizio dei più fragili”. 

Al convegno, la cui responsabile scientifica è la dottoressa Marina Menna, parteciperanno, tra gli altri, anche Maria Chiara Carrozza, presidente del Cnr; Giovanna Beretta, presidente Simfer; Mauro Zampolini, presidente Sirn; Armida Mucci, presidente Sirp; Massimo D’Angelo, direttore generale sanità Umbria; Giuseppe Ippolito, DG della Ricerca e dell’innovazione del ministero della Salute. Sarà presente portando i suoi saluti introduttivi anche il senatore Franco Zaffini, Presidente Commissione Affari sociali e Sanità del Senato.

Come spiega anche il Direttore Sanitario del Serafico, Sandro Elisei, “questo convegno rappresenta un momento di confronto interdisciplinare tra i protagonisti della riabilitazione basata su evidenze scientifiche, su percorsi e tecnologie innovative e su sfide sempre più complesse; e quindi, oltre a essere un’importante opportunità di crescita culturale, sarà un’occasione per ribadire quanto la medicina riabilitativa debba sapersi misurare con la persona, con la sua unicità storica e biologica e con i suoi bisogni. Questo difficile compito non può non implicare una peculiarità della ricerca scientifica e dei percorsi formativi”. 

In questa occasione l’Istituto Serafico richiamerà l’attenzione anche sull’analisi condotta recentemente prendendo in esame le situazioni specifiche delle famiglie delle persone con disabilità, in riferimento all’assenza di accessibilità alle cure per le disabilità complesse all’interno del SSN. Gli intervistati, infatti, hanno riferito di aver riscontrato l’assenza nelle strutture sanitarie di percorsi specifici per persone con disabilità nel 49,8%dei casi e di averle trovate raramente nel 36,7% dei casi. Permangono poi le barriere architettoniche indicate come presenti dal 37,6% degli intervistati. Accanto alle lunghe ore d’attesa, vengono riscontrate spesso anche difficoltà nella comunicazione dei bisogni specifici al personale, a cui si aggiungono quelle legate alla gestione dei comportamenti problematici delle persone con disabilità psichiche. Una situazione, dunque, che non può che risolversi in un vero e proprio calvario per le famiglie e per i caregiver oltre che per gli assistiti stessi: il 63,3% del campione, infatti, ha dichiarato di dover uscire dalla propria regione per effettuare le cure necessarie o anche solo per delle semplici visite di routine, mentre il 79,6% ha messo in evidenza la necessità di rivolgersi a più di una struttura sanitaria prima di ricevere un’assistenza adeguata.

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