Solidarietà con il cuore sostiene ventitré progetti nel mondo

Solidarietà con il cuore sostiene ventitré progetti nel mondo

La nuova edizione unisce Assisi e il mondo in un impegno concreto

Assisi, 18 maggio 2026 – Nel pieno dell’anno dedicato all’ottavo centenario della morte di san Francesco, i frati del Sacro Convento rilanciano il loro impegno verso chi vive situazioni di fragilità in Italia e nel mondo. La ventiquattresima edizione di “Con il Cuore, nel nome di Francesco” torna con una forza simbolica ancora più intensa, unendo Assisi a comunità lontane attraverso un gesto di solidarietà che si traduce in interventi concreti. Il concerto benefico, condotto da Carlo Conti, andrà in onda venerdì 29 maggio in diretta dal sagrato superiore della Basilica di San Francesco, con la partecipazione di artisti e volontari che sostengono da anni la maratona solidale. La raccolta fondi sarà attiva dal 25 maggio al 30 giugno 2026, tramite sms o chiamata al numero dedicato, come riporta il comunicato della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi.

Solidarietà con il cuore sostiene ventitré progetti nel mondo

Quest’anno i fondi raccolti sosterranno 23 progetti distribuiti in 14 Paesi, con interventi che spaziano dall’assistenza alimentare alla ricostruzione di scuole, dal supporto sanitario alla formazione professionale. Un mosaico di iniziative che riflette la vocazione francescana: essere accanto agli ultimi, ovunque si trovino. Dal 2003 a oggi, “Con il Cuore” ha permesso la realizzazione di 191 progetti in 42 Paesi, con oltre 17 milioni di euro raccolti. Un percorso che ha trasformato la generosità dei donatori in opportunità reali per migliaia di persone.

In Italia, l’attenzione si concentra sulle Mense Francescane, che garantiscono pasti, servizi essenziali, assistenza sanitaria e supporto legale a chi vive situazioni di marginalità. Saranno sostenute le realtà di Milano, Rimini, Spello, Napoli e Roma, punti di riferimento per chi affronta povertà, solitudine e precarietà. A Monselice, la Comunità San Francesco porta avanti un progetto dedicato a persone con problemi di tossicodipendenza, con un focus particolare su donne e minori. Il percorso “mamma-bambino” offre un ambiente protetto e attività formative che favoriscono autonomia e reinserimento sociale.

Il Sudan, devastato dalla guerra civile, è uno dei Paesi più fragili sostenuti dall’iniziativa. Qui i frati puntano alla ricostruzione di scuole e alla riapertura del Comboni College di Khartoum, un presidio educativo fondamentale. Il progetto prevede anche programmi nutrizionali per mamme e bambini malnutriti e attività per promuovere una cultura di pace in un contesto segnato da traumi profondi.

A Bangui, la Scuola Santa Chiara ospita 880 bambini offrendo istruzione e un ambiente sicuro. L’obiettivo è migliorare le strutture e rafforzare il rapporto con le famiglie, promuovendo un’educazione basata sulla relazione e sulla crescita armoniosa.

In India, il progetto “Assisi Snehalaya” rappresenta un modello di integrazione tra cura, lavoro e sostenibilità. La casa accoglie persone con HIV/AIDS e ha sviluppato una fattoria eco-sociale che offre impiego a 60 persone emarginate. L’iniziativa riduce lo stigma verso i sieropositivi e garantisce un percorso di autonomia attraverso attività agricole e formazione.

In Libano, la Mensa Francescana Sant’Antonio fornisce 500 pasti caldi a settimana alle famiglie più povere. In un contesto segnato da guerra e instabilità economica, il progetto distribuisce cibo e beni essenziali, offrendo anche un supporto umano che preserva dignità e autonomia.

A Saltpond, i frati producono e distribuiscono acqua potabile per prevenire malattie legate alla contaminazione delle fonti. L’iniziativa crea anche opportunità di lavoro per la popolazione locale.

A Jema, invece, è prevista la ricostruzione di un’aula scolastica pericolante, trasformandola in una biblioteca e sala informatica. Un intervento che favorisce istruzione, accesso alle tecnologie e sviluppo sociale.

A Bucarest, i frati assistono i “fratelli di strada”, offrendo aiuto materiale e spirituale. Il progetto prevede l’installazione di un sistema di energia verde per rendere autosufficiente la struttura di accoglienza, riducendo i costi e destinando più risorse ai servizi per i vulnerabili.

A Guarambaré, la “Casa de Acogida y Formación Integral” sostiene persone in difficoltà con attività educative e supporto scolastico. L’ampliamento della struttura, con nuove camere e una Mensa Francescana, migliorerà l’accoglienza e offrirà nuove opportunità alle famiglie locali.

A Maseyu, i frati intendono costruire una recinzione per proteggere la Fattoria Francescana dagli animali selvatici. La fattoria garantisce lavoro e viveri alle famiglie povere, contribuendo alla sicurezza alimentare della comunità.

A Ndola, sarà sostenuta la Scuola Francescana di arti e mestieri, che offre formazione professionale a giovani e donne, con un focus sulle competenze tessili. Nella periferia di Lusaka, invece, è prevista la costruzione di una scuola materna per garantire ai bambini un luogo sicuro dove crescere e iniziare un percorso educativo.

A Grand-Bassam, il progetto rafforza le attività socio-educative del Centre Abel, con interventi sulla falegnameria e sulla gestione delle acque piovane. L’obiettivo è promuovere autonomia e inclusione sociale per giovani vulnerabili.

A Butembo, i frati lavorano al completamento di un Centro sanitario che offrirà pronto soccorso, vaccinazioni e assistenza al parto. Un presidio fondamentale in un territorio segnato da anni di conflitti armati.

Ad Antananarivo, nella bidonville più popolosa della capitale, saranno accolti bambini orfani o abbandonati, molti dei quali tra 0 e 5 anni. Il progetto garantisce cibo, cure e istruzione, offrendo un futuro più stabile ai più piccoli.

A Cochabamba, i frati sostengono i bambini delle famiglie povere con una mensa popolare, uno studio odontoiatrico e attività di supporto scolastico. L’iniziativa assicura cibo, cure mediche ed educazione per dieci mesi l’anno.

Maggiori info:  www.conilcuore.info

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